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In quell’anno Lucio Battisti cantava “La Canzone del Sole” nella cantina buia dove si respirava piano. Giulio Andreotti saliva alla carica di Presidente del Consiglio. Al cinema davano il Padrino, uno dei cult migliore di tutti i tempi. Era il 1972 e in una Roma godereccia e amorale  Gilberto Iannozzi e la moglie Beatrice aprivano il loro Jackie O’  al numero 11 di via Boncompagni. Un locale dove ancora oggi ci si sente veri divi, con una formula vincente di piano bar e ristorante.

Il riso al salto

Jackie O’ come Jacqueline Kennedy, la first lady per eccellenza, la signora JKK prima ed Onassis dopo. Primaria la sua figura e posizione, proprio come il locale aperto sull’eco del suo nome, uno dei punti di riferimento per il divertimento autentico della capitale. Il club della traversa di Via Veneto si conferma come un posto senza tempo, ora rinnovato nella sua veste e pronto ad accogliere più di prima gli amanti dell’intrattenimento e della buona tavola.

Esclusivo ed originale- un unicum nel suo genere. Proprio per questo Veronica Iannozzi, la figlia di Gilberto e Beatrice, ha deciso di non snaturare con il restyling l’atmosfera e lo stile del Jackie O’. Pelle accostata al velluto, luci soffuse, colori scuri con dettagli dorati: lo stile del locale è volutamente non sobrio e a tratti audace. Per i più nostalgici non mancano appese alle pareti le vecchie foto di serate con i vip degli anni ’70-’80.

Spirito di conservazione anche nel lato food, dove la tradizione ha avuto la meglio sull’innovazione. Abbandonata quindi una rivisitazione del menù in chiave fusion: riso al salto e tartare preparata al tavolo rimangono i must. Federico Sparaco e Stiven Toro sono i due giovani chef che si compensano ai fornelli: il primo dallo stile più classico, il secondo con un tocco più gourmet.

Il nuovo Jackie O’ non si piega alle mode del momento regalando un’esperienza tra il vintage e il contemporaneo.

 

+INFO: www.jackieoroma.com

 

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