È stata inaugurata martedì 28 ottobre FINE #WineTourism Marketplace Italy, la prima fiera italiana interamente dedicata all’enoturismo, organizzata da Riva del Garda Fierecongressi in collaborazione con Feria de Valladolid. L’evento, che riunisce oltre 70 realtà provenienti da Italia e Spagna, ha visto la presentazione del “Rapporto sui modelli di governance delle cantine italiane”, curato da Roberta Garibaldi e dal Centro Studi SRM – Intesa Sanpaolo.
Il documento fotografa un settore in piena evoluzione, dove il turismo del vino si conferma sempre più strategico per l’economia delle imprese vitivinicole. Una cantina su due impiega più di cinque addetti dedicati all’accoglienza dei wine lovers, mentre il 18% dichiara che l’attività enoturistica incide per oltre il 60% del profitto aziendale. Un dato che evidenzia come la visita in cantina non sia più solo un’esperienza accessoria, ma un vero e proprio motore di business.
“FINE Italy debutta in un momento strategico per il settore – commenta Alessandra Albarelli, Direttrice Generale di Riva del Garda Fierecongressi – diventando uno spazio concreto di confronto e progettualità tra territori, aziende e operatori internazionali. È una piattaforma di sviluppo che rafforza la dimensione commerciale e l’internazionalizzazione di un comparto in continua evoluzione”.

Le esperienze proposte spaziano dalle degustazioni ai corsi sul vino, fino a eventi, attività outdoor e iniziative culturali. Crescono anche i servizi di ristorazione (offerti dal 36% delle aziende) e di pernottamento (30%), segno di un’offerta sempre più completa e integrata. Il prezzo medio per visite e degustazioni si colloca tra i 36 e i 50 euro, con un quarto delle aziende che supera questa soglia, a testimonianza di un mercato sempre più orientato alla qualità.
Sul fronte della comunicazione, i social media restano i canali principali: il 90% delle cantine usa Facebook e l’88% Instagram, mentre restano marginali piattaforme come TikTok e YouTube. Ancora limitato invece l’impiego di strumenti digitali avanzati: meno dell’1% utilizza soluzioni di intelligenza artificiale o sistemi CRM dedicati alla gestione dell’offerta turistica.

Dal punto di vista territoriale, il Centro e il Sud Italia mostrano una forte vocazione turistica, con oltre il 70% delle cantine che impiega più di cinque addetti nell’accoglienza. L’Italia resta ancora indietro rispetto ad altri Paesi nella capacità di attrarre visitatori stranieri: solo il 31,5% dei turisti in cantina proviene dall’estero, contro una media globale del 43%. Secondo Roberta Garibaldi, “serve una maggiore integrazione tra imprese e istituzioni, sul modello francese, per rafforzare la promozione del brand enoturistico italiano a livello internazionale”.
Lato economico, il 77% delle aziende ha effettuato investimenti specifici nel triennio 2022-2024, destinando all’enoturismo tra il 6% e il 15% del fatturato. Per il prossimo triennio, oltre la metà delle imprese prevede nuovi investimenti, puntando su formazione del personale, sostenibilità ambientale e innovazione digitale. Le imprese chiedono inoltre interventi pubblici per migliorare la gestione dei servizi e il riconoscimento di nuove figure professionali come l’Hospitality Manager.




