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“La rivoluzione a Napoli è il commerciante col Rolex al polso che non può mettere il piatto a tavola e che deve licenziare la cassiera che tiene a nero a 20 euro al giorno da 7 anni. È Gian Maria, fuori corso da 8 anni, che non può bersi un Gin Tonic a Chiaia coi soldi di papà… e Pascalin ca’ nun le po’ fottere o portafogli. La rivoluzione a Napoli è Gennar naso e’can, parcheggiatore abusivo autorizzato dalla camorra e amico del consigliere che gli fa prendere il reddito di cittadinanza e qualche altro benefit per sè e per i suoi. La rivoluzione a Napoli è la brava gente che si caga sotto di morire tutti i giorni da prima della pandemia… e o’bucchinaro che deve sfogare a tutti i costi, tanto la pelle lui non ce l’appizza mai”.

Per spiegare quanto successo la scorsa notte a Napoli usiamo le parole di Armando Luigi Follari sul suo profilo Facebook. La prima notte di coprifuoco a Napoli ha visto trasformarsi una protesta di un migliaio di giovani, in scontri con la polizia nella serata di venerdì 23 ottobre.

 

Secondo il quotidiano il Mattino nel corteo molti militanti del circuito antagonista scesi per le strade della città nella prima serata di coprifuoco alle 23, per protestare contro la stretta anti-Covid varata dal governatore della Campania Vincenzo De Luca che starebbe pensando a un lockdown in tutta la Regione. Sugli episodi ci sarebbe una sapiente regia della camorra, secondo il senatore M5S Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia, vista la presenza reale di uomini dei clan della Pignasecca, del Pallonetto e dei Quartieri Spagnoli. Un centinaio di agenti della polizia in tenuta antisommossa, lanci di lacrimogeni e petardi, nella zona davanti al palazzo della Regione. Un cassonetto è stato dato alle fiamme, bottiglie di vetro sono state scagliate contro gli agenti. Il questore di Napoli Alessandro Giuliano ha definito l’accaduto “veri e propri comportamenti criminali verso le forze dell’ordine, nessuna condizione di disagio può in alcun modo giustificare la violenza”.

Una manifestazione organizzata dopo un tam tam partito sui social. A protestare non sarebbero commercianti e piccoli imprenditori che lo hanno fatto pacificamente, ma giovani radunatisi nelle zone tradizionalmente frequentate da universitari e dai movimenti antagonisti. I manifestanti hanno creato una barriera di cassonetti della raccolta differenziata lungo via Santa Lucia, poi hanno appiccato il fuoco.

Bloccato dai contestatori un automezzo dei pompieri per impedirgli di spegnere le fiamme, tafferugli e atti vandalici compiuti anche contro le macchine ferme in sosta. Negli scontri una troupe televisiva di Sky Tg24 è stata aggredita in diretta, con il giornalista Paolo Fratter e il suo operatore che sono stati rincorsi e malmenati. La folla si è dispersa soltanto intorno alle 00:30, sono rimaste ancora sino alle 00:45, circa 200 persone davanti all’ingresso della Regione Campania, controllate a distanza dalle forze dell’ordine. Due arresti l’indomani per gli scontri avvenuti nella notte, gli arrestati dalla Digos sono già noti alle forze dell’ordine per reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti nel quartiere Vasto.

 

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