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Vini Lugana Doc: il territorio, le tipologie vini, il consorzio, i numeri


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Posta a cavallo tra le due province di Brescia e Verona, la denominazione Lugana si sviluppa lungo la piana di origine morenica a sud del lago di Garda, racchiusa tra i comuni lombardi di Sirmione, Pozzolengo, Desenzano, Lonato e il veneto Peschiera del Garda. 

lugana-paesaggio-con-rovineIl nome sembrerebbe derivare dalla parola altomedievale lucus (bosco): questa zona infatti era in passato ricoperta dalla Selva Lucana, una folta boscaglia ricca di acquitrini. Oggi è un’area che si caratterizza per un suolo molto particolare, composto in maggioranza da argille bianche e calcari, difficili da lavorare ma capaci di regalare alle uve che qui si coltivano una sapidità e una eleganza straordinarie. Per questo la zona fu coltivata a vigneti fin dall’epoca romana: qui da sempre si coltiva una particolare varietà locale di trebbiano, chiamata “turbiana”, che si avvale sia del benefico microclima temperato del lago, sia dei particolari terreni argillosi. Il vino che si ricava presenta perciò un corredo aromatico che rimanda ai fiori bianchi e agli agrumi maturi, con una struttura e longevità tali da farne oggi uno dei vini bianchi di maggior successo in Italia e all’estero.Lugana-vigneto

LA ZONA DEL LUGANA

Il Lugana, , è una zona «bifronte», nel senso che ha una doppia appartenenza regionale: da una parte è infatti lombardo, ma dall’altra è anche veneto. Non è solo una questione di accenti locali o di divisioni politico-territoriali: c’è anche un curioso bilanciamento di forze in campo. La parte lombarda della denominazione vede infatti una predominanza quantitativa sia in fatto di comuni (ben quattro su cinque – Desenzano, Sirmione, Pozzolengo e Lonato – ricadono infatti nella provincia di Brescia) sia in termini di ettari vitati (ben 750 dei 1000 attuali sono coltivati nel Bresciano), ma quella veneta, che annovera il solo comune di Peschiera del Garda, detiene il primato del volume commerciale, visto che il 60% dell’imbottigliato (circa 9 milioni di pezzi all’anno) è gestito da produttori veronesi. La particolarità è che tutti i comuni del Lugana ricadono sotto la diocesi di Verona: il vescovo veronese ha infatti giurisdizione anche sulle parrocchie bresciane di Desenzano, Sirmione, Pozzolengo e Lonato.

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Al di là della topografia comunale comunque, dal punto di vista vitivinicolo il territorio del Lugana è diviso sostanzialmente in due zone.  La prima, più ampia, quella delle argille più coriacee, è di natura pianeggiante e si estende orizzontalmente lungo l’entroterra compreso tra Desenzano, Sirmione, una parte del comune di Pozzolengo e Peschiera. È questo il cuore pulsante della denominazione, che tra Rovizza e Lugana, frazioni depositarie dello stile più “lacustre” e minerale del Lugana, trova le sue zone storiche ed elettive, anche se nel tempo l’estensione del vigneto ha dovuto qui fare i conti con le esigenze del mattone per il business turistico.

Nella parte veneta del Lugana, quella più orientale, c’è come detto il riferimento di un solo comune, Peschiera del Garda, che però contempla al suo interno una delle sottozone più interessanti, quella di San Benedetto di Lugana, vero e proprio “cru” della denominazione.  La seconda zona, di natura più collinare, si allunga dalla celebre Torre Monumentale di San Martino della Battaglia lungo una duplice direttrice: da un lato verso Pozzolengo e dall’altro verso Lonato. Qui le argille si fanno più sabbiose; i rilievi più ondulati e dolci, con altitudini che non superano i 130 metri; i terreni più morenici (soprattutto verso Lonato), con buona presenza di elementi ghiaiosi; i vini meno minerali, più acidi e voluminosi.lugana-uve

IL TERROIR DEL LUGANA: SUOLO, MICROCLIMA, VITIGNO

Quelle del Lugana sono argille stratificate di origine morenica e di natura sedimentaria, prevalentemente calcaree, ricche di sali minerali, che nella fascia più collinare della Doc si fanno via via più sabbiose. Non è una terra facile da lavorare: tanto è compatta e dura in tempi di siccità, quanto diventa molle e fangosa dopo la pioggia. Proprio queste caratteristiche chimico-fisiche  tuttavia, la rendono depositaria del patrimonio organolettico del Lugana, perché regalano al vino profumi vigorosi, netti, tra la mandorla e l’agrume, oltre ad acidità, sapidità e a una struttura ben equilibrata.

