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Spesso sulla stampa, anche quella professionale, vengono pubblicate analisi e valutazione nelle quali le acque minerali vengono sommariamente equiparate alle altre acque da bere. In realtà si tratta di prodotti molto diversi fra di loro, tra l’altro con differenti normative di riferimento. Sulla base di un documento sulle acque minerali naturali pubblicato dal gruppo Sanpellegrino proviamo a riepilogare le caratteristiche e le differenze fondamentali fra i tre tipi di acque da bere.

 

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LE ACQUE MINERALI

Secondo il Decreto Legislativo 8 ottobre 2011, n. 176, sono considerate acque minerali naturali le acque che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari e, eventualmente, proprietà favorevoli alla salute.

Le acque minerali naturali si distinguono dalle ordinarie acque potabili per la purezza originaria e la sua conservazione, per il tenore in minerali, oligoelementi o altri costituenti ed, eventualmente, per taluni loro effetti. La composizione, la temperatura e le altre caratteristiche essenziali delle acque minerali naturali debbono mantenersi costanti alla sorgente nell’ambito delle variazioni naturali, anche in seguito ad eventuali variazioni di portata. Secondo la normativa un’acqua minerale naturale deve quindi possedere i seguenti requisiti fondamentali:

  • L’origine sotterranea e protetta
  • La purezza originaria e la sua conservazione
  • L’imbottigliamento all’origine
  • Il tenore in minerali e oligoelementi e le caratteristiche essenziali costanti nel tempo
  • Eventuali proprietà favorevoli alla salute

È il Ministero della Salute che riconosce e autorizza un’acqua “minerale naturale” in quanto tale. È sempre il Ministero della Salute che, dopo una valutazione degli studi clinici-farmacologici, autorizza con decreto di riconoscimento le indicazioni favorevoli alla salute che possono essere riportate in etichetta, secondo alcune espressioni previste dal Decreto Legislativo 176/2011 (come per esempio “stimola la digestione”, “può favorire le funzioni epatobiliari”, ecc.).

Va infine ricordato che le acque minerali sono le uniche acque da bere che riportano in chiaro sulle confezioni le etichette esplicative con l’origine della sorgente, le caratteristiche chimico fisiche e la composizione salina dell’acqua, consentendo così al consumatore do scegliere la “propria “acqua in relazione alle sue specifiche esigenze. Le analisi sull’etichetta delle bottiglie delle acque minerali devono essere aggiornate per legge almeno ogni 5 anni; una volta all’anno l’azienda imbottigliatrice deve inviare all’autorità sanitaria i risultati delle analisi per verificare la sua composizione, che la distingue da ogni altra acqua minerale e che per legge è costante. I controlli sulla qualità dell’acqua eseguiti dall’azienda lungo tutto il processo produttivo tuttavia (analisi chimiche, chimico-fisiche e microbiologiche) sono molto più frequenti.

 

LE ACQUA POTABILI

Le acque comunemente definite “potabili” sono le “acque destinate al consumo umano” principalmente distribuite tramite gli acquedotti pubblici, ma anche in cisterne e altri contenitori. Esse rispondono ai requisiti indicati dal Decreto legislativo del 2 febbraio 2001, n. 31 che disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano al fine di proteggere la salute umana dagli effetti negativi della contaminazione delle acque, garantendone la salubrità e la pulizia.

Le acque potabili hanno origini diverse: laghi, fiumi, falde superficiali e sotterranee. Nella gran parte dei casi l’acqua erogata in Italia è sottoposta a disinfezione prima di essere distribuita tramite acquedotti. Per preservare la qualità microbiologica dell’acqua fino all’utenza (al rubinetto), è necessario mantenere una certa concentrazione di disinfettante residuo che impedisca un’eventuale proliferazione batterica all’interno della rete di distribuzione. Esempi di tali disinfettanti sono: cloro, sostanze come perossido di idrogeno (acqua ossigenata), catalizzatori di argento-rame, oltre all’ozono. Vi sono inoltre dispositivi di disinfezione che agiscono tramite raggi UV.

La disinfezione può modificare le caratteristiche organolettiche dell’acqua potabile e generare sottoprodotti chimici che richiedono frequente monitoraggio*. La qualità dell’acqua potabile dipende anche dallo stato della rete di distribuzione, che può variare sensibilmente da comune a comune. Nel caso di problemi alle tubature o di tubature vecchie, l’acqua può interagire con i materiali che le costituiscono provocandone la corrosione e portando in soluzione alcuni elementi (in particolare metalli), con conseguente aumento della loro concentrazione. Mentre un’acqua minerale fuori parametro perde il riconoscimento ministeriale e non può più essere commercializzata, un’acqua potabile fuori parametro può ottenere dalla Regione deroghe, concesse entro valori massimi ammissibili stabiliti dal Ministero della Salute e purché non presenti nessun potenziale pericolo per la salute umana.

 

LE ACQUE FILTRATE

L’acqua filtrata il risultato dell’utilizzo di caraffe filtranti o apposite apparecchiature utilizzate sia in ambito domestico che nei pubblici esercizi (ristoranti e alberghi). Entrambi i sistemi “trattano” l’acqua, già potabile, distribuita dalla rete dell’acquedotto cittadino. Diverse sono le tecniche utilizzate: osmosi inversa, filtri a carbone attivo, filtri a struttura composita.

Attualmente la materia è regolamentata dal Decreto Ministeriale 7 febbraio 2012, n. 25 che contiene disposizioni tecniche riguardanti le apparecchiature finalizzate al trattamento dell’acqua destinata al consumo umano.

Al fine di prevenire potenziali rischi per la sicurezza dei consumatori e garantire le prestazioni dei dispositivi, il decreto richiede che sia assicurata la disponibilità di esaustive istruzioni d’uso, per quanto riguarda l’installazione, la manutenzione e l’impiego dei dispositivi, in funzione sia della tipologia di trattamento che delle specifiche dell’apparecchiatura.

Le apparecchiature per il trattamento delle acque potabili possono modificare le caratteristiche chimiche, microbiologiche, organolettiche dell’acqua che esce dal rubinetto e causare un impoverimento dell’acqua con un abbattimento di micronutrienti e sali minerali. Inoltre, tali apparecchi devono essere adeguatamente mantenuti anche tramite la sostituzione periodica dei filtri, per consentire un corretto funzionamento ed evitare inconvenienti di ordine igienico-sanitario. Con il tempo, infatti, i filtri perdono la loro capacità di ritenzione degli elementi chimici e possono anche dare origine a contaminazioni microbiche.

A proposito di acque filtrate va segnalato un fenomeno che si sta diffondendo in alcuni punti della ristorazione che, disponendo della strumentazione per la filtrazione (ed eventualmente anche per la gassatura e l’imbottigliamento della propria acqua potabile), hanno preso l’abitudine di somministrare l’acqua filtrata al posto dell’acqua minerale richiesta dal cliente, facendola poi pagare allo stesso prezzo dell’acqua minerale. Sulla base delle considerazioni fatte, possiamo affermare che in tal caso siamo di fronte ad una vera e propria truffa in commercio.

 

 

Fonte: www.sanpellegrino-corporate.it/it/acqua-minerale-naturale-126

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