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Fibremaxxing: la crescita delle bevande funzionali ricche di fibre, un mercato da 3,4 mrd $

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La fibra alimentare sta diventando uno dei nuovi trend del mercato wellness. Dopo anni in cui l’attenzione dei consumatori si è concentrata soprattutto su proteine, collagene e salute intestinale, nel 2026 cresce il fenomeno del “fibremaxxing”: l’abitudine di monitorare e aumentare intenzionalmente l’apporto quotidiano di fibre. Secondo la testata BeverageDaily, questa tendenza sta iniziando a influenzare anche il settore delle bevande funzionali. Il mercato delle bevande arricchite con fibre è stato valutato 3,43 miliardi di dollari nel 2025, secondo le stime dovrebbe crescere con un tasso annuo composto del 7,8% fino al 2034.

Dai succhi alle sode

La fibra viene percepita sempre più come un nutriente chiave per il benessere intestinale, il controllo del peso e la prevenzione di alcune patologie metaboliche. A differenza delle proteine, già molto presenti nella dieta di molti consumatori, l’apporto di fibre resta spesso inferiore ai livelli raccomandati. La nuova attenzione verso le fibre sta favorendo anche un riposizionamento dei succhi di frutta, categoria che negli ultimi anni aveva sofferto per le critiche legate al contenuto di zuccheri. L’aggiunta o la valorizzazione della fibra consente ora di riportare il prodotto in un territorio più funzionale.

 

Ma l’innovazione non si limita ai succhi, c’è anche il potenziale di caffè arricchiti, smoothie e soprattutto fibre soda, bibite gassate con fibre aggiunte. Brand come Olipop e Poppi hanno già contribuito a portare il tema della salute intestinale nel mercato delle soda “better for you”, anche se non sempre la fibra è stata il messaggio principale. La fase successiva sembra invece puntare proprio sulla fibra come claim esplicito. Tra gli esempi citati ci sono Fibe, Hip Pop Fibre Fizz e The Gut Stuff Fibre Pop, prodotti che comunicano in modo diretto il contenuto di fibre per lattina.

Come la fibra può funzionare nelle bibite

Uno dei vantaggi del termine “fibra” è la sua semplicità: per molti consumatori è più immediato e comprensibile rispetto a parole come “prebiotici”, “probiotici” o “microbioma”. Inoltre, il fibremaxxing è una tendenza molto orientata alla quantità: il consumatore non cerca solo un beneficio generico, ma vuole sapere quanta fibra assume con ogni prodotto. La sfida, però, resta importante. La fibra è associata in modo naturale a cereali integrali, legumi, verdure e snack densi, mentre nelle bibite il collegamento è meno intuitivo. Per questo i brand dovranno lavorare sulla credibilità del messaggio e sulla formulazione, come già accaduto con le protein soda. La fibra potrebbe diventare per le bevande funzionali ciò che le proteine sono state negli ultimi anni: un ingrediente semplice da comunicare, misurabile e sempre più centrale nelle scelte dei consumatori.

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