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ASSOENOLOGI: I DATI SULL’EXPORT DEL VINO ITALIANO NEI PRIMI SEI MESI DEL 2009

Export Assoenologi Dati Vino Italiano

Dati Italiano Vino Assoenologi Export

A cura di
ASSOENOLOGI (Associazione Enologi Enotecnici Italiani)

Organizzazione nazionale di categoria dei tecnici del settore vitivinicolo
UFFICIO STAMPA 20121 Milano / Via Privata Vasto, 3 /
Tel. (02)99785721 r.a. / Fax (02)99785724
www.assoenologi.it

SOMMARIO: Le consuete analisi dei dati export svolte dall’Ufficio studi dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani – Organizzazione nazionale di categoria dei tecnici del settore vitivinicolo – Assoenologi, rilevano come gli effetti dell’espansione della crisi finanziaria hanno profondamente influenzato la domanda globale di vino italiano. Il segno negativo è l’elemento che caratterizza le tendenze a valore dei mercati internazionali del 1° semestre del 2009, anche se in volume le variazioni sono di segno positivo
DATI DI SINTESI
I MERCATI GEOGRAFICI
LE TIPOLOGIE
LE REGIONI
CONCLUSIONI

Rifer. Temporale: ottobre 2009

AVVERTENZA: Le informazioni e le tabelle contenute in questo documento e nel documento originario di assoenologi non possono essere riportate, utilizzate o trasmesse in alcun modo o forma senza che venga indicata la seguente dicitura: fonte Assoenologi . L’intero documento originario è pubblicato in pdf sul sito associativo da cui può essere scaricato: http://www.assoenologi.it/site/assets/upload/pdf/27_esportazioni_giu09.doc
Ulteriori più specifiche informazioni possono essere desunte consultando il Sito Internet:
www.assoenologi.it

Dati di sintesi

Esaminando il decorso della contrazione dei flussi sembra che il picco negativo sia stato toccato nel mese di aprile quando il termometro dei valori ha toccato il -9,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Maggio e giugno –8,4% –7,3 hanno registrato un tiepido ma costante recupero. La riduzione dei valori è comune a tutte le tipologie con effetti depressivi facendo registrare una contrazione del -7,3%. La fase recessiva della domanda colpisce pesantemente i valori unitari che flettono del -13,3% rispetto a giugno 2008.

EXPORT VINO ITALIANO IN VALORE GENNAIO – GIUGNO 2009

variabili

Unità misura

2007 giugno

2008 giugno

2009 giugno

Tot valore

m.ni euro

1.594

1.716

1.590

Tot volume

000 hl

8.981

8.453

9.037

Prezzo medio

Euro/litro

1,78

2,03

1,76

Fonte Assoenologi (EVI© – Esportazione Vino Italiano by Assoenologi)

Le tipologie più colpite sono in ordine decrescente: gli spumanti – 25,2%, i mosti –16,2%, lo sfuso – 15,2% e il prodotto in bottiglia –11,9%. Se il versante dei valori desta più di qualche preoccupazione per i ridotti margini operativi, i volumi mostrano una dinamica vivace +6,9% nel periodo gennaio giugno 2008/09, con una spiccata accelerazione nel bimestre maggio-giugno. Le quantità passano da 8,4 a 9,0 milioni di ettolitri cifra record degli ultimi anni. In sensibile crescita gli spumanti +10,2%, il vino sfuso +8,7% segue il prodotto in bottiglia +4,4%.

Secondo il direttore di Assoenologi, Giuseppe Martelli, in questa tendenza opposta e apparentemente schizofrenica – valori in caduta e volumi in ascesa – può sintetizzarsi la precisa indicazione della domanda internazionale orientata verso prodotti di elevati standard qualitativi ad un prezzo sempre più contenuto. Una domanda in deciso aumento che va sempre più concentrandosi verso il canale del GDO. Una domanda che trova nell’ampia offerta italiana un riferimento sempre più in grado di soddisfare le esigenze più specifiche. Il quadro delle consegne estere del 1° semestre ridisegna la composizione delle preferenze dei mercati. Una fotografia che vede la ripresa del vino sfuso, dei frizzanti, dell’ulteriore espansione degli spumanti.

