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DOSSIER COCA-COLA A VENEZIA

Dossier Coca Cola Venezia

Cola Dossier Venezia Coca

Raccolta articoli e comunicati stampa sulla concessione di vendita a mezzo distributori automatici al gruppo Coca-Cola nella città di Venezia

A cura dellai Redazione Beverfood news

SOMMARIO: La Stampa (LA COCA-COLA SI BEVE VENEZIA) – Il comune di Venezia (PARTNERSHIP DI COCA-COLA, UNA DICHIARAZIONE DEL SINDACO) – La 7 (VIDEOCRONACA) – Il Corriere della Sera (LA COCA-COLA NON DETURPERÀ VENEZIA) – Il Padano (CACCIARI APRE AD UN’ALTRA “INVASIONE” EXTRACOMUNITARIA) – Gazzettino (MAZZONETTO LANCIA LA PROTESTA ANTI-COCA COLA) Italgrob (COCA COLA SBARCA IN LAGUNA) – Comune di Venezia (PER IL COMUNICATO ITALGROB IL COMUNE ADIRA’ ALLE VIE LEGALI) – Adnkronos/Ign (VENEZIA-COCA COLA, ACCORDO CONGELATO. PARTE LA GARA PUBBLICA) – Coca-Cola HBC Italia (FAVOREVOLE ALLA GARA DI APPALTO PER LA SALVAGUARDIA DI VENEZIA)

Riferimento temporale: febbraio 2009

La Stampa: LA COCA-COLA SI BEVE VENEZIA

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200902articoli/41292girata.asp

a cura di ANNA SANDRI – 23.02.2009

L’ultima guerra è quella della Coca-Cola. In cambio di 2 milioni e 100 mila euro in cinque anni il colosso delle bevande si prepara a invadere la città con distributori automatici di lattine, tramezzini, snack e panini. Venezia ha una sete esagerata di denaro e prova a spegnerla così. I termini dell’accordo, sul quale manca solo la firma delle parti (attesa in settimana) e al quale – pur non essendosi ancora pronunciata – la Soprintendenza sembra intenzionata a non opporsi, sono chiari: 2,1 milioni andranno nelle casse del Comune, 400 mila alla Oltrex, la società veneziana che gestisce la sponsorizzazione. All’interno dell’accordo ci sono alcune curiosità. La Coca-Cola, per la cifra pattuita, si porta a casa la possibilità di allestire due cene di gala aziendali all’anno, una nelle Sale Apollinee della Fenice, l’altra al piano nobile di Ca’ Vendramin Calergi, sede del Casinò. Inoltre la società americana avrà a disposizione venti posti sul palco della Regata Storica e sul galleggiante del Redentore, per i suoi ospiti. Il ramo italiano dell’azienda, infine, figurerà ufficialmente tra gli Amici di Venezia.

Il business: divisi su cinque anni due milioni e centomila euro non sono una cifra spettacolare, soprattutto considerando la contropartita in termini d’immagine e le reazioni che si stanno scatenando. La contropartita sarà quella di una città disseminata di distributori di bevande e snack. Ovunque, compresa l’area di San Marco dove però (se non l’annullano) vige un’ordinanza di divieto di panino selvaggio. Si potrà comprare lo snack, non mangiarlo. Le macchinette, dicono dal Comune, si cercherà di metterle in modo che non siano troppo evidenti: sui pontili dove si aspetta il vaporetto, per esempio, e comunque in tutte le zone più turistiche che sono già piuttosto massacrate. Che poi vi sia un solo angolo di Venezia dove un frigorifero di lattine non faccia a pugni col contesto, sarà interessante scoprirlo. Per non offendere troppo la Soprintendenza – e quelle poche migliaia di turisti che ancora pensano di arrivare a Venezia e trovare una città d’arte e non un grande contenitore di sponsor e sponsorizzazioni – pare che questi distributori saranno no logo: grandi bussolotti bianchi, oppure macchinette da Camera Cafè messe lì, tra un Canal Grande e un Ponte di Rialto.

