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Bevitalia 2025-26: Il Mercato delle Bibite Lisce e Gassate

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Le bevande analcoliche rinfrescanti, più comunemente dette “bibite” nella nostra lingua e “soft drinks” nel linguaggio internazionale, rappresentano uno dei settori più vivaci e rappresentativi del mondo del beverage analcolico in Italia. Comprendono una crescente varietà di prodotti: le storiche bibite gassate (“sode”), cui si aggiungono le più recenti bibite lisce (tè freddo in primis) e, infine, le nuove bevande arricchite di elementi funzionali, tra cui sport drink, energy drink, bevande vitaminiche, acque funzionali e acque proteiche.

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Dopo il calo dei consumi del 2023, il mercato italiano delle bibite ha ulteriormente perso volumi anche nel 2024 a causa dell’inflazione che, riducendo le disponibilità monetarie effettive delle famiglie, ha spinto verso una compressione dei consumi, compresi quelli delle bevande analcoliche. Sul piano dei valori, invece, il mercato si conferma in leggera crescita per effetto dell’aumento dei prezzi medi e del miglior mix prodotti.

Secondo le indicazioni provenienti dai vari canali di vendita, i consumi complessivi del mercato italiano delle bibite (gassate + lisce) sono stimabili nel 2024 in 3.050 milioni di litri, in calo del 2,3% rispetto all’anno precedente. Il calo ha interessato sia i consumi in famiglia sia quelli fuori casa. Il giro d’affari del settore bibite (ricavi dei produttori) dovrebbe aver superato ormai la soglia dei 3 miliardi di euro su base annua. Per il 2024, sulla base anche delle rilevazioni Circana per la distribuzione moderna, si intravede un mercato ancora in calo a quantità ma con valori lievemente migliorativi.

I consumi pro capite sono a loro volta calati e si attestano ora intorno a 52 litri/anno, mantenendo l’Italia nelle ultime posizioni rispetto agli altri Paesi europei. Si tenga conto che il mercato italiano è fortemente orientato al consumo di acque minerali (siamo il Paese che ne consuma di più in Europa in termini pro capite), e ciò finisce per comprimere inevitabilmente i consumi delle altre bevande analcoliche.

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MOTIVAZIONI DI CONSUMO

Una recente ricerca commissionata da ASSOBIBE a Euromedia Research ha mostrato che, per il 61% degli intervistati, è importante vivere un momento per sé gustando un soft drink, soprattutto per la cosiddetta generazione X (66,7%). Si tratta di un fenomeno culturale, emotivo e sociale che nutre corpo e anima, offrendo un senso di appartenenza e benessere.
Emerge il desiderio di rallentare i ritmi frenetici della società odierna e di prendersi cura di sé, concedendosi una coccola attraverso un momento spensierato. Un piccolo piacere, raggiungibile con estrema semplicità: un’esperienza che coinvolge i diversi sensi (gusto, olfatto e vista), generando un legame emotivo con ciò che si sta per bere.
Secondo Assobibe, inoltre, il consumo di bevande analcoliche rappresenta anche un potente strumento di socializzazione. Condividere questo momento con amici o familiari sembra rafforzare i legami e creare ricordi comuni, facilitando l’espressione di diversi sentimenti, tutti positivi. I valori e i benefici del comfort food, quindi, possono essere riassunti in alcuni punti essenziali: benessere emotivo, soddisfazione, riduzione dello stress, connessione sociale e cura di sé. Per il 56% degli intervistati le bevande analcoliche sono sinonimo di socialità, convivialità e momenti di confronto, in particolare nella fascia 30-60 anni.
Gustare il proprio comfort drink genera prevalentemente relax e appagamento, soprattutto tra le generazioni Y e X, mentre tra i giovani di 18-30 anni prevale un senso di spensieratezza. Per la maggioranza degli intervistati, le bevande analcoliche possono essere integrate serenamente in una dieta equilibrata: non è necessario rinunciare a momenti di relax con le bevande. Di questa percentuale, il 69% è costituito da giovani di 18-30 anni. Appare quindi evidente come il consumo di questi prodotti vada oltre la semplice ricerca di rinfrescarsi, rappresentando un bisogno più evoluto di gratificazione gustativa, emozionale e socializzante.

