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Nel corso del 2014 verrà ultimato un importante progetto: un nuovo impianto di cogenerazione realizzato in collaborazione con E.On. L’attenzione alle tematiche ambientali è, da sempre, uno dei tratti distintivi di Goglio che trova testimonianza anche nel criterio con cui sono concepiti i siti produttivi del Gruppo.

In particolare la Packaging Division di Daverio (VA), situata in un contesto ambientale di particolare pregio, si è sviluppata negli anni ampliando la superficie del complesso industriale sia con nuovi edifici sia con area verde curata e preservata nella sua integrità naturale.

impianto-di-recupero-solvente_solvent-recovery-equipment Ed un nuovo, importantissimo capitolo viene completato nel corso del 2014 con l’ultimazione di un impianto di cogenerazione all’avanguardia progettato in collaborazione con E.On, società leader in soluzioni di gestione energetica integrata. Il nuovo impianto combinato per la produzione di calore, energia e freddo consentirà alla Divisione Imballaggi di beneficiare di un taglio del 30% circa nelle spese per la fornitura elettrica (le 53 tonnellate di vapore, acqua fredda e calda prodotte alimenteranno infatti, in un circolo assolutamente virtuoso, i processi produttivi dello stabilimento) e di ridurre le emissioni di carbone di 6.300 tonnellate all’anno.

 Il Power Plant rappresenta per Goglio una dimostrazione della tensione concreta all’efficientamento delle risorse, incarna la propensione all’innovazione del Gruppo in linea con la volontà di eccellere in termini di qualità e performance nel pieno rispetto dell’ambiente. In tale prospettiva, il contratto energetico tra E.On e Goglio è stato ulteriormente ampliato, arrivando a prevedere la realizzazione di un innovativo progetto pilota per la pirolisi degli sfridi di produzione.

 Il progetto dell’impianto è solo uno degli esempi della lungimirante visione imprenditoriale della proprietà e della volontà di attuare le “Best Available Technologies”: lo stabilimento di Daverio infatti è affiancato da un impianto di recupero solvente, attivo fin dagli anni ’70, quando ancora parole come “ecosostenibilità”, “biodegradabilità” e “compostabilità” non erano diffuse quanto lo sono oggi. L’attività dell’impianto si concretizza in significativi tagli nelle emissioni di CO2 (circa 6.000 tonnellate all’anno) e nel risparmio annuo di oltre 2400 tonnellate di solvente, equivalenti a 80-90 camion cisterna altrimenti circolanti sulle nostre strade.

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