La Giornata della Ristorazione torna sabato 16 maggio per il 4° anno consecutivo e si prepara a coinvolgere pubblici esercizi, istituzioni, scuole e comunità in Italia e all’estero. L’iniziativa promossa da FIPE-Confcommercio, già insignita nel 2023 della Medaglia del Presidente della Repubblica, è stata presentata a Roma a pochi giorni dall’approvazione definitiva del Senato che l’ha istituita come Legge dello Stato. Patrocinata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal Ministero del Turismo, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e dal Ministero della Cultura, la Giornata conferma la propria vocazione popolare, inclusiva e solidale, con l’obiettivo di valorizzare la cultura dell’ospitalità italiana e il ruolo sociale della ristorazione.
Il riso come ingrediente simbolo
Per l’edizione 2026 l’ingrediente scelto è il riso, alimento dal forte valore simbolico, legato ai concetti di vita, prosperità e continuità. Da millenni presente nella storia dell’uomo, il riso accompagna culture, riti e tradizioni alimentari in diverse aree del mondo, diventando un elemento trasversale tra cucina, memoria e identità. La 4ª edizione della Giornata della Ristorazione viene celebrata il 16 maggio su tutto il territorio nazionale e in diversi Paesi esteri. Il programma prevede numerose iniziative rivolte anche ai bambini delle scuole primarie, con percorsi sensoriali dedicati alla scoperta della cucina italiana, oltre a momenti istituzionali e di approfondimento. Ci sarà anche l’attribuzione del premio GdR2026 al ministro Francesco Lollobrigida, al professor Massimo Montanari, alla giornalista Maddalena Fossati, a Massimo Mancini dell’omonimo Pastificio Agricolo, a Katia Da Ros di Irinox e a Flavia Filippi dell’organizzazione no profit Seconda Chance.
La cucina italiana all’estero tra identità e soft power
L’evento è anche l’occasione per illustrare i risultati del rapporto “The Italian Table Abroad, monitoring sulla presenza e sul posizionamento dei ristoranti italiani all’estero”, promosso da FIPE e realizzato da Sociometrica. L’indagine ha analizzato 1.486 ristoranti in 10 capitali europee, monitorando oltre 115.000 voci di menu per misurare il posizionamento del “brand Italia” nella ristorazione internazionale. I dati confermano la forza della cucina italiana come infrastruttura culturale e strumento di rappresentanza del Paese. Il rating medio dei ristoranti analizzati è pari a 8,95 su 10, mentre il prezzo medio del piatto principale è di 30,30 euro. La cucina italiana mantiene quindi un posizionamento accessibile, con livelli di apprezzamento molto elevati.
Pizzeria e osteria tra i format più significativi
Tra le tipologie di locale, la pizzeria si conferma il format più diffuso e replicabile, con 345 locali, un prezzo medio inferiore alla media generale e un Indice di Valore pari a 12,5. L’osteria, pur essendo meno presente dal punto di vista numerico, registra il valore più alto, con un Indice di Valore di 13,3 e un rating medio di 9,21. Secondo l’indagine, Londra e Parigi guidano la classifica dell’autenticità, segnalando come nei mercati più sofisticati la ristorazione italiana tenda a specializzarsi e a valorizzare maggiormente le identità regionali. L’analisi dei menu evidenzia inoltre una forte varietà: l’85,9% dei cluster semantici compare in un solo ristorante. Questo dato conferma che la ristorazione italiana all’estero non esporta un modello standardizzato, ma un patrimonio ampio di proposte, tradizioni, adattamenti e interpretazioni. Tra i prodotti e piatti più diffusi emergono Pizza Margherita, Tiramisù e Spritz, una triade che racconta la forza della cucina italiana e dell’aperitivo come rito sociale ormai pienamente riconosciuto anche a livello europeo.
La ristorazione italiana è diplomazia culturale
“La Giornata della Ristorazione vuole essere il simbolo di un settore che, oltre a generare ricchezza e occupazione, è anche identità, cultura, memori”– ha dichiarato Lino Enrico Stoppani, presidente di FIPE-Confcommercio. Secondo Stoppani, ogni ristorante italiano all’estero contribuisce alla costruzione del brand Italia, alimenta il desiderio di viaggio, rafforza la reputazione del Paese e rende visibile uno stile di vita fondato su convivialità, qualità, territorio e riconoscibilità italiana. “I ristoranti italiani censiti, i menu analizzati, i prezzi rilevati non sono solo indicatori di un mercato, ma espressione di una rete di soft power, che costituisce la più capillare ed efficace forma di diplomazia culturale che l’Italia abbia mai dispiegato nel mondo”- ha aggiunto il presidente di FIPE-Confcommercio. Per Stoppani, il senso delle piazze, i piatti iconici, la colazione al bar, la convivialità della tavola, l’ospitalità e lo stile di vita fanno del modello italiano di pubblico esercizio una delle espressioni più autentiche del “Sense of Italy”, inteso come insieme di cultura, patrimonio creativo e capacità di rigenerazione dei contesti locali.




