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Documento a cura di Marco E. Muraca
Fonte dati: annuario settoriale Infobirra della Beverfood srl Milano www.beverfood.com

SOMMARIO: Il numero totale delle birrerie industriali attive sul nostro pianeta è di almeno 4.000 unità, di cui circa ca. 2.000 nella sola Europa (oltre 1.300 in Germania).. a queste si aggiungono alcune migliaia di microbirirfici artigianali (di cui ben 1.500 negli USA) Tuttavia il quadro competitivo internazionale è caratterizzato da un intenso processo di concentrazione che si è accentuato negli ultimi dieci anni. Attualmente i primi 10 produttori di birra assorbivano ca. i due terzi della totale produzione mondiale, ma i primi quattro (Ab-Inbev, SABMiller, Heieneken e Carlsberg) da soli concentrano il 48% del totale. L’attuale tasso di concentrazione è più basso rispetto al settore dei soft drink, ma è molto più elevato rispetto al settore del vino e dei superalcolici.

RIFERIMENTO TEMPORALE: agosto 2011

Annuario Birre Italia Birritalia Beverfood

1_AB_INBEV (www.ab-inbev.com)

Alla fine degli anni ’80 i belgi della Stella Artois decisero di costruire un grande gruppo birrario multinazionale a capitale belga. Inizialmente furono assorbiti e integrati numerosi marchi e birrerie storiche del Belgio per poi puntare sul fronte estero. La grande occasione capitò nel 1991 con l’acquisizione del gruppo canadese Labatt. Il nuovo gruppo, che nel frattempo aveva assunto la denominazione Interbrew, procedette negli anni successivi ad altre importanti acquisizioni sullo scacchiere europeo, tra cui la divisione birraria del gruppo Bass e del gruppo Whitebread in Gran Bretagna, le tedesche Beck’s ed Diebels e il gruppo bavarese Spaten/Franziskaner/Loewenbrau. Sul fronte dell’Est Europa il gruppo belga si è mostrato molto attivo assumendo il controllo del gruppo SUN (leader in Ucraina e al secondo posto in Russia). Ma la grande operazione, che ha portato la multinazionale belga a porsi ai vertici della classifica mondiale dei birrai, è stata l’integrazione con il gruppo sudamericano Ambev, a seguito della quale la nuova conglomerata belga-brasiliana ha assunto la nuova denominazione di InBev. Ed, infine, nel 2008 la mega acquisizione del gruppo americano Anheuser-Busch, che ha proiettato la società ad una quota di prossima al 20% del totale mondiale. Nel frattempo il nuovo gruppo, che ha assunto la denominazione di AB-Inbev, ha avviato un piano di disinvestimenti di cespiti considerati non strategici, tra cui la partecipazione di minoranza nella società birraia cinese Tzing Tao, la filiale Labatt negli Usa. Tennent’s nel Regno Unito e le attività birrarie in diversi paesi dell’Est Europa (Ungheria, Repubblica Ceca , Romania e Serbia), anche al fine di rientrare del notevole debito finanziario accumulato in occasione della acquisizione di Anheuser-Busch. Inoltre il gruppo belga mantiene, almeno per il momento, la partecipazione del 50% nel capitale della messicana Modelo la cui gestione, però, resta in mano ai soci messicani. Il gruppo ha chiuso il 2010 con un consolidamento dei ricavi ed un miglioramento della redditività e dell’indebitamento netto. I volumi totali venduti sono stati pari a 399 milioni di hl, di cui 348 milioni relativi al settore birre e 51 milioni di bevande analcoliche (presenti soprattutto in America Latina). Il giro d’affari totale è stato di USD 36, 3 miliardi consolidando il livello raggiunto nel 2009. AB Inbev è operativa in Italia tramite la propria filiale commerciale Inbev Italia (n. 3 sul mercato nazionale)

2_SABMILLER (www.sabmiller.it)