I Mercati geografici

Secondo l’Assoenologi l’epicentro della crisi rimane il Nord America dove si registra la contrazione del -13,8% nei valori e -6,3% nei volumi. Gli Stati Uniti mostrano un’inversione della tendenza negativa ma il gap rispetto a giugno 2008 è ancora abissale -15,1% in valore e -8,1% nei volumi, una crisi che fa perdere al mercato statunitense la posizione leader tra i mercati esteri, lasciando lo scettro alla Germania. Il Canada recupera nel secondo semestre i volumi -0,7% rispetto a giugno 2008 e una flessione del -8,0% nei valori. L’Unione Europea tiene. La flessione dei valori si ferma a -2,8% nonostante la crescita dei volumi del 9,3%. Il valore medio unitario registra una decisa flessione -11,3% toccando 1,36 €/litro.

La Germania diviene il primo mercato per il vino italiano con un balzo del 12,1% in volume e 3,5% in valore. Il Regno Unito, terzo mercato di destinazione è testimone della forbice valore/volume rispettivamente -10,6%, + 9,8%, grazie anche all’effetto “super euro” con un cambio £/€ ormai prossimo a 1,10. Austria, Paesi Bassi, Svezia mostrano una decisa espansione della domanda e una riduzione del valore medio unitario.Segnali meno negativi si registrano in Norvegia e Svizzera entrambi caratterizzati da una crescita robusta dei flussi import. In Russia si è assistito ad un profondo cambiamento della composizione delle tipologie esportate con valori medi unitari prossimi all’€/litro. Assoenologi rileva inoltre come anche l’Estremo Oriente sia colpito dall’onda lunga della congiuntura. La decelerazione aggrava i primi segnali di crisi registrati nel corso del primo trimestre che divengono a giugno 2009 – 4,9% in volume e – 11,6% in valore.

L’evoluzione delle tendenze in atto – continua Martelli – fa riemergere con forza il ruolo fondamentale dell’Unione Europea, quale area di riferimento in questa fase delicata, che vede il perdurare delle difficoltà nel mercato d’oltreoceano e più in generale una diffusa contrazione della spesa del consumatore globale. Nel primo semestre dell’anno l’Unione Europea riesce a limitare la flessione dei valori a –2,8% mentre registra una crescita dei volumi del 9,3%. I Paesi Terzi sono più colpiti dalla crisi finanziaria anche se la tendenza è rivolta ad un parziale recupero. Lasciano sul tappeto il 12,7% in valore mentre i volumi ritornano a crescere + 0,7% . Dato che prefigura una possibile inversione di tendenza.

Andando a esaminare i singoli mercati, i valori, come anticipato, tendono a muoversi verso il quadrante negativo con una riduzione dei tassi di crescita o con valori negativi nonostante una crescita sensibile dei volumi. Valori in crescita si registrano in: Germania +3,5% (in rallentamento rispetto al precedente trimestre), Francia +17,9% (espansione), Austria +3,1, Svezia +2,2 e Danimarca +0,1%. In flessione USA –15,1%, Regno Unito –10,6%, Giappone –8,9% e Canada –8,0%.Sotto il profilo delle consegne le flessioni più significative nei volumi: Stati Uniti – 8,0% e Austria -7,4%. In fase di crescita: Francia +51,7%, Svezia +20,1%, Germania + 6,2%, Regno Unito +9,8%, Danimarca +8,9%, Svizzera +5,6%, Giappone +5,0% e Canada +0,7%, In Estremo Oriente, dopo un positivo 2008, il mercato registra un‘inversione di tendenza. In fase di contrazione risultano essere tutti i mercati con una diversa intensità ai cui limiti estremi si pongono il Vietnam –49% e il Giappone –9%, come mostra il grafico riportato.

