antonietta
| Categoria Notizie Food | 1222 letture

Frutta secca: grande aumento negli ultimi anni nella produzione italiana

Consumi Secca Export Dati Fratta Ismea Aumento Frutta Secca Italiana

Italiana Consumi Frutta Secca Ismea Export Dati Aumento Secca Fratta

Secondo uno studio dell’Ismea nel 2012 il settore italiano della frutta a guscio rappresentava lo 0,5% dell’agricoltura nazionale e l’1% dell’industria di trasformazione. Nel 2012 questo settore ha prodotto 208,601 tonnellate di noci, 102.300 dei quali erano nocciole (49%), 93.000 mandorle (45%) e 10.200 dadi (6%). Nello stesso anno le importazioni di frutta a guscio sono ammontate a 711 milioni di euro, mentre le esportazioni sono diminuite di 480 milioni di euro. Il consumo pro-capite nel 2012 è stato di 3,2 chili all’anno. Questo numero è aumentato progressivamente negli ultimi anni.

Annuari Distribuzione Alimentare Catering Ingrosso Alimentare Italia Europa Agra Editrice
Annuari Distribuzione Alimentare Catering Ingrosso Alimentare Italia Europa Agra Editrice

Flussi di produzione di frutta secca in Italia

L’81%  (376,842 tonnellate) di produzione e importazioni (467,684 tonnellate in totale) sono stati assorbiti dall’industria di trasformazione; si tratta principalmente di nocciole (44%), castagne (21%) e mandorle con guscio (21%). Solo il 3% (15.065 tonnellate) è destinato al consumo diretto: il 95% è andato al settore retail.

Per quanto riguarda le importazioni, il 25% del totale di (259.082 tonnellate) era costituito da mandorle con guscio, il 23% da nocciole e il 10% da noci. La Turchia influenza molto il mercato italiano e i flussi d’entrata e d’uscita dei frutti secchi. Le mandorle vengono importate specialmente dalla Spagna e dagli Stati Uniti, le noci dalla Francia e i pistacchi dagli U.S.A e dall’Iran.

 

 

La coltivazione in Italia

Alcuni dei punti di forza dell’Italia sono rappresentati dalla grande predisposizione di terreni per la coltivazione di noci, l’alta qualità del prodotto e la buona resa. Tuttavia, c’è poca cooperazione, i costi di produzione sono alti e i prezzi sono influenzati dalla Turchia.

Per quanto riguarda il settore industriale, le industrie di trasformazione  funzionano come un oligopolio: non sono molte e per questa ragione il profitto che possono avere è molto elevato. Tuttavia, devono affrontare costi di lavorazione cari e i prezzi volatili della materia prima.

In ogni caso, date che le caratteristiche nutrizionali del prodotto sono eccellenti (poiché la frutta secca  è ricca di acidi grassi insaturi), anche se l’offerta complessiva è ridotta ed è molto influenzata dalle condizioni meteorologiche, ci sono molto acquirenti interessati a comprare.

 

 

La struttura del business della frutta secca in Italia

I dati registrati durante uno degli ultimi censimenti agricoli mostrano che ci sono più di 176.000 ettari coltivati con frutta secca, con un investimento medio, da parte delle aziende italiane produttrici di frutta secca, che varia tra i 1,95 ettari dedicati al coltivo delle nocciole e 0,67 ettari dedicati alle noci.

  • Produzione di nocciole:

Sono coltivati ​​da 32.995 aziende su 64.218 ettari nel Lazio, in Campania, in Piemonte e in Sicilia. L’area agricola utile rappresenta il 62% del totale, sebbene occupi solo il 24% della superficie disponibile.

  • Produzione di noci:

Ci sono 14.302 aziende che producono noci in Italia e che occupano 9.524 ettari. Le ragioni dove si coltivano solo la Campania, l’Abruzzo, il Lazio, le Marche e la Calabria. L’area agricola utile rappresenta il 60% del totale, ma occupa solo il 25% della superficie disponibile.

  • Produzione di mandorle:

Le 36.886 aziende italiane che producono mandorle occupano 37.471 ettari, principalmente in Sicilia e in Puglia. L’area agricola utile rappresenta il 59% del totale, ma occupa solo il 23% della superficie disponibile.

  • Produzione di castagne:

In Campania, Toscana, Calabria, Piemonte, Lazio ed Emilia-Romagna ci sono 30.252 aziende attive su un totale di  56.801 ettari. La superficie agricola rappresenta il 53% del totale, ma occupa solo il 18% della superficie disponibile.

 

+info: www.fornitori.it/frutta-secca
www.ismea.it

+ COMMENTI (0)

No.3 London Dry Gin - Distribuito da Pallini

Resta sempre aggiornato! Iscriviti alla Newsletter

Frutta Secca Dati Aumento Consumi Italiana Export Fratta Secca Ismea

Tags/Argomenti: , , , ,

ARTICOLI COLLEGATI:

FiBL e AMI presentano i dati sul mercato biologico europeo

19/03/2019 - Il mercato biologico in Europa continua a crescere. Nel 2017, è aumentato di quasi l'11% e ha raggiunto i 37,3 miliardi di euro. Molti dei principali mercati hanno regist...

ICO: Coffee Market Report febbraio 2019

18/03/2019 - Nel mese di febbraio 2019, l'indicatore composito ICO è sceso dello 0,9% a 100,67 centesimi di dollaro USA / lb, simile al livello di dicembre 2018. L'indicatore composit...

Record per la ristorazione italiana. Boom di ristoranti etnici e food delivery

17/03/2019 - Ogni giorno chiudono 34 ristoranti. Il 2018 si delinea come un anno dalle due facce: da una parte quello del record di consumi degli italiani fuori casa con 85 miliardi d...

Consuntivo 2018 dell’Italian Wine & Food Institute: fermi in USA i vini italiani

17/03/2019 - I dati appena rilasciati dal Department of Commerce, (dopo la sosta conseguente al blocco delle attività amministrative USA), confermano che il 2018 si è concluso, come e...

Il mercato del caffè 2018 nella GDO: continua il calo dei volumi e dei valori

15/03/2019 - IRI Infoscan Italia ha analizzato il mercato del caffè in Italia nei canali della GDO  (Ipermercati + Supermercati + Libero Servizio Piccolo + Discount).  Il caffè tostat...

Aggiungi un commento

Se il commenti appena inviati non appaiono subito, si prega di aggiornare la pagina (tasto F5) per eliminare la precedente cache salvata della pagina.
Se il commenti appena inviati non appaiono subito, si prega di aggiornare la pagina (tasto F5) per eliminare la precedente cache salvata della pagina.

13 + quindici =