Normative - Legislazione Bevande Analcoliche

Sugar tax approvata in Germania, respinto l’appello di 300 aziende del beverage

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Il fronte del no alla sugar tax non è solo italiano. Mentre nel nostro Paese la misura continua a essere rinviata tra polemiche e pressioni di filiera, in Germania lo scontro è arrivato al momento decisivo. Oltre 300 aziende del settore bevande hanno firmato una lettera aperta congiunta contro l’introduzione di una tassa o di un prelievo sullo zucchero nelle bevande, misura prevista dal Governo federale con entrata in vigore dal 2028. Tra i firmatari nomi pesanti come Coca-Cola, Red Bull, Capri Sun e Carlsberg. Ma l’appello non è bastato: il Bundestag ha approvato la riforma che include il prelievo.

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Un fronte compatto con le associazioni di categoria

Le imprese sostengono la posizione delle principali sigle del settore: la Federazione dell’industria delle bevande analcoliche (wafg), l’Associazione delle acque minerali tedesche (VDM), l’Associazione dell’industria dei succhi di frutta (VdF), l’Associazione dei birrai tedeschi (DBB) e l’associazione dei birrifici privati tedeschi. Insieme esortano i decisori politici “ad astenersi dall’imporre ulteriori oneri a carico di aziende e consumatori”.

Il tessuto produttivo tedesco, sottolinea la lettera, è caratterizzato da una grande varietà e da una prevalenza di medie imprese, tra cui “centinaia di aziende a conduzione familiare fortemente radicate nel territorio”, già sotto pressione per l’aumento dei costi di energia, logistica, imballaggi e personale, a cui si sommano la frenata dei consumi e la crisi che ancora colpisce il settore dell’ospitalità.

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Zucchero già ridotto del 15 per cento

Il cuore dell’argomentazione è duplice. Da un lato l’impatto sociale: secondo i firmatari la tassa colpirebbe soprattutto “le famiglie a basso reddito”, in un contesto in cui “i prezzi dei prodotti alimentari sono già molto elevati” e ulteriori rincari eroderebbero il potere d’acquisto. Dall’altro l’efficacia sanitaria, che il settore contesta apertamente: “Non vi sono prove dell’efficacia di una tassa sullo zucchero”, si legge nella missiva, che definisce il provvedimento una “misura di politica simbolica” basata su modelli che “si limitano a ipotizzare un effetto anziché dimostrarlo”.

Le aziende rivendicano invece i risultati delle iniziative volontarie: secondo dati ufficiali, dal 2018 il contenuto di zucchero nelle principali bevande analcoliche in Germania è diminuito di circa il 15%, grazie a riformulazioni, innovazione e ampliamento delle gamme zero e a ridotto contenuto calorico. “I dati dimostrano che la riduzione dello zucchero nelle bevande è già una realtà”, affermano i firmatari.

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Gettito incerto, ma il Bundestag ha già votato

Anche sul piano fiscale i firmatari sollevano dubbi. Il progetto di legge stima un gettito annuo di circa 450 milioni di euro, ma secondo il settore i modelli non considerano gli elevati costi di riscossione e controllo. Il rapporto della Commissione Finanze per la Salute stima per il sistema sanitario obbligatorio un potenziale di risparmio medio annuo compreso tra circa 20 e 170 milioni di euro.

L’appello però non è bastato. Venerdì 10 luglio il Bundestag ha approvato la riforma finanziaria dell’assicurazione sanitaria obbligatoria, che si finanzia in parte proprio con il prelievo sulle bevande zuccherate, con 319 voti a favore, 286 contrari e 4 astenuti. Il provvedimento dovrà ora passare al Bundesrat, dove secondo gli osservatori non è escluso il ricorso alla commissione di conciliazione. I consumatori organizzati, per voce di Ramona Pop, presidente della federazione vzbv, hanno invece accolto con favore la misura, definendola una buona notizia per un’alimentazione più sana.

Il caso tedesco conferma una dinamica ormai europea: ovunque la sugar tax arrivi sul tavolo, dall’Italia al Regno Unito fino a Berlino, lo scontro tra ragioni di salute pubblica e sostenibilità economica della filiera si ripropone identico. Con una differenza: in Germania, questa volta, la politica ha tirato dritto.

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