Perché dove fame e sete ti sorprendono tu li possa soddisfare senza indugi. E senza dimenticare che a Venezia più bevi e più sei benemerito: con la pipì a tre euro nelle toilette pubbliche, è logico che ti invoglino a tracannare a ogni angolo. La reazione La controffensiva è già partita, e non è nobilissima. Niente a che vedere con l’opportunità culturale: a nessuno, per il momento, è balenata l’idea che il frigorifero possa stonare con un patrimonio dell’umanità. A insorgere, per ora, sono i baristi, i titolari di licenze di bancarelle, gli esercenti in generale che si vedono sottrarre gli affari: «Prima si sono presi i nostri voti, adesso si prendono i soldi della Coca-Cola». Il sindaco Cacciari l’altro giorno dichiarava: «La crisi c’è, dobbiamo arrangiarci e saperci vendere». Ma che cos’altro resta, ormai, da vendere? Dopo le facciate dei palazzi, dopo le pipì, dopo la joint-venture con Snoopy per cui il fumetto promuove la città, Venezia in cambio gli fa aprire gli store e sopra ci prende le royalties, resta ben poco. Non resta nemmeno la notte: Venezia, attraverso il suo inesauribile Ufficio marketing e immagine, è pronta a vendere una gondola tutta illuminata, un trionfo dell’orrido, per fare pubblicità: compri lo spazio e il gondoliere va su e giù nel buio, facendo sfavillare il tuo marchio sul Canal Grande.

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Il comune di Venezia: PARTNERSHIP DI COCA-COLA, UNA DICHIARAZIONE DEL SINDACO

23 febbraio 2009

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24519

Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Sono stupefatto delle polemiche che si stanno scatenando sul progetto di partnership tra il Comune di Venezia e una delle più grandi e prestigiose marche del mondo, la Coca-Cola. Tale partnership segue perfettamente il metodo già adottato per altre e altrettanto prestigiose collaborazioni, come con Lancia per il restauro di Palazzo Ducale, con Swatch per la Biblioteca Marciana, con Replay per Ca’Rezzonico, con Bulgari per la Scala d’Oro, e inoltre con Fassa Bortolo, Msc Crociere, Banca Intesa ecc.

E’ una strategia finanziaria oggi indispensabile per la salvaguardia del nostro patrimonio monumentale-artistico, ed è esattamente in linea con quanto auspicato dal Ministero dei Beni culturali. Ogni operazione è approvata dalla Soprintendenza ai Beni architettonici; i fondi ottenuti vengono usati con la massima trasparenza ai fini di tutela e salvaguardia della città. L’idea che tali finalità possano essere garantite soltanto da gratuito mecenatismo è semplicemente irrealistica o dettata da pura malafede. Le ‘anime belle’ che protestano contro una simile strategia, che è adottata ormai in tutti i luoghi e tutte le città del mondo, dovrebbero perlomeno avere il buon gusto di indicare qualche alternativa o, meglio ancora, provvedere di tasca propria agli inderogabili bisogni della loro città. Il Comune di Venezia intende proseguire con decisione sulla strada così proficuamente intrapresa in questi anni, non solo per gli evidenti benefici economici, ma anche perché ritengo fermamente che la collaborazione tra pubblico e privato costituisce l’asse di qualsiasi strategia amministrativa, in tutti i campi, nel prossimo futuro».

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La 7: VIDEOCRONACA

http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=22862&cat=cronaca

23.02.2009

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Il Corriere della Sera: LA COCA-COLA NON DETURPERÀ VENEZIA

http://www.corriere.it/politica/09_febbraio_23/venezia_coca_cola_cacciari_0e2593cc-0195-11de-91dc-00144f02aabc.shtml

23.02.2009

La Coca-Cola non compra Venezia. Ma servono soldi. Alla polemica sollevata da La Stampa , che parla di un accordo da 2 milioni e 100 mila euro con la multinazionale in cambio di distributori di snack e bevande disseminati ovunque, replica il sindaco Massimo Cacciari: «Attendo dalla Stampa i 2 milioni e 100 mila euro per la salvaguardia e il restauro di Venezia. È una strategia finanziaria oggi indispensabile per la salvaguardia del nostro patrimonio monumentale-artistico ed è esattamente in linea con quanto auspicato dal ministero dei Beni culturali». L’amministrazione spiega che le macchinette non solo non avranno il logo della Coca-Cola, ma non occuperanno il suolo pubblico, tanto meno gioielli come piazza San Marco o il ponte di Rialto.

