Heineken esce allo scoperto sulla questione che da settimane agita gli analisti, la successione al vertice del gruppo. A pochi giorni dall’uscita di scena di Dolf van den Brink, in programma per il 31 maggio 2026, il colosso olandese della birra ha diffuso un aggiornamento ufficiale sul processo di selezione del nuovo amministratore delegato, invitando di fatto il mercato a non rincorrere le indiscrezioni. Sullo sfondo, il titolo HEIA sulla piazza di Amsterdam ha intanto recuperato terreno, smentendo almeno in parte il tono prudente delle banche d’affari.
Le parole del presidente del Consiglio di Sorveglianza
A prendere la parola, a nome di tutti i colleghi, è stato Peter Wennink, presidente del Consiglio di Sorveglianza (Supervisory Board) di Heineken, che ha innanzitutto reso omaggio al CEO uscente. «Desidero ringraziare Dolf per i suoi 28 anni di servizio nell’azienda, compresi gli ultimi sei anni da CEO. Il suo contributo è stato significativo e il Consiglio di Sorveglianza riconosce con apprezzamento la sua leadership strategica e la sua dedizione», ha dichiarato Wennink.
Il messaggio più diretto al mercato è arrivato però subito dopo. «Il processo di selezione del successore di Dolf sta procedendo bene e si prevede venga completato a breve; fino ad allora, qualsiasi commento esterno resta speculativo. La strategia EverGreen 2030 dell’azienda è chiara e l’esecuzione sta accelerando in linea con quanto comunicato in occasione dei risultati di fine anno e del primo trimestre. Il Consiglio di Sorveglianza confida nella capacità del team esecutivo di assicurare continuità e mantenere lo slancio durante l’eventuale periodo di transizione», ha aggiunto il presidente.
Nessun CEO ad interim, il CFO resta solo al vertice
Sul piano operativo, l’azienda ha chiarito come sarà gestita la fase di passaggio. Fino alla nomina del successore di van den Brink, la struttura attuale dell’Executive Board resterà invariata, con il direttore finanziario Harold van den Broek che continuerà a esserne l’unico componente. Di conseguenza, ha precisato il gruppo, non è allo studio alcuna nomina di un amministratore delegato ad interim. Il Consiglio di Sorveglianza, si legge nella nota, resterà a stretto contatto con il team esecutivo e con il business, garantendo supporto e supervisione continui.
Il titolo recupera, mentre gli analisti restano cauti
La presa di posizione arriva a poco più di una settimana dal downgrade che aveva acceso i riflettori proprio sulla governance. Lo scorso 13 maggio JP Morgan aveva declassato Heineken da Overweight a Neutral, tagliando il target price da 90 a 70 euro e indicando proprio l’incertezza sulla guida del gruppo come principale freno alle quotazioni. Sulla stessa linea Morgan Stanley, che aveva limato il proprio obiettivo da 80 a 75 euro.
Il mercato, però, sembra raccontare una storia diversa. Dopo essere scivolato fino a 65,38 euro all’indomani del report e aver sfiorato il minimo a 52 settimane di 63,90 euro, il titolo HEIA è tornato a salire, attestandosi intorno ai 68,82 euro nella seduta del 22 maggio. Un recupero di circa il 5% rispetto ai valori successivi al downgrade e di quasi l’8% dai minimi, che riavvicina il titolo ai livelli precedenti la sforbiciata delle banche d’affari.
A fare da bussola resta la strategia EverGreen 2030, ribadita nella nota come pienamente operativa, che punta a una crescita bilanciata e sostenibile nel lungo periodo. Per il gruppo, la continuità del piano industriale conta più del nome che siederà sulla poltrona di CEO.
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