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Abstrat dallo studio Assoenologi sulle esportazioni di aprile 2012
www.assoenolgi.it

SOMMARIO: Continua a crescere, secondo le elaborazioni svolte dall’Ufficio Studi di Assoenologi sui dati di aprile, il valore delle esportazioni italiane di vino, che registrano nel mese di aprile 2012 un incremento del +3,2% a fronte di un cedimento del totale Made in Italy del -1,7%. Dopo un lungo periodo di crescita, spesso a due cifre, il valore dell’export mostra i primi segnali di una stanchezza “europea”, caratterizzata da un brusco rallentamento dei mercati dell’Unione -2,3%.

Riferimento temporale: luglio 2012

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Il rallentamento nella UE è compensato dalla sostenuta vivacità dei Paesi Terzi, con un significativo contributo dell’Estremo Oriente e dei mercati europei extra UE. I volumi mostrano una netta flessione -14,9%, passando da 2,0 a 1,7 milioni di ettolitri. Il valore medio unitario schizza verso l’alto toccando € 2,11/l , con un incremento del +21,3% rispetto ad aprile del 2011. Il peso del vino all’interno del paniere del Made in Italy riesce a guadagnare terreno passando da 1,12% all’1,18% dell’intero valore delle esportazioni e nell’area dei Paesi Terzi la quota vola fino a 1,26%.

L’Unione Europea mostra, dopo svariati mesi di crescita, una contrazione in valore del –2,3% rispetto ad aprile 2011; mentre i mercati dei Paesi Terzi offrono ampia soddisfazione alle imprese con una crescita che accarezza il +10% (+9,8%). Nei primi quattro mesi del 2012 i volumi esportati hanno registrato una flessione di quasi 700 mila ettolitri, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sul versante dei valori medi unitari si assiste ad un netto recupero che nell’arco di un solo anno passano da € 1,74 a € 2,11/l. L’effetto più evidente si riflette nell’area dell’Unione Europea, dove l’incremento raggiunge il +24,2%, contro il +7,6% registrato nei Paesi Terzi.

“Nella complessità delle tendenze in atto non sfugge – commenta Giuseppe Martelli, direttore generale dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani – la crescente difficoltà d’incrementare l’export nelle aree tradizionali, sia per l’aspetto congiunturale, sia per l’elevata quota che il vino italiano ha acquisito nel corso degli ultimi anni. In questa prospettiva sono da leggere in maniera positiva e strategica le variazioni che si registrano nei paesi europei extra UE, nel Medio Oriente e nel Far East, anche se in alcuni casi i valori assoluti sono contenuti. In crescita il Sud America +3,3% e il Nord America +4,5%”.

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Tipologie Vino
“Il rallentamento e in alcuni casi la flessione della domanda internazionale – rileva Martelli – si riflette in tutte le tipologie dell’offerta enologica italiana con tassi superiori alle due cifre. Il segmento che risente meno di questa caduta della domanda è il vino in bottiglia con –6,0%, passando da 1.089 a 1.024 mila ettolitri; pesante la contrazione dello spumante – 31,7% con una perdita secca di circa di 55 mila ettolitri. ll prodotto sfuso registra una flessione del
– 23,3%”.

Sul versante dei valori non passa inosservata la crescita seppur limitata del vino in bottiglia +3,8%, da 273 a 284 milioni €; del prodotto sfuso da 33,8 a 35,7 milioni € + 5,5%. Tiene il valore dello spumante –0,3%, mentre i mosti registrano una netta caduta -29,3%.

In questa fase delicata il vino italiano riesce a riposizionarsi nell’ambito dell’offerta globale, con un deciso incremento dei valori medi unitari, cogliendo le opportunità offerte dai nuovi mercati emergenti e dai segmenti più esigenti della domanda. Il vino in bottiglia spunta un interessante +10,5%, da € 2,51 a € 2,77/l; molto positivo è il trend dello spumante che sembra puntare sulla qualità +46,1% da € 2,23 a €3,26/l. Bene anche il prodotto sfuso +37,4%.