Ogni operazione è approvata dalla soprintendenza ai Beni architettonici e i fondi ottenuti vengono usati con la massima trasparenza ai fini di tutela e salvaguardia della città” sottolinea il sindaco, facendo notare che la partnership con la Coca-Cola “segue perfettamente il metodo già adottato per altre e altrettanto prestigiose collaborazioni”. Secondo Cacciari, l’idea che la tutela e la salvaguardia di Venezia “possano essere garantite soltanto da gratuito mecenatismo è semplicemente irrealistica o dettata da pura malafede” e il Comune quindi “intende proseguire con decisione sulla strada così proficuamente intrapresa in questi anni». Non solo per «gli evidenti benefici economici», ma perché il sindaco-filosofo ritiene che la collaborazione tra pubblico e privato costituisca «l’asse di qualsiasi strategia amministrativa, in tutti i campi, nel prossimo futuro”

. Maurizio Calligaro, capo di gabinetto del sindaco, assicura che non ci sarà «alcuna deturpazione della città». L’accordo prevede la collocazione di una sessantina di distributori automatici di lattine e snack in vari punti della città. «È un accordo di marketing territoriale come fanno tante altre città del mondo» spiega Calligaro, assicurando che la Coca-Cola non sporcherà l’immagine di Venezia con scritte pubblicitarie: «Se non in un caso e cioè vicino ai bagni dei Giardinetti reali – sottolinea con sarcasmo. – Una quindicina di distributori andranno sui principali imbarcaderi dei vaporetti, gli altri all’interno del garage comunale e nella Ztl della terraferma. Dov’è l’invasione?».

«Nei prossimi cinque anni i soldi che finiranno nelle casse comunali, costantemente alle prese con la mancanza di fondi per la tutela del patrimonio artistico della città, non saranno solo gli oltre 2 milioni di euro – precisa Calligaro – ma anche le royalties sulle vendite”. La preoccupazione ora è che la polemica possa proprio far sfumare l’accordo in dirittura d’arrivo, su cui neppure la Sovrintendenza avrebbe da obiettare. La polemica del resto non è nuova: era già scoppiata alla vigilia del Carnevale, quando il Comune smentì che la Coca-Cola fosse stata scelta come la bibita ufficiale del grande evento, sia delle altre feste tradizionali di Venezia (Redentore, Regata Storica e Capodanno), ma solo come uno degli sponsor.

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Il Padano : CACCIARI APRE AD UN’ALTRA “INVASIONE” EXTRACOMUNITARIA

http://www.ilpadano.com/padano.php?newsID=1549

23.02.2009

C’è un’altra invasione extracomunitaria che viene a dare il suo contributo di imbastardimento della Padania: la capitale della Serenissima, gioiello di storia, arte e cultura, in fatto di bere verrà associata non al Prosecco ma al liquido marroncino sgargarozzato dai vaccari d’oltreoceano. Il sindaco Cacciari ha in tasca un accordo che consentirà alla Coca-Cola di piazzare una sessantina (per cominciare) di distributori automatici di lattine e merendine in ogni dove, c’è chi dice persino nell’area di piazza San Marco dove, con ordinanza comunale, è stato decretato il divieto di spuntino.

La commercializzazione di Venezia porterà 2 milioni e 100mila euro nella casse del Comune, e altri 400mila alla Oltrex, società veneziana che cura la sponsorizzazione. Oltre ad acquisire il diritto di disseminare frigoriferi per la città (saranno il più possibile discreti e anonimi, ma comunque non sarà un bel vedere), la società americana avrà a disposizione le Sale Apollinee della Fenice e quella al piano nobile di Ca’ Vendramin Calergi per organizzarvi due cene aziendali l’anno, inoltre disporrà di venti posti riservati sul palco della Regata Storica e sul galleggiante del Redentore, per i suoi ospiti, e figurerà ufficialmente nell’albo degli Amici di Venezia.

La Serenissima, così, rischia di diventare sempre più un gran baraccone, una sorta di Disneyland annaffiata dalla Coca-Cola. Per il momento, ad opporsi con forza all’invasione della Coca-Cola è solo la categoria dei baristi. E non lo fanno certo per difendere dalla mercificazione la nobile identità veneziana, ma solo per proteggere gli incassi di bottega dalla concorrenza delle macchinette distributrici. Intanto Massimo Cacciari ribadisce che i distributori di Coca-Cola non deturperanno la città, ma il rischio inevitabile è anche quello che la società americana sfrutti in termini pubblicitari l’associazione del suo prodotto alla città. Venezia città della Coca-Cola, con tanto di imprimatur comunale: non sono solo i distributori di lattine a deturpare l’immagine di una città.

