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Si sono rincorse molteplici voci nelle ultime ore. All’Ordinanza della Regione che imponeva lo stop a bar e pub dopo le 18, per evitare assembramenti e contenere la trasmissione del Coronavirus COVID-19, aveva fatto seguito il chiarimento della Regione stessa: interrogata su quali fossero i casi in cui un bar potesse rimanere aperto, una FAQ del sito della Regione rispondeva “bar e/o pub che prevedono la somministrazione assistita di alimenti e bevande non sono soggetti a restrizioni e pertanto possono rimanere aperti come previsto per i ristoranti, purché sia rispettato il vincolo del numero massimo di coperti previsto dall’esercizio”. Si è scatenata una confusione non da ridere, quindi abbiamo verificato direttamente alla fonte.

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Una prima lettura, e troppe interpretazioni, hanno portato a credere che fosse quindi vietato consumare al bancone dei bar: probabilmente per una disabitudine tutta italiana a bere direttamente sullo sgabello e non al tavolo, ritenendo quindi il contatto troppo ravvicinato con i prodotti di linea e i bartender un problema, alla luce delle disposizioni di salute degli ultimi giorni. In tutta chiarezza, ne avevamo parlato anche noi.

Sta di fatto che ci siamo preoccupati di chiamare direttamente in Comune di Milano, per capire come mai si parlasse di una generica “nota” e non ci fosse una fonte vera e propria. Ci hanno risposto in tre minuti: “L’unico vincolo è quello della capienza massima: se un locale è omologato per un determinato numero di coperti, includendo anche quelli al bancone, il numero massimo di ospiti all’interno del locale deve corrispondere a quel determinato numero”.

Nessun bevitore libero che resti in piedi quindi. Tutto qui. Si finisca magari di chiacchierare troppo, per quanto sia successo anche a noi. E soprattutto si torni a bere in serenità, ad affollare bar e locali come fino alla scorsa settimana, sostenendo l’economia di una città che fa di tutto per essere faro, e in questo momento si sta ritrovando ad essere bersaglio. Potessimo, un giro ve lo offriremmo noi.

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