Il gruppo SAB (South Africa Brewery), partendo dal Sud Africa, suo mercato di origine, ha esteso rapidamente la sua presenza in molti stati africani, cominciando ad acquisire partecipazioni anche in altri continenti. Ma il gruppo ha acquisito i galloni di grande multinazionale della birra solo nel 2002, con l’acquisizione della Miller, secondo gruppo birraio statunitense. La compagnia ha sviluppato ulteriormente la sua presenza sul continente americano, assumendo il controllo di alcune birrerie nell’America Centrale e, soprattutto, sul mercato colombiano (Bavaria) e peruviano (Backus). Il gruppo ha potenziato la sua presenza anche in Europa, dove già da tempo aveva conquistato la storica Pilsner Urquel (leader nella Repubblica Ceca). Il gruppo è stato molto attivo nell’inserirsi anche in altri mercati dell’Europa dell’Est, come Polonia, Romania, Ungheria, Russia, Ucraina e Slovacchia. Nel 2003 SABMiller ha conquistato il controllo della italiana Spa Birra Peroni, secondo gruppo sul mercato nazionale. Di recente il gruppo ha rafforzato ulteriormente la sua posizione in Europa conquistando l’olandese Grolsch, mentre negli Usa ha messo assieme le proprie attività con la Molsom Coors, dando vita alla nuova MillerCoors. Sul grande mercato cinese il gruppo gestisce ((in joint venture con la China Resources Enterprise) la società China Resources Breweries-Snow che ha ormai assunto la leadership sul mercato cinese con la marca Snow, oggi indicata come la marca più venduta al mondo. L’ampio portafoglio del gruppo comprende marchi globali come Pilsner Urquell, Peroni Nastro Azzurro, Miller Genuine Draft e Grolsch, così come grandi marchi leader in mercati locali, come Aguila, Castello, Miller Lite, Snow e Tyskie. Il quartier generale del gruppo è ora in Inghilterra, dove si colloca circa il 40% degli azionisti. Il gruppo ha chiuso il bilancio 2010/2011 con vendite birre pari a 218 milioni di hl e con un giro d’affari di oltre 28 miliardi di USDollar, di cui una parte minoritaria ma significativa relativa a bevande analcoliche (SABMiller è anche uno dei più consolidati imbottigliatori di Coca-Cola in Africa, oltre ad essere consocio della Amatil Coca-Cola Australia. Nel settembre 2011 il gruppo inglese ha annunciato un accordo per l’acquisizione dell’attività birraria del gruppo australiano Foster’s. La multinazionale britannica opera sul mercato italiano tramite la controllata Peroni (n. 2 sul mercato nazionale).

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3_HEINEKEN (www.heinekeninternational.com/homepage.aspx)