Gazzettino : MAZZONETTO LANCIA LA PROTESTA ANTI-COCA COLA

http://www.gazzettino.it:80/articolo.php?id=47970&sez=NORDEST

24 febbraio 2009

Al grido di «Venezia non è Disneyland», il capogruppo della Lega in Consiglio Comunale a Venezia, Alberto Mazzonetto, lancia su Facebook l’invito a boicottare i distributori della Coca-Cola che l’amministrazione lagunare ha annunciato di voler collocare in centro storico. 2Siamo contro la logica della svendita della città alle multinazionali – afferma l’esponente del Carroccio – . Nei pontili Actv andrebbero collocati i servizi igienici e non i distributori di bibite”. Per Mazzonetto, alla Coca-Cola è stato promesso “un trattamento commerciale privilegiato in prossimità delle aree più ricercate del centro storico”. “Sia chiaro: ben venga chiunque voglia contribuire a salvaguardare le bellezze di Venezia, e che per questo sia prevista una ragionevole contropartita – chiarisce -. Ma a ben precise condizioni, nel rispetto di una città unica al mondo e senza dare l’idea che a Venezia il denaro apre tutte le porte”.

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Italgrob: COCA-COLA SBARCA IN LAGUNA

Comunicato stampa del 25 febbraio 2009 a cura dell’Ufficio Stampa Italgrob – RdP Strategia e Comunicazione

Sta per consumarsi in laguna l’ultimo atto di quello che appare ormai come un vero e proprio progetto di progressiva monopolizzazione del mercato italiano da parte di Coca Cola HBC, il braccio nazionale del colosso americano delle bibite. Mentre è ancora in corso la battaglia legale con i distributori di bevande per concorrenza sleale e abuso di posizione economica intentata da Italgrob – Federazione Italiana Grossisti e Distributori di Bevande – e a pochi mesi dal tanto contestato accordo con FIT – Federazione Italiana Tabaccai – finalizzato alla commercializzazione e alla rivendita dei prodotti Coca Cola presso le tabaccherie di tutta Italia, giunge infatti la notizia dell’intesa tra Coca Cola HBC e l’Amministrazione comunale di Venezia: 2,5 milioni di euro in 5 anni nelle casse del Comune, in cambio della possibilità di installare in punti strategici della città oltre 200 distributori automatici di lattine e snack, gestiti direttamente da Coca Cola.

Dopo il completamento della gamma – con la controversa acquisizione di Acqua Lilia – l’attivazione di una rete di distribuzione diretta dei propri prodotti in tutti i pubblici esercizi del Centro Nord Italia – Venezia compresa -, la conseguente applicazione di condizioni di vendita discriminanti nel tentativo di scalzare dal mercato la categoria dei grossisti e, infine, l’acquisizione della Eurmatik, società italiana di distribuzione automatica, Coca Cola HBC Italia si appresta quindi a compiere un nuovo passo avanti nella sua strategia di “invasione” di nuovi canali. L’obiettivo? Sottrarre alla concorrenza ogni possibilità di sviluppo in virtù delle ingenti risorse economiche di cui dispone. Una scelta che ha immediatamente suscitato le reazioni della filiera distributiva, ed in particolare di Italgrob, da anni impegnata in una vera e propria battaglia legale contro Coca Cola HBC Italia.

“Ancora una volta le scelte del colosso americano appaiono chiaramente finalizzate ad un unico obiettivo – spiega Italgrob – vale a dire l’indebolimento della concorrenza, a scapito delle realtà più piccole, e soprattutto la creazione di barriere commerciali significative, non solo per noi grossisti, ma per tutti gli attori del mercato delle bevande in Italia. Nel caso di Venezia in particolare appare inoltre evidente il danno ambientale ancora prima di quello commerciale. Duecento cassoni di metallo refrigerati deturperanno il paesaggio e,subito dopo,centinaia di contenitori vuoti finiranno una parte in strada e l’altra direttamente in acqua!”. “Senza dimenticare – conclude la Federazione dei Grossisti – che in questo modo anche nella esclusiva Venezia il consumo di bevande verrà banalizzato a tutto scapito della qualità del servizio e del buon andamento dei pubblici esercizi già provati da mille difficoltà”.