BIBITE GASSATE (SODE)

Da sempre la categoria di prodotti di maggior peso nel settore delle bibite è quella delle bibite gassate, di più antica tradizione e longevità. I primi prodotti risalgono agli inizi del ’900 con le prime gassose e spume. Ma è solo a partire dal dopoguerra che questi prodotti, grazie anche al lancio di gusti internazionali (cole) e all’introduzione di packaging innovativi, esplodono nei consumi. A fine 2024 i volumi di questo segmento sono stimabili intorno a 2.190 milioni di litri, in calo del 3% rispetto al 2023. Le sode continuano comunque a rappresentare la categoria più diffusa delle bibite analcoliche (il 72% del totale volumi di bibite consumate in Italia). Il consumo pro capite di questo comparto si attesta ora su 37 litri/anno.

La cola, l’analcolica “american style” introdotta in Italia dalle multinazionali statunitensi a partire dal dopoguerra, consolida la sua leadership storica nel settore, rappresentando la soda più venduta (oltre il 60% del totale bibite gassate). Ciò è dovuto anche al fatto che la cola è la bibita che beneficia dei più massicci investimenti promozionali e pubblicitari da parte dei due produttori leader in questo segmento. È anche il prodotto su cui si è investito in modo più organico in termini di alternative senza zucchero, oltre a essere la bibita con la più ampia offerta di formati, incluso il prodotto alla spina. La cola, infine, oltre a essere la bibita più consumata fuori pasto, è anche quella che si è meglio inserita in alcune occasioni di consumo durante i pasti (fast food, pizzerie, festività, ecc.).

Le aranciate, sebbene strettamente legate alla tradizione agrumaria italiana, rappresentano solo il 14% del totale delle sode. Nel tempo, la gamma si è ampliata e il prodotto è ora disponibile in diverse varianti: tradizionale, amara, rossa e senza zuccheri. Alcuni produttori tendono a qualificare al meglio la propria offerta sottolineando l’uso esclusivo di arance italiane e un contenuto più ricco di succo (20% rispetto al 12% del passato). Le altre bibite gassate, come aperitivi analcolici, chinotti, limonate, lemon-lime, gassose, spume, cedrate, toniche e mixer sode, rappresentano complessivamente circa il 26% del totale delle sode in termini di volume.

L’industria ha mostrato un lodevole impegno verso l’innovazione, compensando in parte il calo dei consumi dei prodotti più tradizionali. Il principale filone innovativo riguarda lo sviluppo di un’offerta sempre più ampia e articolata di bibite gassate senza zuccheri, in linea con la crescente tendenza dei consumatori verso prodotti orientati a valori salutistici e dietetici. Oltre alle cole, anche altre principali bibite sono ora disponibili nelle versioni senza zuccheri. Per i prodotti zuccherati, invece, le grandi aziende stanno introducendo versioni con un minor contenuto di zuccheri e calorie.

Secondo i dati di Unesda (l’associazione europea dei produttori di soft drink), le vendite di versioni senza zuccheri sono in crescita e hanno raggiunto in Italia il 26% del totale delle vendite di bibite. Tuttavia, questo dato rimane inferiore alla media europea, che si attesta al 40%, con alcuni Paesi nordici che hanno già superato la soglia del 50%. Un’altra tendenza in crescita è l’introduzione di bibite biologiche, sempre più presenti sul mercato. Parallelamente, sono emerse importanti novità sul piano gustativo, in particolare nel campo delle toniche e delle altre sode destinate alla miscelazione, così come nel segmento degli aperitivi analcolici, con l’introduzione della versione analcolica di alcuni aperitivi alcolici (es. spritz). Anche le bibite “vintage” stanno registrando buone performance grazie al loro fascino retrò, ma continuano a rappresentare un segmento di nicchia.

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BIBITE PIATTE – Lisce

Il comparto delle bibite piatte (non gassate) ha registrato nel 2024 un consumo a volume pari a 660 milioni di litri, in calo dell’1,5% rispetto al 2023. Il tè freddo rappresenta il prodotto principale di questa categoria, con un consumo pro-capite di circa 10 litri/anno, uno dei valori più alti a livello europeo. È stato proprio il mercato italiano, infatti, a vivere per primo il boom del tè freddo in Europa, grazie al lancio di Estathé di Ferrero nel 1972, precursore di questa categoria di prodotti.

