Un panino, patatine e ora anche una carica di caffeina e taurina. Il fast food, canale storicamente estraneo alle bevande energetiche, apre le porte agli energy drink. E a farlo è il player più grande di tutti: McDonald’s, che da oggi 17 agosto 2026 porta in menù negli Stati Uniti il suo primo energy drink.
Si tratta del Red Bull Dragonberry Energizer, bevanda nata dalla partnership con Red Bull che combina il gusto classico del marchio austriaco con sciroppo di lampone blu e inclusioni di dragonfruit disidratato. È il segnale di un ingresso in una categoria finora quasi mai presidiata dalle grandi catene di ristorazione veloce, che tipicamente si fermavano a bibite gassate, tè freddo e caffè.
Una categoria che cresce più di ogni altra
La scelta non è casuale. Gli energy drink sono la categoria che cresce più rapidamente all’interno del comparto dei soft drink, con ritmi stimati dalle società di ricerca intorno all’8-9% annuo, ben sopra la crescita delle bibite gassate tradizionali. Un dinamismo che spiega l’interesse di un colosso come McDonald’s, alla ricerca di leve per aumentare traffico e scontrino soprattutto nelle ore pomeridiane, quando la spinta del food si affievolisce.
L’operazione è la tappa più recente della strategia Accelerating the Arches, che individua nel beverage un segmento ad alto potenziale in un mercato globale stimato attorno ai 100 miliardi di dollari. Un percorso già raccontato mesi fa, quando l’azienda aveva anticipato l’arrivo di energy drink e dirty sodas sul mercato americano.
La leva della personalizzazione
Il cuore della proposta è la possibilità di costruire la propria bevanda. Il Red Bull Dragonberry Energizer può essere ordinato nella versione a ridotto contenuto di zuccheri sostituendo la base con Red Bull Zero, oppure si può scegliere la lattina da 8,4 once di Red Bull classico nei ristoranti aderenti.
La logica della personalizzazione si estende all’intera gamma bevande. Debutta la Diet Coke Vanilla Swirl, che unisce vaniglia e cold foam cremosa applicabile a Coca-Cola, Diet Coke o Coke Zero Sugar, mentre tornano proposte come l’Orange Dream con Fanta e nuove crafted sodas a ridotto contenuto di zuccheri con Diet Dr Pepper, Dr Pepper Zero Sugar e Sprite Zero Sugar, dove disponibili.

“Abbiamo visto un entusiasmo crescente per le nostre crafted sodas e refreshers, con i consumatori alla ricerca di più varietà e opzioni per ogni occasione. Hanno amato il Red Bull Dragonberry Energizer quando lo abbiamo testato per la prima volta negli Stati Uniti, quindi siamo entusiasti di dare a tutti l’energia che stavano cercando con Red Bull. E siamo solo all’inizio”, ha commentato Alyssa Buetikofer, Chief Marketing and Customer Experience Officer di McDonald’s USA.
L’ingresso del fast food negli energy drink arriva peraltro in una fase di crescente attenzione regolatoria verso la categoria, con diversi Paesi europei che discutono o hanno già introdotto limiti di vendita ai minori (leggi qui). Per ora la novità resta circoscritta al mercato statunitense, ma segna un precedente per come le grandi catene potranno interpretare il segmento nei prossimi anni.
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