Dello stesso parere anche Lorenzo Verardo della San Marco Dival di Venezia, in rappresentanza dei distributori di bevande della città, che sottolinea come già in passato l’Amministrazione veneziana avesse siglato accordi con “sponsor” per la raccolta di fondi “ma non si è mai trattato di intese che prevedessero anche la vendita di prodotti sul territorio, per di più a scapito degli esercenti che da sempre pagano regolarmente le tasse al Comune”. “Mi auguro – conclude Verardo – che questa iniziativa, che rischia di penalizzare i pubblici esercizi veneziani, favorisca un ulteriore avvicinamento e una più stretta collaborazione tra le associazioni degli esercenti e quelle dei grossisti, due categorie da tempo penalizzate dalle politiche monopolistiche di Coca Cola HBC, non solo a Venezia, ma che insieme potrebbero riuscire a fare qualcosa”.

Comune di Venezia: PER IL COMUNICATO ITALGROB IL COMUNE ADIRA’ ALLE VIE LEGALI


http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24600

Venezia, 26 febbraio 2009


In merito al comunicato dell’Associazione dei Grossisti Italgrob, diffuso ieri alle agenzie e ai media, evidenziata la palese falsità delle affermazioni contenute nello stesso, che non trovano riscontro in nessun aspetto delle intese contrattuali tra Comune e Coca Cola, intese che l’Amministrazione Comunale ha più volte chiarito in ordine al numero di distributori collocati in luoghi aperti, e considerato che tali dichiarazioni mendaci rappresentano un evidente danno di immagine per il Comune ed anche un chiaro tentativo di danneggiarlo economicamente, cercando di impedire la firma dell’accordo, l’Amministrazione Comunale ha dato mandato all’Avvocatura Civica di adire alle vie legali nei confronti dell’Associazione citata.

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Adnkronos/Ign – VENEZIA-COCA COLA, ACCORDO CONGELATO. PARTE LA GARA PUBBLICA

http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.3064025514

Venezia, 2 marzo 2009

La vicenda Coca Cola quale sponsor di Venezia è a una svolta: il comune indirà una gara pubblica . La decisione è stata presa dal comune della città lagunare, che ha congelato il contratto, alla luce delle recenti polemiche inerenti la collocazione di 38 distributori automatici e per i quali l’azienda americana, attraverso il distributore italiano Coca-Cola HBC (Hellenic Bottled Company), avrebbe pagato due milioni e mezzo di euro più le provvigioni sulle vendite.

“Ho provveduto stamane a dare indicazioni agli Uffici affinché, sulla base delle collocazioni individuate per i distributori e con tutti i vincoli e le prescrizioni della Soprintendenza per gli stessi, sia predisposto un avviso pubblico per la ricerca del miglior offerente – ha confermato il sindaco Massimo Cacciari – In tal modo tutti coloro i quali hanno pubblicamente dichiarato che alle stesse condizioni dell’accordo con Coca-Cola HBC Italia avrebbero volentieri fatto offerte più vantaggiose, avranno modo di farsi avanti e concorrere”.

“Sono convinto – ha detto Cacciari – che quando i contenuti, le prescrizioni, i vincoli, contenuti nell’avviso che pubblicheremo, saranno conosciuti e valutati, assieme ai costi per assicurare il servizio richiesto dalla manutenzione e dall’approvvigionamento dei distributori in questa nostra singolare città, le ottimistiche valutazioni che oggi circolano diminuiranno di molto. Ho provveduto, infine, a ringraziare Coca-Cola HBC Italia e Oltrex per gli sforzi che hanno sostenuto in questo periodo per giungere a un accordo – ha concluso – che fosse di reciproca soddisfazione, in un momento di forte crisi economica e di conseguente drastica contrazione di ogni forma di sponsorizzazione e pubblicità”.

La Coca-Cola HBC Italia da parte sua, in una nota, si è dichiarata favorevole alla procedura di evidenza pubblica tra le società di distributori automatici , annunciata dal sindaco Cacciari. Coca-Cola HBC Italia ritiene, prosegue la nota, che la gara permetterà all’amministrazione veneziana di valutare in maniera chiara e trasparente le proposte per contribuire alla tutela e alla salvaguardia delle bellezze architettoniche della città lagunare.

