Carlo Carnevale
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Giulio Ferrari Rosè, un sogno che sfida il tempo

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Serviva una minima aggiunta nella già strepitosa gamma di Ferrari, ed eccola arrivare in una veste nuova all’occhio ma dal sapore, e soprattutto dai sentimenti di altri tempi. In occasione della Milano Wine Week, è stato presentato infatti il Giulio Ferrari Rosè Riserva del Fondatore, “l’unico dettaglio che ci mancava”, nelle parole dello chef de Cave Ruben Larentis, Enologo e Direttore Tecnico di Ferrari, che della Milano Wine Week è Founding Supporter.

 

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Insieme a lui, per una degustazione breve ma di grande effetto, Camilla Lunelli, Direttrice Comunicazione Ferrari e orgogliosa rappresentate della terza generazione della famiglia che dal 1952 è proprietaria dell’attività: all’epoca si producevano meno di 10.000 bottiglie, rispetto agli oltre 5 milioni di oggi… Si trattava della prima ufficiale, dopo il debutto di Giulio Ferrari Rosè Riserva del Fondatore in anteprima a Trento in Villa Margon: un sogno che sfida il tempo, come descritto nella presentazione, l’unica gemma che mancava nella preziosissima gioielleria Ferrari. La dimostrazione di quanto sia difficile e al tempo stesso soddisfacente comprendere e gestire il tempo che passa, sia esso quello che serve per la corretta macerazione, o piuttosto i mesi che separano la vendemmia dal tiraggio. Ogni anno una nuova scoperta, un nuovo ciclo che parte prima di tutto dall’accertarsi della possibilità di creare un prodotto così selezionato: “Negli ultimi dodici anni, solo sei o sette annate sono state adatte”, e altrettanto limitata è la produzione, circa 5000 bottiglie. Anche il packaging è stato creato ad hoc, con il corpo della bottiglia più accentuato e il collo più stretto, per dare un ulteriore tocco di unicità al Giulio Rosè.

 

Camilla Lunelli responsabile marketing e comunicazione Tenute Lunelli / Ferrari

 

Un omaggio al fondatore di uno dei brand italiani più conosciuti al mondo, oggi sinonimo del desiderio stesso di Giulio Ferrari: l’eccellenza, rincorsa fin dal 1902, anno della fondazione della casa, da quel momento imperniata sui valori del coraggio e della passione, che si sono tradotte di fatto in una visione pionieristica della coltivazione: l’intuizione di Ferrari è un lampo che crea rivoluzione, coltivare Chardonnay sui monti del Trentino, dove trovare quell’acidità e aromaticità imprescindibili per le bollicine di qualità. La casa diventa emblema e portabandiera del Trento DOC, denominazione cui oggi appartengono 51 cantine in tutto.

Giulio Ferrari Rosè Riserva del Fondatore è un vino sensuale e seducente, con vitigno Pinot nero e percentuale variabile di Chardonnay, splendente all’esame visivo con un perlage fine, dolce e agrumato in un poetico intreccio di spezie al naso, fino alla stupenda sapidità del sorso, equilibrato e intenso. Dettagli, minuscoli diamanti che in realtà fanno un enorme differenze e costituiscono un’autentica perla, che si candida facilmente a icona delle bollicine italiane rosè per aggiungersi alla copiosa sequela di premi che Ferrari inanella da anni: da ultimo il bis  del come campione allo Champagne and Sparkling Wine World Championship, dove già aveva trionfato nel 2015.

 

Matteo e Camilla Lunelli con Essie Avellan

 

La degustazione è un viaggio appassionante nel percorso che ha reso Ferrari il prodotto di riferimento in materia di bollicine in Italia e all’estero: “In passato era praticamente impossibile, le bollicine di qualità erano esclusivamente francesi, era solo Champagne. Oggi siamo ovunque, dalle celebrazioni nello sport, nello spettacolo, fino agli eventi istituzionali. Il Presidente Pertini si chiese perché al Quirinale dovesse accogliere gli ospiti con un prodotto francese, e da allora siamo il vino preferito ai piani alti”. Il viaggio parte dal Ferrari Rosè Classico non millesimato, uno dei prodotti più vicini al cuore della famiglia Lunelli, come racconta Camilla: “Fu presentato nel ’72, al matrimonio dei miei genitori. 120 bottiglie terminate in poche ore, e considerando che sono ancora sposati, è stato piuttosto benaugurante…”. Profumato e dal sentore distinto di frutta, lascia poi spazio alla maggior presenza in bocca del Perlè Rosè, uno dei primi millesimati della casa, più strutturato e rigido. Picco di rarissima qualità con il Riserva del ’97, vellutato e complesso, che incide senza invadere tra frutta e spezie, ventun anni e sentirli tutti. Per fortuna.

 

+info: www.ferraritrento.com

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