Nella Lugana il microclima, influenzato positivamente dalle brezze temperate del lago di Garda, è mite e abbastanza costante, con poche escursioni termiche tra il giorno e la notte. Una “culla climatica” perfetta per valorizzare le peculiarità di un’uva particolare come la Turbiana.

Parente stretto del Trebbiano di Soave –  vitigno geograficamente non lontano, i cui vigneti però poggiano su un altro tipo di suolo, di origine vulcanica e non morenica – l’uva Turbiana è stata per lungo tempo apparentato, per molti addirittura confuso, con il Verdicchio dei Castelli di Jesi; tuttavia gli ultimi studi in materia hanno dimostrato che si differenzia da quello per caratteri aromatici propri, oltre che da un punto di vista fenologico, agronomico ed enologico.

Meno produttiva rispetto alla media degli altri Trebbiano nazionali, la Turbiana è un’uva che presenta un grappolo medio, compatto, di forma piramidale allungato; acino sferoidale; buccia spessa, mediamente pruinosa (la pruina è quella sorta patina bianca, dall’aspetto simile alla farina, che si vede sul grappolo durante la fase di maturazione); polpa succosa, sciolta, lievemente acidula, dal sapore neutro. E’ sensibile al marciume, ad oidio e peronospora. Vinificata in purezza, è in grado di esprimersi con versatilità sia nelle versioni classiche in bianco che in quelle spumantizzate.Lugana-cinque-vini

I VOLTI DEL LUGANA: TIPOLOGIE E STILI

Anche se il disciplinare di produzione prevede la presenza di vitigni complementari a bacca bianca, purché non aromatici, per una quota del 10%, oggi i produttori della zona tendono a fare i loro Lugana esclusivamente con uva Turbiana in purezza, declinandolo in ben cinque diverse tipologie: il Lugana base,  il Superiore, la Riserva, la Vendemmia Tardiva e lo Spumante.

LUGANA

Il Lugana fresco, d’annata,  “base”,  è il motore produttivo di tutta la denominazione, il suo mattone fondamentale: il suo volano produttivo copre quasi il 90% della Doc.  E’ un vino con un colore giallo paglierino tenue e riflessi verdognoli; i profumi sono delicatamente floreali, con un accenno di note di mandorle, mentre al gusto si presenta fresco, piacevolmente agrumato e lungo.

LUGANA SUPERIORE

Introdotto nel disciplinare di produzione a partire dal 1998, il Lugana Superiore è un Lugana con un affinamento di almeno un anno a partire dalla vendemmia. Per questo il suo profilo sensoriale si presenta più complesso della versione base: il colore ha riflessi più dorati, i profumi, più articolati, offrono sentori di erbe di campo, di clorofilla, di mela matura, di agrume maturo (mandarino in primis), uniti a note di nocciola o spezie con il passaggio nel legno (oggi sempre meno nuovo e tostato, e di dimensioni superiori di quello della barrique); il palato, di maggior struttura, è sorretto da un’acidità viva e tonica, ed è attraversato da una sapidità di matrice minerale che sa conferire al vino intriganti sfumature “salate”

LUGANA RISERVA

Il Lugana Riserva è la naturale evoluzione della tipologia Superiore: deve invecchiare o affinarsi per almeno 24 mesi, di cui 6 in bottiglia, ha toni cromatici più accesi, profumi più evoluti e complessi, con note di pietra focaia e sentori balsamici, una mineralità più calda al palato, ma parimenti avvolgente, sapida e persistente. La longevità di queste versioni “secche” e “ferme” varia da tipologia a tipologia, ma anche da stile a stile: oggi che la produzione è sempre più orientata verso vinificazioni in acciaio e “sur lie” (ovvero, con un contatto  prolungato del vino sui propri lieviti), nonché verso affinamenti misti (parte in acciaio e parte in legno) per le selezioni più importanti come il Lugana Superiore e il Lugana  Riserva, ci si rende conto che questo vino può essere ancora più longevo rispetto al passato.