Oggi il tè freddo è la seconda bibita più consumata dagli italiani, dopo la cola. Accanto ai tradizionali gusti fruttati, si sono affermate varianti come il tè verde, che rappresenta ormai circa il 10% dei volumi totali, e il tè freddo deteinato, particolarmente apprezzato dal target dei più giovani. Negli ultimi anni è cresciuto anche il tè freddo senza zuccheri. Di recente, sono stati introdotti tè speciali con combinazioni gustative innovative, che includono erbe, fiori e frutti funzionali, spesso esotici, posizionati nel segmento premium.

Le altre bibite lisce iniziano a registrare numeri significativi. Prodotti come tisane fredde, acqua di cocco e aloe drink restano ancora nicchie di mercato, ma sono in crescita e si caratterizzano per prezzi medi di vendita nettamente superiori rispetto alle bibite tradizionali.

Infine, va menzionato il recente lancio di caffè freddi RTD (Ready to Drink) da parte di alcuni grandi produttori di caffè con volumi ancora limitati. Tra questi, Lavazza con Espresso e Cappuccino RTD e illy con il suo Cold Brew Coffee, una bevanda ottenuta con sistema di estrazione a freddo.

BIBITE FUNZIONALI

Nell’ambito delle bibite funzionali spiccano gli energy drink e gli integratori salini (sport drink), cui si sono recentemente aggiunte le cosiddette acque addizionate. Nel 2024 il consumo totale delle bibite funzionali è cresciuto significativamente, attestandosi intorno ai 200 milioni di litri, consolidando una tendenza alla crescita che dura da molti anni. I consumi di energy drink rappresentano circa 90 milioni di litri, mentre gli sport drink e altre bevande funzionali assorbono complessivamente circa 110 milioni di litri. In termini di volumi, le bevande funzionali costituiscono appena il 6-7% del totale delle bibite, ma a valore pesano oltre il 13% del settore, grazie ai prezzi medi molto più elevati che questi prodotti riescono a realizzare.

Tra le innovazioni recenti nel settore spiccano le nuove “acque arricchite” (con sali pregiati, vitamine, erbe ed estratti naturali salutistici). Questo segmento vede protagonisti alcuni dei principali produttori di acque minerali, tra cui San Benedetto, con Aquavitamin, arricchita di vitamine in varie versioni funzionali, e San Benedetto Skincare, dedicata all’area beauty; Sanpellegrino, con Levissima+, arricchita di sali minerali e vitamine; Ferrarelle, con Le Linfe di Vitasnella, proposta in diverse versioni funzionali; e Sant’Anna, con l’acqua aromatizzata Fruity Touch, Sant’Anna Beauty Hyaluronic Acid e Sant’Anna Beauty Collagene.

A queste si sono aggiunte di recente anche le cosiddette “acque proteiche”, arricchite con proteine, zinco e magnesio, come Sant’Anna PRO e San Benedetto Aquaprotein.
Questo segmento rappresenta ancora una nicchia di mercato in termini di volume, assorbendo circa l’1% del totale delle bibite. Tuttavia, a valore ha già superato la soglia dei 50 milioni di euro, grazie a una crescente esposizione nei punti vendita della GDO e a migliori performance sul piano dei prezzi.

I CANALI DI VENDITA

I consumi italiani delle bibite sono veicolati attraverso i seguenti canali di vendita:

  • Distribuzione Moderna e Distribuzione Alimentare tradizionale per il consumo in casa;
  • HoReCa, Catering e Vending per il consumo fuori casa.

Nel 2023 i punti della distribuzione moderna (Ipermercati, Supermercati, Superette e Discount) hanno assorbito circa il 64% delle vendite complessive. Tra questi, i Discount hanno guadagnato quote di mercato, arrivando a rappresentare circa il 19% del totale delle vendite a quantità. I punti di vendita alimentari tradizionali, che includono latterie, panetterie e altri negozi specializzati, assorbono poco più del 7% del totale dei volumi.
A causa della forte contrazione dei consumi fuori casa registrata nel 2020, il peso dei canali HoReCa e vending era significativamente diminuito. Tuttavia, nel 2021 e 2022 si è registrato un parziale recupero dei volumi, consolidatosi nel corso del 2023. Attualmente, i canali del fuori casa (HoReCa, vending, ecc.) rappresentano il 29% del totale dei consumi a quantità, ma hanno un’incidenza maggiore a valore, grazie ai prezzi medi €/litro molto più elevati applicati ai formati monodose tipici di questi canali.
I punti di vendita e di somministrazione del fuori casa comprendono, oltre ai tradizionali canali HoReCa (hotel, ristoranti e caffè/bar), anche punti vendita meno istituzionali. Tra questi si annoverano chioschi permanenti o stagionali, ambulanti, punti di distribuzione durante manifestazioni, eventi e spettacoli, luoghi dello sport, del divertimento e del benessere, edicole, nonché punti di consumo legati alla ristorazione collettiva e alle vending machines.

