La lunghissima odissea legale che ha contrapposto il birrificio indipendente greco Macedonian Thrace Brewery (MTB) e il colosso Heineken (insieme alla sua controllata Athenian Brewery) si sta avviando verso l’atto finale. Negli ultimi giorni la Corte Suprema olandese ha rigettato l’ultimo appello presentato da Heineken, confermando la competenza dei tribunali dei Paesi Bassi a giudicare la controversia per danni derivanti dalle pratiche anticoncorrenziali attuate nel mercato greco.
L’origine della disputa antitrust
Le radici della vicenda risalgono al dicembre 2015, quando l’autorità garante della concorrenza greca (Hellenic Competition Commission) accertò che Athenian Brewery aveva abusato della propria posizione dominante nel mercato della birra per almeno 16 anni. Secondo l’autorità, l’azienda avrebbe imposto accordi di esclusiva a grossisti e locali commerciali (canale Ho.Re.Ca.), ostacolando l’ingresso di marchi indipendenti come MTB.
In seguito alla condanna in Grecia, MTB (che produce la nota Vergina Beer) ha intentato nel 2017 una causa per danni direttamente contro la casa madre in Olanda, chiedendo oltre 100 milioni di euro per i mancati guadagni. La recente decisione della Corte Suprema olandese spiana ora la strada al tribunale distrettuale di Amsterdam per quantificare il risarcimento finale. In una sentenza interlocutoria emessa il 18 febbraio 2026 i giudici olandesi avevano già stimato un danno base di almeno 43 milioni di euro che, con gli interessi legali, supera gli 83 milioni di euro a carico di Heineken.
Uno sguardo al mercato della birra in Grecia
La battaglia legale di MTB si inserisce in un contesto di mercato storicamente caratterizzato da una forte concentrazione.
Il leader di mercato (Heineken) opera tramite Athenian Brewery (nata nel 1963) e domina storicamente le vendite in Grecia. Fino ad alcuni anni fa la sua quota di mercato superava ampiamente il 70%, per poi assestarsi attorno al 50% negli ultimi anni. I suoi marchi di punta includono storiche etichette popolarissime in Grecia come Amstel, Alfa e la stessa Heineken.
Il principale sfidante è il gruppo danese Carlsberg, operante in Grecia tramite Olympic Brewery (società nata dalla fusione con Mythos Brewery). L’azienda vanta un portafoglio che include brand come Mythos (la birra greca più esportata al mondo) e la storica Fix Hellas, controllando circa il 27% del mercato greco.
È proprio in questo oligopolio che, dalla fine degli anni ’90, hanno cercato di farsi spazio aziende indipendenti e microbirrifici locali. MTB, con la sua Vergina Beer (lanciata nel 1998 e prodotta con orzo greco), è riuscita faticosamente a ritagliarsi uno spazio conquistando una quota di mercato attorno al 6%. Il comparto artigianale greco nel 2020 contava circa 65 microbirrifici attivi sul territorio nazionale.
La sentenza contro Heineken potrebbe avere ulteriori ripercussioni sul settore, considerando che anche il gruppo Carlsberg ha avanzato richieste di risarcimento per analoghe condotte anticoncorrenziali.
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