Le Tipologie

Passando all’analisi delle tipologie, l’Ufficio studi dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani registra, per quanto riguada i vini rossi, una forte accelerazione della domanda dei vini rossi nei primi sei mesi del 2009; per quanto riguarda i vini da tavola +16,5% e una contrazione dei vini vqprd –6,0%. Situazione divergente che pone in evidenza una tendenza già riscontrata nei precedenti report e aggravata dall’acuirsi della crisi economica. Nel complesso i volumi risultano essere in crescita del 7,8%.Sul versante dei valori i Vqprd mostrano una caduta del 14,1% a fronte di una crescita dei vini da tavola +4,0%. La crisi della ristorazione colpisce in maniera evidente le fasce alte dell’offerta. La domanda di vini bianchi è concentrata prevalentemente nel segmento dei vini di tavola e la tendenza in atto è orientata ad un ulteriore specializzazione. Le consegne dei VdT aumentano del 7,1% e i vini DOC/G flettono del 6,8%. La caduta dell’interesse verso i vini di qualità si ritrova nei valori – 14,6% contro il –6,7% dei VdT. Come già rilevato da Assoenologi, gli spumanti mostrano una domanda vivace +10,2% grazie ad una riduzione del valore –17,6%, con una simmetrica riduzione dei valori medi unitari del –25,2%. Gli operatori riescono a mantenere vivo l’interesse sul prodotto adottando una significativa riduzione del prezzo.

Le Regioni

Nella presentazione dei dati trimestrali è consuetudine di Assoenologi dare uno sguardo alle tendenze regionali dei flussi disponibili solo nel parametro valore. Il dato complessivo ha una declinazione regionale differenziata . La contrazione dei valori delle esportazioni nel primo trimestre del 2009 vede più colpite le regioni del Centro – 9,0%, segue il Nord con – 7,6%. L’Italia del Sud riesce a mantenere i valori +1,1% grazie alla crescita dei flussi di vino sfuso. Le uniche regioni che mostrano segnali positivi sono il Lazio (+14,1%) e l’Abruzzo (4,1%). Tra le regioni più importanti è da evidenziare la tenuta del Veneto e Trentino Alto Adige. Flessioni più significative si registrano in Toscana, Piemonte e Emilia Romagna.

Conclusioni

E’ opinione condivisa – conclude Martelli – che il 2009 sia un anno difficile. Il punto per il mondo delle imprese è di capire quanto durerà questa fase ma soprattutto quali strumenti si stanno adottando per sostenere la presenza del vino italiano nei mercati internazionali. Sicuramente i fondi promozionali legati alla nuova OCM sono uno strumento importante su cui si giocherà il futuro delle piccole e medie imprese nei prossimi cinque anni, nella misura in cui le istituzioni coinvolte e le imprese sapranno costruire un percorso in grado di dialogare con il mercato, evitando interventi estemporanei a somma negativa. Ad un’attenta lettura, accanto alla decelerazione delle consegne di vino italiano, non può non sfuggire la presenza di alcuni segnali positivi. Paradossalmente la crisi consente, in alcuni importanti mercati, di mantenere stabili (Stati Uniti) o addirittura guadagnare quote di mercato (Germania), mostrando una significativa fedeltà del consumatore all’offerta italiana. Fedeltà che diviene in questa situazione un vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza.

Il vino italiano tiene grazie ad una compressione dei margini e la forte radicazione nei mercati nei principali segmenti distributivi, una situazione che non potrà essere sostenuta a lungo dalla parte più fragile della filiera. Il direttore di Assoenologi ritiene essere una priorità rendere più snella ed efficiente la filiera vino è ormai improcrastinabile con interventi urgenti e mirati per cogliere le opportunità di crescita non appena la crisi avrà esaurito gli effetti negativi. Potenzialità che iniziano già a delinearsi all’orizzonte insieme alla nuova configurazione degli attori protagonisti del mercato globale: produttori e consumatori.

AVVERTENZA: Le informazioni e le tabelle contenute in questo documento e nel documento originario di assoenologi non possono essere riportate, utilizzate o trasmesse in alcun modo o forma senza che venga indicata la seguente dicitura: fonte Assoenologi . L’intero documento originario è pubblicato in pdf sul sito associativo da cui può essere scaricato: http://www.assoenologi.it/site/assets/upload/pdf/27_esportazioni_giu09.doc
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