La società olandese acquisì nel 1968 il controllo della rivale domestica Amstel e tra gli anni ’70 e ’80 procedette alla conquista di numerose birrerie in Italia, Francia, Spagna, Grecia, Irlanda, divenendo leader o co-leader su questi mercati. Contestualmente il gruppo ha intensificando le sue esportazioni verso il Nord America e in altri continenti, conquistando con il marchio Heieneken la leadership internazionale nel segmento delle birre premium. Alcuni anni fa il gruppo olandese ha avviato la sua espansione sul difficile mercato tedesco, creando con il gruppo bavarese Schörghuber, una joint venture (BHI = Brau Holding International) che attualmente controlla numerosi birrifici tedeschi, come Paulaner, Kulmbacher, Furstenberg, ecc. Nell’ultimo quinquennio il gruppo ha intensificato gli sforzi per acquisire delle posizioni importanti nei mercati dell’Est Europa. L’operazione di maggior peso è stata l’acquisizione del gruppo Brau Union, che oltre alla leadership in Austria, ha consentito a Heineken di conquistare posizioni di preminenza anche in altri mercati dell’Europa dell’Est. Heieneken è leader anche sul mercato polacco e ora occupa la terza posizione sul mercato russo, dove ha recentemente acquisito numerose birrerie regionali. Occupa posizioni di rilievo anche su altri mercati europei grazie alle recenti acquisizioni delle birrerie Krusovice e Drinks Union (Repubblica Ceca), Eichhof (Svizzera), Rudic (Serbia),…. A seguito dell’acquisizione del gruppo Scottish & Newcastle, congiuntamente a Carlsberg, il gruppo olandese ha ereditato le attività e i marchi di S&N in Uk, Irlanda, Belgio, Portogallo, Finlandia e India, rafforzando la terza posizione sullo scacchiere internazionale della birra. Con l’inizio del 2010 il gruppo olandese ha portato a termine anche l’acquisizione delle attività birrarie del gruppo messicano FEMSA, che ha ricevuto in concambio una partecipazione del 20% nel capitale del gruppo Heieneken. Grazie anche a questa operazione, la multinazionale olandese ha chiuso l’esercizio 2010 in forte crescita. I volumi totali di birra si sono portati a 192 milioni di ettolitri con una crescita del 21 % rispetto al precedente esercizio. In tal modo il gruppo Heineken consolida la sua posizione di terzo più grande birraio al mondo portandosi ormai a ridosso della seconda posizione, attualmente occupata dal gruppo SABMiller. Il giro d’affari Heineken si si è contestualmente portato ad oltre 16 miliardi di euro. In Italia la multinazionale olandese è operativa tramite la controllata Heineken Italia (n. 1 sul mercato nazionale).

4_ CARLSBERG (www.carlsberg.com)

Dopo essersi fuso con la rivale Tuborg nel 1970, il gruppo danese ha acquisito tra gli anni ’80 e ‘90 il controllo di importanti birrerie in Portogallo, Italia, Svizzera, Gran Bretagna. Nel 2000 si è fusa con Orkla, il più importante gruppo scandinavo nel settore del beverage, ottenendo la leadership anche sui mercati scandinavi. Ha poi conquistato la tedesca Holsten, diventando leader nelle regioni settentrionali della Germania. Nei mercati dell’Est Europa l’investimento più importante è stata la joint venture BBH (controllata al 50% con il gruppo britannico Scottish & Newcastle) che, a sua volta, controlla Baltika, il più grande gruppo birraio in Russia. Carlsberg ha conquistato posizioni di leadership anche in Polonia (ex Okocim), in Serbia e Croazia. Con l’acquisizione della Scottish & Newcastle, in compartecipazione con Heineken, il gruppo ha consolidato la sua quarta posizione sullo scacchiere internazionale della birra e, soprattutto, ha conquistato il controllo assoluto della emergente Baltika in Russia e della birreria Kronenbourg, leader sul mercato francese. Il gruppo ha recentemente disinvestito dal mercato turco e da quello israeliano. La multinazionale danese ha chiuso il 2010 con vendite pari a 137 milioni di hl di birra e con un fatturato netto di 60,1 miliardi di corone danesi (pari a poco più di 8,5 miliardi di euro) con un piccolo incremento intorno all’1% rispetto all’esercizio 2009, nonostante le difficoltà del principale mercato del gruppo (Russia). La multinazionale danese opera sul mercato italiano tramite la controllata Carlsberg Italia (n. 4 del mercato nazionale).

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5_CHINA RESOURCES SNOW BREWERIES (www.cre.com.hk)

China Resources Snow Enterprise Limited (CR Snow), con sede centrale nella città di Beijing, è stata fondata nel 1993 e divenne una joint venture con SABMiller plc nel 1994. E impegnata nella produzione, vendita e commercializzazione di birra in Cina, il più grande mercato birrario al mondo. I suoi azionisti sono la China Resources Enterprise (CRE) e SABMiller Asia Limited, una filiale di SABMiller plc. Il gruppo CRE ha una partecipazione del 51% nella CR Snow mentre SABMiller Asia Limited detiene il rimanente 49%. CRE è quotata alla borsa di Hong Kong e concentra la sua attività food & beverage e retail. La controllata CR Snow nel 2010 ha operato con più di 70 birrifici in Cina ed oggi rappresenta la più grande compagnia di birra in quest’area, con un volume totale di vendite di circa 92 milioni di ettolitri di birra, con una quota di mercato che ormai supera il 20%. Alcuni autorevoli osservatori di mercato affermano che la marca Snow Beer abbia superato o stia per superare in termini di volumi di vendite la celebre Bud Light del gruppo americano Anheuser-Busch (ora AB-InBev) diventando in tal modo la marca di birra più venduta al mondo. Il gruppo cinese non opera al momento sul mercato italiano. In termini di volumi di vendita il gruppo cinese è stimato in oltre 60 milioni di hl.