IL PACKAGING

Il mercato delle bevande analcoliche presenta una vasta gamma di contenitori. Le bottiglie in vetro, che fino agli anni ’50 rappresentavano l’unico tipo di confezione, oggi costituiscono solo il 6% dei volumi totali. Questo tipo di packaging è utilizzato prevalentemente per gli aperitivi analcolici e i mixer soda destinati alla miscelazione. In misura più limitata, le bottiglie in vetro sono impiegate per alcune monodose di bibite, destinate principalmente ai canali HoReCa.

Le bottiglie in PET hanno ormai conquistato la leadership nel settore, rappresentando oltre il 70% del totale dei volumi. I produttori, oltre a una sensibile riduzione del peso dei materiali impiegati, hanno introdotto le bottiglie in PET riciclato, le quali si stanno affermando sempre di più grazie a una crescente attenzione da parte delle aziende e dei consumatori verso la sostenibilità. Recentemente, alcuni grandi produttori hanno lanciato i “tethered caps” (tappi attaccati alla bottiglia in PET), con gli obiettivi di semplificare la raccolta e il riciclo e di ridurre la dispersione e l’impatto ambientale della plastica.

Nel canale HoReCa, i leader del settore operano anche attraverso il dispensing (bevande alla spina), seppur limitatamente alle bibite più consumate. La fornitura di impianti per il dispensing, insieme ai cooler per la refrigerazione delle bevande, rappresenta un fattore chiave di successo nei punti vendita HoReCa.

Un altro segmento di packaging rilevante è quello delle lattine metalliche, sempre più diffuse nella versione slanciata (sleek). Gli energy drink sono quasi esclusivamente confezionati in lattine, che trovano largo impiego anche nelle bibite gassate e, in misura minore, nel tè freddo. Le lattine, apprezzate soprattutto dai consumatori giovani, rappresentano circa il 12% del totale dei volumi.

Infine, vanno menzionati i caratteristici bicchierini introdotti da Estathé per il tè freddo, una soluzione adottata anche da Sant’Anna per il suo Santhé. Più marginale è invece l’utilizzo di confezioni in cartone poliaccoppiato, impiegate soprattutto per i brik di tè freddo e altre bibite lisce.

PRIME INDICAZIONI PER IL 2025

Retail

Per l’annata 1° Settembre 2024 – 31 Agosto 2025, la società di ricerche Circana rileva vendite di bibite nei canali della distribuzione moderna (Ipermercati, Supermercati, Superette e Discount) pari a un totale di 1.946 milioni di litri, registrando una leggera variazione negativa intorno all’1,2% rispetto all’annata precedente, concentrata specificamente sul canale Discount. Le vendite a valore, invece, sono ancora in leggera crescita, raggiungendo la cifra record di 2.493 milioni di € al consumo, grazie all’aumento dei prezzi medi di vendita.

Nella distribuzione moderna i canali della GDO (iper, super e superette) hanno chiuso l’annata con volumi pari a 1.381 milioni di litri, mantenendo sostanzialmente lo stesso livello dello scorso anno, mentre le vendite a valore sono cresciute del 2%, raggiungendo 1.928 milioni di €.

Il canale Discount invece, mostra per la prima volta un andamento negativo, con vendite a volume in netta diminuzione del 3,8% e una leggera flessione anche a valore dello 0,9%.
In termini di mix dei canali di vendita, i supermercati restano il canale nettamente prevalente nella moderna distribuzione, con un’incidenza di oltre il 51% a volume e del 55% a valore. Il canale discount, cresciuto in passato, dopo l’andamento negativo dell’ultimo periodo è sceso al 29% a volume e al 22-23% a valore. Seguono il canale LSP con il 12% a volume e, infine, gli ipermercati, che incidono per l’8% a volume.