La versione “base” può così rimanere in cantina anche per due-tre anni; mentre le versioni Superiore e Riserva hanno una potenzialità evolutiva che può tranquillamente dipanarsi lungo una decina d’anni.

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LUGANA VENDEMMIA TARDIVA

La novità è senz’altro rappresentata dalla Vendemmia Tardiva, un Lugana diverso, più “sperimentale”, lontano però dalla dolce viscosità di un passito tradizionale. Questo Lugana viene infatti ottenuto con una surmaturazione in pianta attraverso una raccolta tardiva delle uve tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, senza ulteriori appassimenti in fruttaio.  Queste uve più ricche e concentrate conferiscono al Lugana un profilo tendenzialmente “tardivo”, quindi più morbido e denso, ma non eccessivamente dolce, perché il residuo zuccherino viene efficacemente bilanciato dall’acidità sul modello delle Vendange Tardive alsaziane, o delle Spätlese tedesche.

LUGANA SPUMANTE

La versione Spumante, presente nel disciplinare di produzione a partire dal 1975, rappresenta invece, al di là dell’esiguità dei numeri produttivi, una tradizione consolidata. Si narra infatti che sul finire dell’Ottocento un gruppo d’industriali della Champagne, in visita a San Martino della Battaglia, tentarono senza grande successo (a causa della scarsa produzione) d’investire sulla spumantizzazione del Lugana, volendo addirittura creare a Rivoltella una cantina per la produzione di uno spumante a metodo classico sul modello della Champagne.  Oggi il Lugana Spumante è prodotto sia con il metodo Charmat o Martinotti (presa di spuma in autoclave) sia con il metodo classico (rifermentazione in bottiglia). Nel primo caso il quadro organolettico è improntato a una maggior semplicità e freschezza, con profumi primari di agrume (cedro in primis) e un perlage più cremoso e generoso, mentre nel secondo il profilo diventa più raffinato e complesso, con un bouquet più elegante e dinamico, e un perlage più aggraziato e “croccante”.lugana-botti

IL CONSORZIO DI TUTELA:

La denominazione d’origine controllata “Lugana”, nata nel 1967, è stata la prima ad essere riconosciuta in quanto tale in Lombardia, e una delle primissime in Italia: per promuoverla e difenderla, nel 1990 si costituì il Consorzio per la Tutela del Lugana, un istituto di vigilanza, difesa e promozione che si occupa soprattutto di proteggere e valorizzare la denominazione e il suo vino. La sua azione si sviluppa con pari energia in due direzioni; verso il pubblico esterno e, all’interno della DOC, verso gli stessi produttori.  Nel primo caso, il Consorzio è costantemente impegnato nella comunicazione e valorizzazione del marchio Lugana attraverso la partecipazione alle più importanti fiere nazionali e internazionali e l’organizzazione di eventi volti a far conoscere meglio al pubblico e ai professionisti del mondo del vino l’immagine e la qualità del Lugana. Nel secondo caso, l’ente si preoccupa di salvaguardare il Lugana sia dalla concorrenza sleale, sia dalle oscillazioni di mercato: per questo da tempo ha intrapreso un’opera di vigilanza e di contrasto contro la tentazione della politica di prezzi al ribasso, che facilmente può verificarsi in un periodo di crisi come quello che sta attanagliando il mondo contemporaneo, ma che finisce per svilire l’immagine della denominazione e mina la qualità del prodotto.

per le aziende associate al consorzio: http://www.consorziolugana.it/indice-aziende  

CONSORZIO TUTELA LUGANA DOC

Parco Catullo, 4,

37019 Peschiera del Garda VR

Tel. 045 923 3070

info@consorziolugana.it

www.consorziolugana.it  

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