”Ci auguriamo di portare avanti il nostro impegno di lunga data per Venezia – ha dichiarato Alessandro Magnoni , direttore Affari Generali di Coca-Cola HBC Italia – in un momento in cui la città sta cercando soluzioni costruttive e fattibili alle sue difficoltà, aiutandola a continuare ad esercitare il suo fascino sugli abitanti e sui suoi milioni di turisti non solo oggi, ma anche per le generazioni che verranno”.

”Da sempre – ricorda Magnoni – offriamo bevande analcoliche agli abitanti e ai milioni di turisti di Venezia; la recente proposta di ampliare i nostri servizi con l’introduzione di distributori automatici, tramite la nostra controllata Eurmatik, facilmente accessibili, dalla collocazione discreta e dal design non appariscente, è volta non solo a offrire una migliore assistenza e maggiore comodità ai clienti, ma anche e soprattutto a contribuire a finanziare i notevoli sforzi compiuti per salvaguardare la bellezza e il fascino della città di Venezia”.

Di ”grave danno d’immagine” parla invece l’ad della società Oltrex, Giuseppe Mattiazzo , secondo il quale ”escludere uno sponsor di tale entità crea un precedente negativo nella ricerca futura di qualunque altro partner. Noi da domani saremo di nuovo sul mercato con l’aggressività che ci contraddistingue per promuovere progetti di collaborazione tra il comune e aziende di livello internazionale. Tuttavia, il nostro timore è che questa vicenda pregiudicherà non solo la nostra attività ma più in generale l’approccio delle aziende alle sponsorizzazioni per Venezia, e di conseguenza a quelle degli eventi della nostra città”.

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Coca-Cola HBC Italia: FAVOREVOLE ALLA GARA DI APPALTO PER LA SALVAGUARDIA DI VENEZIA

Comunicato stampa

Milano, 2 marzo 2009

http://www.coca-colahbc.it/coca-cola-hbc-italia-favorevole-gara-appalto-salvaguardia-venezia-0.htm

Coca-Cola HBC Italia si dichiara favorevole alla procedura di evidenza pubblica tra le società di distributori automatici, annunciata del sindaco di Venezia, Professor Massimo Cacciari, per stabilire quale sia l’offerta che offre i maggiori vantaggi alla città e ai suoi abitanti.

Coca-Cola HBC Italia ritiene che una procedura di evidenza pubblica permetterà all’Amministrazione veneziana di valutare in maniera chiara e trasparente le proposte per contribuire alla tutela e alla salvaguardia delle bellezze architettoniche della città lagunare.

“Da sempre offriamo bevande analcoliche agli abitanti e ai milioni di turisti di Venezia,” afferma Alessandro Magnoni, Direttore Affari Generali di Coca-Cola HBC Italia. “La recente proposta di ampliare i nostri servizi con l’introduzione di distributori automatici, tramite la nostra controllata Eurmatik, facilmente accessibili, dalla collocazione discreta e dal design non appariscente, è volta non solo a offrire una migliore assistenza e maggiore comodità ai clienti, ma anche e soprattutto a contribuire a finanziare i notevoli sforzi compiuti per salvaguardare la bellezza e il fascino della città di Venezia.

“Queste partnership tra pubblico e privato”, continua Magnoni, “vale a dire collaborazioni tra aziende e comunità, governo e le parti interessate, sono chiaramente la soluzione giusta per affrontare molte delle sfide di oggi, come dimostrano alcuni esempi di successo in tanti altri paesi. In questo caso abbiamo deciso di lavorare con l’amministrazione cittadina, per aiutarla a far fronte alle difficoltà di mantenere in vita il nostro patrimonio unico nel suo genere attraverso il restauro di monumenti di fama mondiale e la continuazione di tradizioni secolari.”

La Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI) è il fulcro della filosofia aziendale per Coca-Cola HBC Italia. La sua volontà di sostenere Venezia, nonché di erogare fondi a beneficio della comunità per salvaguardare la bellezza e lo status di icona della città, fa parte di un processo olistico finalizzato allo sviluppo sostenibile.

“Ci auguriamo di portare avanti il nostro impegno di lunga data per Venezia, in un momento in cui la città sta cercando soluzioni costruttive e fattibili alle sue difficoltà,” conclude Alessandro Magnoni, “aiutandola a continuare ad esercitare il suo fascino sugli abitanti e sui suoi milioni di turisti non solo oggi, ma anche per le generazioni che verranno.”

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