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India, Diageo riformula whisky e rum: l’intesa con FSSAI chiude lo stop alle vendite

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La più grande offensiva sulla sicurezza alimentare degli ultimi anni in India trova un primo punto di caduta. Diageo ha accettato di riformulare alcuni dei suoi whisky e rum più venduti nel Paese, chiudendo, almeno sul piano regolatorio, il braccio di ferro con la Food Safety and Standards Authority of India (FSSAI) che a inizio agosto aveva portato al divieto di vendita di diverse referenze in alcuni stati. Lo riferisce Reuters citando due fonti governative: l’intesa prevede l’eliminazione degli aromi aggiunti contestati e nuove diciture in etichetta, in cambio del ritiro dei divieti.

La vicenda è l’epilogo del provvedimento che il regolatore aveva varato il 2 agosto, quando aveva bloccato la vendita di prodotti di United Spirits, Inbrew Beverages e Mohan Rocky Springwater. Ne avevamo parlato in India, la stretta FSSAI sugli aromi travolge Diageo, Inbrew e Old Monk.

I termini dell’intesa

Secondo le fonti sentite da Reuters, United Spirits, la controllata indiana del gruppo, smetterà di aggiungere aroma di whisky nel whisky e aroma di rum nel rum. La riformulazione sarà completata entro circa tre mesi e varrà per l’intera produzione nazionale, non solo per gli stati dove era scattato lo stop. Durante la transizione, le bottiglie riporteranno in fronte etichetta indicazioni esplicite sugli aromi aggiunti. In cambio, FSSAI ritirerà il divieto di vendita.

Nel mirino del regolatore erano finiti i whisky Royal Challenge e Antiquity Blue, prodotti in Madhya Pradesh, e il McDowell’s No. 1 Celebration Matured XXX Rum, prodotto in Maharashtra. Solo Royal Challenge vale oltre 4,5 milioni di casse da 9 litri l’anno, nel segmento mid prestige. Al centro della contestazione la dicitura di retro etichetta “added nature identical (whisky) flavouring substances”: per FSSAI non esiste una pratica produttiva riconosciuta a livello internazionale che preveda l’aggiunta di aromi artificiali al distillato corrispondente, e i test avevano classificato i prodotti come sub-standard.

Etichette nuove, ricetta (quasi) invariata

Secondo il quotidiano economico Mint, l’accordo prevede in realtà che Diageo India modifichi le etichette delle referenze segnalate mantenendone la composizione, con una finestra di 90 giorni per smaltire le scorte esistenti in Maharashtra. La FSSAI avrebbe inoltre annullato l’ordine del 29 giugno con cui aveva bloccato il rum McDowell’s Celebration prodotto nello stabilimento di Baramati. Resta aperto, in parallelo, il contenzioso avviato dalla società presso l’Alta Corte di Bombay.

United Spirits ha dichiarato di aver collaborato con il regolatore per allineare i prodotti “pienamente ai requisiti rivisti”, ribadendo l’impegno su conformità e sicurezza alimentare. In precedenza, in un filing di Borsa, la società aveva definito la vicenda “un problema di tutta l’industria”, sostenendo che le etichette fossero conformi alle leggi vigenti.

Un precedente per tutto il settore

La stretta rientra in quella che Reuters definisce la più grande offensiva sulla sicurezza alimentare degli ultimi anni in India, che ha investito un’industria da 40 miliardi di dollari. Oltre a Diageo, erano finite nel mirino anche Inbrew Beverages (Bagpiper Deluxe, Old Cask Deluxe XXX Rum) e lo storico Old Monk di Mohan Rocky Springwater. La pressione sul gruppo non si è fermata al divieto iniziale: nelle settimane successive erano arrivati anche un sequestro di circa 18.000 casse per violazioni sulle marcature degli imballaggi e un avvertimento sui claim di invecchiamento del Royal Challenge, come raccontato in India, nuova stretta FSSAI su Diageo tra sequestri e claim del Royal Challenge.

Per il gruppo la posta è strategica: l’India è il primo mercato per volumi di Diageo. E l’intesa con FSSAI rischia ora di fare da precedente: la pratica degli aromi aggiunti è diffusa in tutta la liquor industry indiana, e l’adeguamento potrebbe tradursi in costi e revisioni di prodotto per l’intero comparto.

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