6_TSING TAO (www.tsingtaobeer.com)

Tsingtao Brewery, fondata nel 1903 da coloni tedeschi, è oggi il secondo più grande gruppo birraio in Cina con una quota complessiva intorno al 15% della quota sul mercato nazionale cinese. La birra è prodotta a Qingdao nella provincia di Shandong e più recentemente in altre fabbriche di birra controllate dal gruppo. Il logo attuale della birra visualizza l’immagine di Zhan Qiao, un famoso molo sulla riva sud di Qingdao. La società è stata privatizzata nei primi anni ’90 e nel 1993 si fuse con tre birrerie a Qingdao e, quindi, ribattezzata Tsingtao Brewery Company Limited. A quel tempo il 27% della società era di proprietà del gruppo birrario statunitense Anheuser-Busch. La società possiede attualmente diversi altre birrerie in Cina, alcuni delle quali producono anche il marchio Tsingtao Beer. In data 23 gennaio 2009, Anheuser-Busch InBev ha venduto il 19,9% delle azioni Tsingtao alla giapponese Asahi Breweries, che ora è il secondo principale azionista del gruppo cinese. Il 9 maggio 2009 Anheuser-Busch InBev ha venduto il restante 7% delle proprie azioni Tsingtao al tycoon cinese Chen Fashu. Tsingtao è oggi la il marchio di birra cinese più esportato al mondo. La birra è importa anche in Italia edè venduta principalmente nei locali italiani che praticano ristorazione cinese. Per il 2010 il gruppo cinese ha dichiarato un giro d’affari di 19,6 miliardi di yuan (ca. 3 miliardi di dollari USA) grazie alla costante espansione del mercato nazionale.

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7_GRUPO MODELO (www.gmodelo.com.mx )

Il Grupo Modelo, fondato nel 1925, è leader in Messico nella produzione e distribuzione di birra, con il 63.2% della quota di mercato totale (nazionale ed export) al 31 dicembre 2006. Possiede sette stabilimenti produttivi nel paese, con una capacità annua di 65 milioni di ettolitri. Attualmente produce e distribuisce 13 marchi, inclusi Corona Extra (la birra messicana più venduta al mondo), Modelo Especial, Victoria, Pacífico e Negra Modelo. Grupo Modelo esporta 6 marchi ed è presente in oltre 170 paesi; Corona Extra è la birra estera più venduta sul mercato USA. Nel 1992 è entrata nel capitale Modelo l’americana Anheuser Busch che ha gradualmente incrementato la sua partecipazione fino al 50%. Il gruppo messicano importa e distribuisce sul mercato messicano anche le seguenti altre marche. Budweiser, Bud Light y e O’Doul’s dagli USA, Tsingtao (dalla Cina) e la danese Carlsberg. Il controllo operativo è comunque rimasto in mano ai partners messicani (i discendenti dei soci fondatori). Grazie ad un’alleanza strategica con Nestlè Waters, il gruppo messicano produce e distribuisce in Messico anche le marche di acqua imbottigliata S. Maria, Nestlè Pure Life e altre. La società per il 2010 ha dichiarato vendite pari a 53 milioni di hh (di cui il 30% esportazioni) e un giro d’affari di 85 miliardi di pesos. In Italia il gruppo messicano non opera direttamente, ma i suoi principali marchi sono distribuiti dalla Carlsberg Italia.