In termini di mix dei prodotti, i dati 2025 relativi alla distribuzione moderna confermano ancora una volta la leadership delle cole, seguite dai tè freddi e dalle altre bibite lisce, che insieme rappresentano circa il 21% del totale delle bibite.
Il prezzo medio di vendita è aumentato, attestandosi a 1,28 €/litro al pubblico. Valori molto più alti si registrano per gli energy drink e le altre bibite funzionali, mentre le cole presentano prezzi in linea con la media del mercato. Prezzi più bassi, invece, si riscontrano per il tè freddo, le aranciate e altre bibite gassate.

In termini di distribuzione geografica delle vendite, i dati Circana 2025 evidenziano una ripartizione sostanzialmente omogenea tra le diverse aree del Paese. Il Sud registra valori più elevati a volume (30%), mentre il Nord-Est e il Centro-Sardegna mostrano dati più contenuti. A valore, primeggia il Nord-Ovest, grazie a un mix di prodotti più qualitativo.

Fuori casa: HoReCa, Catering e Vending

Secondo le indicazioni di Formind, i canali dell’HoReCa nel corso del 2025 stanno consolidando i volumi del 2024, mentre a valore viene segnalato, a fine settembre 2025, un aumento compreso tra il 2 e il 3%. L’andamento delle vendite delle bibite dovrebbe essere in linea con quello generale del canale. Per il vending, invece, si registrano segnali di stagnazione o lieve diminuzione.

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Sugar Tax

La Sugar Tax e la Plastic Tax sono state rinviate a gennaio 2027. Secondo Assobibe “questo ulteriore tempo guadagnato permette un dialogo che speriamo porti alla definitiva cancellazione di imposte che ormai ogni governo ha posticipato e, per la Sugar Tax in particolare, riconoscendone l’inefficacia dal punto di vista della salute oltre all’inutilità sotto l’aspetto economico”.
Assobibe ribadisce ancora una volta: “La Sugar Tax è una tassa inefficace, regressiva e dannosa per il sistema produttivo italiano. Penalizza le imprese, molte delle quali PMI, senza generare alcun beneficio concreto per la salute pubblica. Chiediamo pertanto al Governo di compiere il passo decisivo verso la cancellazione definitiva dell’imposta.”

L’Associazione sottolinea come il settore delle bevande analcoliche abbia già adottato misure concrete per ridurre gli zuccheri nelle proprie referenze, in collaborazione con il Ministero della Salute: dal 2009 a oggi lo zucchero immesso in consumo è stato ridotto di oltre il 41% e l’offerta di ricette con meno zucchero o senza zucchero è in costante crescita.
Inoltre, i consumi di bibite zuccherate sono in calo costante e incidono per meno dell’1% sull’apporto calorico giornaliero medio. Secondo i dati disponibili, l’84% degli italiani non consuma bibite analcoliche, mentre tra coloro che lo fanno, il consumo avviene in modo moderato. L’impatto sulla dieta risulta minimo: pari allo 0,9% dell’apporto calorico negli adulti e allo 0,6% nei bambini. In media, viene consumato un quarto di bicchiere tra gli adulti (pari a 18 calorie giornaliere) e meno di un quarto di bicchiere tra i bambini (pari a 13 calorie giornaliere).

Secondo Assobibe, “la Sugar Tax italiana, così com’è concepita, è un unicum nel panorama internazionale. Non colpisce lo zucchero, ma la produzione in sé, gravando anche su prodotti senza zucchero o a basso contenuto calorico. È una misura incoerente, che rischia di danneggiare un comparto innovativo e già impegnato da anni nella promozione di stili di vita equilibrati”.
L’ultimo rinvio a gennaio 2027 potrebbe essere l’occasione per arrivare all’abolizione definitiva della Sugar Tax e fornire un clima di serenità a tutte le aziende, favorendo nuovi investimenti e programmi di sviluppo.

 

Fonte: Annuari del Bere – Bevitalia 2025-26 di Beverfood.com

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1 Commento

  1. Dati interessanti sul mercato delle bibite in Italia, non mi aspettavo una crescita così decisa sul segmento funzionale. Curioso vedere come cambierà tutto con la Sugar Tax.

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