Il Perù è sempre più una delle grandi mete mondiali della gastronomia contemporanea. La crescita della cucina peruviana può essere letta come una vera fenomenologia gastronomica: un percorso in cui il Perù è riuscito a trasformare la ricchezza dei propri territori in un linguaggio internazionale. Non solo ceviche, nikkei o Pisco, ma un sistema culturale capace di fare squadra e valorizzare biodiversità, ingredienti locali, comunità, tradizioni e contaminazioni, fino a farne uno dei modelli più influenti della cucina contemporanea.
L’ennesima conferma è arrivata anche dalla partecipazione come Nazione Ospite a Identità Golose Milano 2026, dal 7 al 9 giugno all’Allianz MiCo, che ha raccontato un Paese che ha saputo trasformare la propria cucina in un linguaggio globale, capace di unire tradizione, contaminazioni culturali e alta ristorazione. Con il concept “Perù: il gusto di un viaggio straordinario”, PromPerù ha portato a Milano un percorso che è andato oltre la semplice degustazione. Ogni piatto, prodotto e masterclass ha narrato territori, comunità, ingredienti e identità, confermando il ruolo della gastronomia come uno dei principali motori di attrazione turistica del Paese. Un racconto fatto di territori, comunità, ingredienti e identità, incontri e assaggi hanno mostrato come la gastronomia sia oggi uno dei principali strumenti di promozione turistica del Paese, sempre più riconosciuto a livello internazionale per la ricchezza della sua cucina.

«Per il viaggiatore italiano la tavola è la porta d’ingresso più naturale verso una destinazione», ha dichiarato María del Sol Velásquez, Direttrice della Promozione Turistica di PromPerù, sottolineando come dietro a ogni piatto si possano scoprire la ricchezza degli ingredienti peruviani, la storia del Paese e le comunità che ne custodiscono le tradizioni. Durante i tre giorni di manifestazione, lo stand peruviano ha ospitato chef, baristi, bartender e produttori di Pisco, caffè e cacao, offrendo al pubblico italiano una panoramica sulle principali espressioni della cucina nazionale. Protagonista della giornata inaugurale è stato il ceviche, piatto simbolo del Perù e riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale. Lo chef Miguel Bustinzane ne ha raccontato tecnica, evoluzione e interpretazioni contemporanee, confermando il ruolo centrale di questa preparazione nell’identità gastronomica del Paese.
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Il secondo giorno è stato invece dedicato alla cucina nikkei, una delle contaminazioni gastronomiche più influenti a livello internazionale, nata dall’incontro tra cultura peruviana e tecnica giapponese. Le masterclass degli chef Alexander Robles e Gustavo Morales hanno mostrato come questa tradizione, sviluppata a Lima, sia diventata oggi uno dei tratti più riconoscibili dell’alta cucina peruviana. La giornata conclusiva ha acceso i riflettori sulla gastronomia di Arequipa, tra le espressioni più autentiche e identitarie del Paese. Gli chef Javier Palomino e Francys Salazar l’hanno interpretata attraverso una cucina capace di intrecciare radici andine, memoria storica e sensibilità contemporanea.
Ampio spazio è stato dedicato anche ai prodotti simbolo del Perù. Il Pisco, distillato nazionale e ambasciatore della cultura peruviana nel mondo, è stato raccontato dal maestro Johnny Schuler. Accanto a lui, il caffè peruviano, definito l’“oro nero del Perù”, e il cacao, presentato come superfood d’eccellenza e simbolo della biodiversità amazzonica. «Abbiamo dato risalto a tre prodotti emblematici: il pisco, il caffè peruviano e il cacao», ha sottolineato Jorge Llosa, Consigliere Economico-Commerciale di PROMPERÚ in Italia, evidenziando il valore di queste eccellenze nel racconto internazionale del Paese.

A rafforzare il posizionamento globale della cucina peruviana è stata anche la presenza di due big della ristorazione mondiale: Virgilio Martínez, chef di Central, e Mitsuharu “Micha” Tsumura, chef di Maido. Due nomi che hanno contribuito a portare il Perù ai vertici dell’alta cucina internazionale, trasformando ingredienti locali, culture ancestrali e contaminazioni globali in un modello gastronomico riconoscibile e influente. Tra i momenti più attesi anche la cena esclusiva di lunedì 8 giugno nella sede di Identità Golose Milano, firmata dalla chef Francesca Ferreyros, che ha proposto un percorso dedicato alla cucina contemporanea peruviana e alla sua evoluzione.
La partecipazione del Perù a Identità Golose Milano 2026 si colloca nel percorso di internazionalizzazione del marchio Perú Mucho Gusto e conferma il crescente interesse del pubblico italiano verso la cultura gastronomica peruviana. Il messaggio emerso a Milano è chiaro: il Perù ha conquistato la cucina mondiale perché ha saputo fare della propria tavola un racconto di biodiversità, identità e innovazione. Una cucina da assaggiare, ma anche un invito autentico a partire alla scoperta del Paese, con una crescita del turismo trainato dalla cucina.


