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Heineken, gli azionisti chiedono un CEO esterno dopo l’addio di van den Brink

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La successione ai vertici di Heineken si fa più complicata. Secondo quanto riporta il Financial Times, ripreso da Reuters, due dei quindici maggiori azionisti del gruppo olandese hanno esortato apertamente il consiglio di sorveglianza a nominare un amministratore delegato esterno per succedere a Dolf van den Brink, uscito di scena il 31 maggio scorso dopo quasi sei anni alla guida del secondo birrificio mondiale.

Una richiesta che rompe la tradizione interna

La richiesta è tutt’altro che scontata per Heineken, da sempre abituata a promuovere figure interne. Ma è proprio questa tradizione che una parte degli investitori vuole mettere in discussione. Il motivo è nei numeri: secondo un’analisi di RBC Capital Markets, nel periodo in cui van den Brink (a sua volta uomo di casa, in Heineken da oltre vent’anni prima di diventare CEO) ha guidato il gruppo, il titolo HEIA ha registrato un total shareholder return negativo del 9%. Nello stesso arco di tempo AB InBev ha reso il 36%, Carlsberg il 12%, e il settore consumer staples europeo nel suo complesso ha guadagnato il 22%. Sul quinquennio, il titolo ha perso oltre il 25%.

Un contesto difficile, ma i rivali hanno fatto meglio

Va detto che il contesto non è stato dei più favorevoli: van den Brink ha preso il timone in piena pandemia, nel giugno 2020, e ha dovuto navigare tra impennate dei costi, inflazione, cali di consumo nei mercati occidentali e crisi in mercati chiave come Nigeria e Vietnam. Circostanze oggettivamente difficili, che gli investitori riconoscono. Eppure i competitor, alle prese con le stesse difficoltà di mercato, hanno saputo fare meglio, e questo pesa nel giudizio finale sul suo mandato.

Un board diviso e una scelta ancora aperta

Nel frattempo il board resta diviso: c’è chi vuole continuare a pescare dall’interno e chi invece ritiene che serva uno sguardo nuovo, capace di rimettere in moto efficienza dei costi e rendimento per gli azionisti. L’incertezza sulla governance pesa già da settimane sul titolo, tanto che a maggio JP Morgan aveva declassato Heineken da Overweight a Neutral, tagliando il target price da 90 a 70 euro proprio in attesa del nuovo management. Il titolo HEIA accusa ancora il peso dell’incertezza, con un calo di quasi il 5% da inizio anno. Heineken aveva dichiarato il 22 maggio che la selezione del nuovo CEO «procede bene e si concluderà a breve», e nei giorni successivi aveva escluso la nomina di un CEO ad interim. A oggi, però, il nome non c’è ancora.

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