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Direttiva breakfast, dal 14 giugno cambiano le regole su miele, confetture e succhi di frutta

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Più trasparenza in etichetta, meno zuccheri e standard più uniformi per alcuni dei prodotti simbolo della prima colazione. L’Italia si prepara ad applicare la cosiddetta Direttiva breakfast, il pacchetto di norme europee che aggiorna la disciplina di miele, confetture, marmellate, succhi di frutta e latte conservato disidratato, introducendo nuove regole pensate per rispondere alle esigenze di un consumatore sempre più attento alla qualità e alla composizione degli alimenti.

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Il percorso normativo è già stato avviato con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto legislativo n. 207 del 30 dicembre 2025, che recepisce la Direttiva (UE) 2024/1438. Le nuove disposizioni entreranno ufficialmente in vigore il 14 giugno 2026, data a partire dalla quale i consumatori troveranno sugli scaffali confezioni con informazioni più dettagliate e una gamma di prodotti maggiormente allineata ai nuovi orientamenti alimentari, soprattutto sul fronte della riduzione degli zuccheri.

Obiettivi della riforma, trasparenza e meno zuccheri

L’obiettivo della riforma è duplice. Da una parte eliminare ambiguità e pratiche poco chiare nelle denominazioni di vendita, dall’altra favorire un’alimentazione più equilibrata senza penalizzare qualità e gusto. Una direzione che riflette la crescente attenzione verso salute e benessere e che punta a uniformare le regole all’interno del mercato europeo.

La Direttiva breakfast si inserisce in un quadro più ampio di revisione delle politiche alimentari europee, dove informazione, qualità delle materie prime e riduzione degli zuccheri diventano elementi sempre più centrali nelle scelte di acquisto e nelle strategie produttive dell’industria agroalimentare.

Succhi di frutta a ridotto contenuto di zuccheri

Tra le novità più rilevanti c’è l’introduzione dei succhi di frutta a ridotto contenuto di zuccheri. La nuova normativa consentirà di commercializzare prodotti con una riduzione di almeno il 30% degli zuccheri rispetto alle versioni tradizionali, purché restino inalterate le caratteristiche nutrizionali e organolettiche medie del frutto d’origine.

Grande attenzione anche alla trasparenza delle etichette. Se un succo sarà ottenuto da concentrato oppure realizzato con una miscela di prodotti differenti, le diciture “da concentrato” o “parzialmente da concentrato” dovranno comparire in modo chiaro e immediatamente accanto alla denominazione di vendita, rendendo più immediata la comprensione da parte del consumatore.

Per i produttori arriva anche una semplificazione. Viene infatti soppresso l’obbligo di indicare in etichetta il tenore di zuccheri presenti nel prodotto finito, informazione ritenuta ormai superflua perché già obbligatoriamente fornita nella dichiarazione nutrizionale ai sensi del Regolamento (UE) 1169/2011.

Più frutta in confetture e marmellate

La filosofia salutistica della direttiva coinvolge anche confetture e marmellate. Le nuove norme prevedono un innalzamento della quantità minima di frutta utilizzata, con l’obiettivo di ridurre indirettamente il ricorso agli zuccheri aggiunti e valorizzare maggiormente la componente frutticola del prodotto.

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Miele, in etichetta i Paesi di origine delle miscele

Cambiamenti importanti riguardano anche il miele. Le etichette dovranno riportare in maniera più precisa i Paesi di provenienza delle miscele utilizzate, aumentando così il livello di trasparenza e permettendo ai consumatori di conoscere con maggiore chiarezza l’origine del prodotto acquistato. La revisione interessa infine anche il latte conservato parzialmente o totalmente disidratato, con aggiornamenti sui trattamenti consentiti per le versioni senza lattosio.

Regime transitorio, cosa cambia per produttori e distributori

Per gli operatori del settore è prevista una clausola di salvaguardia. I prodotti immessi sul mercato o etichettati entro il 13 giugno 2026, in conformità con le precedenti normative, potranno comunque essere commercializzati fino all’esaurimento delle scorte, senza alcun limite temporale esplicito. Una soluzione che consente a industria, GDO e canale Horeca di pianificare con gradualità il passaggio alle nuove regole, evitando dispersioni di prodotto già confezionato.

Fonte: www.cronachedigusto.it/

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