Prodotto in bottiglia
Si conferma per il secondo mese la leadership dei Paesi Terzi nel segmento vino in bottiglia. Il valore ad aprile tocca i 146 milioni € contro i 138 milioni € registrati nella UE. Quest’ultima zona mostra una leggera flessione –1,3%; mentre un dinamismo più accentuato è riscontrabile nell’area dei Paesi Terzi +9,1%.. Il valore medio unitario nella UE passa € 2,02/l a € 2,23/l +10,3%, contro il +5,3% registrato a marzo. Nei Paesi Terzi il VMU lievita da € 3,36/l a € 3,60/l pari a un incremento del +7,3%

Spumante
La febbre per lo spumante italiano registra una battuta d’arresto nel mese di aprile. Il valore complessivo dell’export risulta essere stabile – 0,3% intorno ai 38,5 milioni €, ed una contrazione netta dei volumi -31,7%, che passano da 173 a 118 mila ettolitri. La flessione delle consegne è sostanzialmente omogenea mentre la decelerazione dei valori è più significativa nel Vecchio Continente – 4,9%; le aree extra UE riescono a guadagnare un +4.9%, incremento più ridotto a quanto registrato in marzo +10,0%. Netto il recupero del valore medio unitario con incrementi a due cifre molto generosi: Unione Europea +40,8%, da € 2,23/l a € 3,14/l; Paesi Terzi +51,9% da € 2,25/l a € 3,29/l. Con la contrazione dei volumi la domanda sembra concentrarsi su prodotti di maggiore qualità.

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Mercati Principali
Il raffreddamento del mercato dell’Unione trova la declinazione per singolo mercato: Germania –2,2%, Paesi Bassi –22,3%. I mercati trainanti sono il Giappone con un sorprendente +50,5%, Svezia +30,9%, Russia +28,2%, Norvegia +22,4%, Svizzera +16,2% e Cina +11,2%. In leggera crescita gli Stati Uniti +5,1%, Canada +1,7% e Danimarca +1,6%. In flessione i mercati del Brasile –21,9% e della Corea del Sud –26,6%.
“La flessione complessiva – secondo Assoenologi – delle quantità esportate di vino italiano -14,9% è da imputare in gran parte al prodotto sfuso e in misura minore allo spumante, con una concentrazione geografica nell’area europea. Valori negativi si registrano in: Paesi Bassi – 24,4%, Germania –20,8%, Regno Unito – 13,2% e Danimarca –5,5%. Fuori dall’Europa i valori negativi sono più contenuti: Stati Uniti –5,9%, Cina –2,5%. Il mercato brasiliano registra, per il secondo mese consecutivo, una brusca contrazione -24,3%”.
Grande recupero dei valori medi unitari nella maggior parte dei mercati. Il dato complessivo registra una crescita del +21,3%, in gran parte dovuto alla diversa composizione dell’offerta. Gli incrementi più rappresentativi registrati sono: +23,4% della Germania, +38,0% della Svezia, + 15,9% del Regno Unito, + 15,4% della Svizzera che raggiunge il valore più elevato tra i principali mercati di destinazione € 4,41/l, superando di slancio gli Emirati Arabi € 4,26/l. Particolare attenzione merita il Nord America: +11,7% degli USA e +8,5% del Canada, entrambi con valori superiori a € 3,50/l. Si tratta in gran parte di un recupero dei valori ante crisi .

Conclusioni
Aprile conferma la fase espansiva dell’export del settore vino con una crescita in valore del +3,2% e una parallela contrazione dei volumi del –14,9%. “Nonostante il segno positivo complessivo – conclude il direttore generale dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani, Giuseppe Martelli – si registrano segnali di “stanchezza” della domanda all’interno dell’Unione Europea. La fase d’incertezza finanziaria globale sta minando la fiducia dei principali mercati di riferimento del settore, condizionando la domanda globale senza più limitazioni geografiche. Appare evidente che l’Europa è un’area portante per l’export, senza la quale è difficile immaginare lo scenario futuro. Il vantaggio offerto dall’euro deprezzato è un’ulteriore freccia nelle corde delle imprese che, è opportuno ricordare, vale soltanto una stagione”.

Per accedere al documento originario di Assoenologi:
www.assoenologi.it/main/index.php?pages=comunicati-studi

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