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Diageo, la stretta di Dave Lewis: tagli ai costi e al personale nell’estate 2026

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Il settore degli spirits globali vive una fase di profonda revisione e Diageo, leader mondiale del comparto con marchi come Johnnie Walker, Guinness, Smirnoff e Captain Morgan, è oggi al centro della ristrutturazione più rilevante degli ultimi anni. Alla guida del processo c’è Sir Dave Lewis, arrivato come amministratore delegato a gennaio 2026, che in questi giorni ha impresso un’accelerazione decisiva al piano di riorganizzazione del gruppo.

La stretta sui costi e sugli organici

Secondo quanto riportato dal Financial Times a giugno 2026, Lewis ha chiesto ai membri del comitato esecutivo di ridurre il personale e le altre spese all’interno dei rispettivi reparti, dando di fatto il via a una significativa fase operativa della ristrutturazione. Ai dirigenti sono stati assegnati obiettivi di riduzione dei costi, non un numero predefinito di posizioni da eliminare. Le aree più esposte, secondo le fonti citate, sarebbero i team non-revenue-generating, ovvero le funzioni che non generano direttamente ricavi.

Un annuncio interno sull’entità dei tagli era atteso nei giorni immediatamente successivi. La stessa fonte descrive un clima teso nella sede londinese del gruppo. Nei sei mesi dall’arrivo di Lewis hanno già lasciato o sono in uscita i responsabili di Gran Bretagna, Nord America e Africa, oltre al capo delle risorse umane. Per guidare il business britannico Diageo ha richiamato Marc Woodward, ex Unilever e già collaboratore di Lewis.

Il contesto, dal deep reset di febbraio

La riorganizzazione non nasce dal nulla. Il 25 febbraio 2026, in occasione dei risultati semestrali, Diageo aveva segnalato l’intenzione di ridisegnare il proprio modello operativo per diventare più competitiva e garantire ritorni sostenibili agli azionisti. Nella stessa occasione il gruppo aveva tagliato le previsioni di vendita organica per l’esercizio 2026 a un calo del 2/3% e dimezzato il dividendo intermedio a 20 centesimi per azione, da 40,50, fissando una nuova politica di payout. Le vendite organiche del primo semestre erano scese del 2,8%, penalizzate soprattutto dalla debolezza degli spirits negli Stati Uniti e dei white spirits cinesi.

A commento di quei numeri, Lewis aveva indicato la pressione sui portafogli dei consumatori come la sfida principale del momento, citando anche fattori come la diffusione dei farmaci per il dimagrimento e l’evoluzione degli stili di consumo.

Un quadro misto sul piano commerciale

Sul fronte delle vendite, il quadro più recente non è del tutto negativo. Il 6 maggio 2026, con il Trading Statement del terzo trimestre, Diageo ha registrato una crescita organica delle vendite dello 0,3% nel periodo chiuso al 31 marzo, sopra le attese, con volumi in aumento dello 0,4%. A trainare il risultato sono state soprattutto Europa, America Latina e Caraibi e Africa, tutte in forte crescita, mentre il Nord America ha continuato a calare a doppia cifra per la debolezza degli spirits statunitensi. Il programma di efficienza Accelerate resta sulla buona strada per generare circa 300 milioni di dollari di risparmi entro la fine dell’esercizio 2026.

Il prossimo appuntamento chiave è fissato per il 6 agosto 2026, quando Lewis presenterà agli investitori l’aggiornamento strategico insieme ai risultati annuali.

Il precedente italiano, Santa Vittoria d’Alba

Sul fronte italiano, la vicenda più rilevante nel perimetro Diageo resta quella dello stabilimento ex Cinzano di Santa Vittoria d’Alba, in provincia di Cuneo. La procedura si è chiusa positivamente nel maggio 2025 con la salvaguardia del sito e di oltre 300 posti di lavoro, grazie all’acquisizione da parte di Newlat Food (oggi NewPrinces), il gruppo presieduto da Angelo Mastrolia. L’operazione ha concluso in modo positivo il Piano Sociale avviato da Diageo nel novembre 2024. Non si tratta di una notizia recente, ma del precedente italiano più significativo legato alla riorganizzazione del gruppo.

La fase aperta da Lewis conferma che il riassetto di Diageo è entrato nel vivo. La direzione è chiara: struttura più snella, costi sotto controllo e un modello operativo ridisegnato per recuperare competitività in un mercato degli spirits in evidente trasformazione.

INFO: www.diageo.com

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