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Il Fernet, che mondo meraviglioso. Ormai spesso lo individuiamo con il Brand che per primo lo ha creato e che ne è diventato sinonimo, ma in realtà questo prodotto è quasi una categoria a parte, molto più che un semplice amaro.

 

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Usato qualche secolo fa addirittura a scopo farmaceutico, oggi questo prodotto è uno dei simboli del bere italiano nel mondo, anche grazie agli immigrati italiani che qualche secolo fa lo portarono nelle Americhe. Ben noto a tal proposito è il caso dell’Argentina, dov’è una vera e propria bevanda nazionale, ma anche negli USA questa categoria sta vivendo un’exploit, dove viene usato moltissimo nei cocktail.

 

 

Nella rinascita dei Craft Spirits italiana però, fino ad oggi questa categoria pareva non aver trovato spazio. Fino ad ora appunto, perchè la lungimiranza di Federico Cremasco (già tra i padri nobili del Gin nostrano) lo ha portato a creare qualcosa di nuovo, unico.

 

 

Con un grado alcolico di 34% VOL, questo Fernet è ottenuto tramite  3 metodi estrattivi: macerazione a freddo di pianta essiccata; macerazione a caldo (digestione), e distillazione in corrente di vapore. Arricchito con 25 botaniche di origine italiana, (tra cui le classiche menta, zafferano, camomilla, liquirizia, santoreggia, arancio,rabarbaro e naturalmente genziana) si presenta con un colore ambrato con sfumature rossastre naturali dato dal colore delle piante ed un gusto ricco ed erbaceo, bilanciato dal passaggio in botte di castagno, ma soprattutto un grado alcolico adatto a sviluppare le moltissime note intense e rotonde amaricante. La liquristica italiana è in fermento, e dopo i Gin e i Vermouth, ecco anche il Fernet pronto a vestirsi di un’anima territoriale, e la rivoluzione ancora una volta parte dal Friuli.

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