8_9_10_LE ALTRE DELLA TOP TEN

Gli altri gruppi internazionali che si collocano nella top ten dei grandi birrai internazionali, sono i seguenti:
8° posto: BEIJING YANJING (www.yanjing.com.cn), è il terzo più grande gruppo birraio cinese con una produzione intorno ai 50 milioni di ettolitri.
9° posto: MOLSON COORS (www.molsoncoors.com), è nato dalla fusione tra il gruppo canadese Molson e Coors, terzo produttore statunitense. Il gruppo è inoltre tra i primi birrai del Regno Unito grazie all’acquisizione del marchio Carling
10° posto: dopo il passaggio della divisione birre della messicana FEMSA al gruppo Heieneken, questa posizione è ora di competenza del primo produttore giapponese: il gruppo KIRIN (www.kirin.com), che di recente si è notevolmente rafforzato con l’acquisizione del gruppo australiano Lion Nathan e l’acquisizione di una importante quota di partecipazione nel capitale sociale del gruppo filippino San Miguel.

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ALTRI GRUPPI DI RILIEVO IN EUROPA

oltre alle grandi multinazionali che operano a livello globale su tutti i continenti, va sottolineato anche il ruolo di alcuni gruppi che operano con un raggio geografico più ristretto, rappresentando però realtà di grande rilievo nei paesi in cui sono presenti. Limitando l’analisi al continente europeo, si possono evidenziare le seguenti realtà di maggior peso.

…In Turchia il gruppo EFES rappresenta una grande realtà multi-beverage, leader in Turchia, ma con birrerie attive anche in diversi paesi dell’Europa dell’Est (Russia, Kazakistan, Serbia…). La produzione totale di birre del gruppo turco è stimata in ca. 25 milioni di hl.

…Gli irlandesi della GUINNESS (gruppo Diageo) sono stati tra i primi birrai ad attivarsi nell’internazionalizzazione della propria produzione e in realtà ancora oggi il marchio Guinness si identifica con questa storica tipologia birraria irlandese. Oggi Guinness esporta le proprie birre in tutto il mondo, ma con stabilimenti produttivi solo in Irlanda e Nigeria. La sua produzione è valutata in ca. 19 milioni di hl.

…Sul mercato tedesco la leadership nazionale spetta, con oltre 12 milioni di hl venduti, al gruppo RADEBERGER (controllo da parte della holding Oetker) che in questi ultimi anni ha agglomerato numerosi produttori regionali con marchi di grande tradizione. Sempre in Germania vanno segnalati altri due gruppi a controllo tedesco: OETTINGER con 9 milioni di hl e BITBURGER con ca. 7 milioni di hl prodotti annualmente.

….In Spagna la leadership del mercato è occupata ora dal gruppo MAHOU-SAN MIGUEL (oltre 12 milioni di hl prodotti), mentre in subordine si pone il gruppo DAMM con 7 milioni di ettolitri di birra.

….In Ucraina va segnalato il gruppo OBOLON, secondo sul mercato nazionale con una produzione annuale intorno ai 9 milioni di ettolitri di birra.

…In Olanda la seconda posizione sul mercato è occupata dal gruppo BAVARIA HOLLAND con una poduzione annuale di circa 5 milioni di ettolitri di birra

…Infine in Danimarca va segnalato, in seconda posizione sul mercato nazionale, il gruppo ROYAL UNIBREW con ca. 6 milioni di ettolitri di birra prodotti annualmente , con una presenza produttiva importante anche in Lituania e in Polonia ed una grande quota di export, soprattutto verso l’Italia, dove ha conseguito un grande successo con il marchio Ceres.

(°) senza Modelo
(* ) senza C.R.Snow Breveries
Elaborazioni Infobirra Beverfood su dati aziendali

Per maggiori informazioni si rimanda all’Annuario Infobirra della Beverfood:

www.beverfood.com/quantic/negozio/product/annuari-beverfood-cartacei/birritalia-beverfood-annuario/

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