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ICO INTERNATIONAL COFFEE ORGANISATION: RAPPORTO SUL MERCATO DEL CAFFÈ GENNAIO 2009

International Coffee Organisation Rapporto Mercato Caffè Gennaio

Coffee Rapporto Mercato International Caffè Organisation Gennaio

In gennaio è stata rilevata una leggera rimonta dei prezzi del caffè, il che segna una rottura con la tendenza ribassista dell’ultimo trimestre del 2008. La media mensile del prezzo indicativo ICO è stata di 108,39 cents contro 103,07 nel dicembre 2008. La relativa tenuta del prezzo nel mese di gennaio è stata particolarmente sensibile per i caffè di Colombia e dell’America Centrale, la cui offerta è stata penalizzata dai problemi climatici e strutturali. Il ribasso dei prezzi di certi concimi derivati dai prodotti petroliferi non è ancora stata recepita dai paesi esportatori che continuano a fronteggiare rincari di costo delle importazioni.


Al livello dei fondamentali bisogna notare che malgrado un livello elevato della produzione in Brasile nel corso della campagna 2008/09, le prospettive al ribasso della produzione e la debolezza del livello degli stock mondiali continuano ad essere dei fattori favorevoli al mantenimento di una certa tenuta dei prezzi. Comunque numerose altre materie prime già subiscono l’impatto della crisi finanziaria ed economica attuale. Le stime preliminari della campagna 2009/10 indicano un livello di produzione mondiale relativamente basso, principalmente in ragione della diminuzione della produzione in Brasile. Le prime stime pubblicate da CONAB, l’agenzia governativa responsabile delle stime agricole in Brasile, indicano un livello di produzione che si colloca fra 36,9 e 38,8 milioni di sacchi, di cui 26,9-28,3 milioni di Arabica e 10-10,5 di Robusta.

Le esportazioni totali dei paesi esportatori nel mese di dicembre 2008 sono state di 8,9 milioni di sacchi, portando le esportazioni totali dell’anno civile 2008 a 96,6 milioni di sacchi contro 96,4 milioni nel 2007. Le esportazioni del Brasile e del Vietnam in dicembre hanno registrato dei livelli record, rispettivamente 3,2 e 2,3 milioni di sacchi. La media mensile del prezzo indicativo composto ICO è stata in gennaio di 108,39 cents EU la libbra contro 103,07 cents in dicembre, con un aumento del 5,16%. Questo livello medio di prezzi segna una rottura in rapporto alla tendenza ribassista osservata durante l’ultimo trimestre del 2008. L’aumento è stato molto più accentuato per le tipologie Arabica. L’evoluzione dei prezzi durante i primi giorni di febbraio sembrano consolidare questo rafforzamento dei prezzi.

I FONDAMENTALI DEL MERCATO
Sulla base delle informazioni disponibili fornite dai paesi membri, la produzione totale della campagna 2008/09 è stimata in 133,4 milioni di sacchi contro 116,2 milioni della precedente campagna . La quota di Arabica sulla produzione totale è stata del 63,4% contro 61,4% del 2007/08. Quella del caffè Robusta è calata a 36,6% contro 38,7% della passata campagna. Quanto alla campagna 2009/10 le prime stime brasiliane danno delle indicazioni di un ribasso importante nella produzione mondiale. In effetti le autorità brasiliane si aspettano una produzione tra 36,9 e 38,8 milioni di sacchi. Questo ribasso è legato al ciclo biennale che segue la produzione di arabica in Brasile, dove una raccolta abbondante in una campagna è seguita da una raccolta più debole nella campgna successiva. La produzione di arabica si collocherà tra 26,9 e 38,3 milioni di sacchi, mentre la produzione di Robusta si collocherà tra 10 e 10,5milioni di sacchi. Una diminuzione similare è attesa anche nel Perù che è divenuta una regione importante per l’Arabica lavata in questi ultimi anni.

La raccolta in corso in Colombia e nell’America Centrale è stata penalizzata da piogge abbondanti che potrebbero causare delle perdite fino al 20% in rapporto alle stime iniziali della produzione. Il livello dei prezzi relativamente elevato nel 2008 potrebbe incoraggiare i produttori di caffè ad accrescere il loro potenziale di produzione attraverso nuovi investimenti ed una manutenzione più accurata delle loro piantagioni . Nondimeno i prezzi dei concimi derivati dai prodotti petroliferi non sono ancora ribassati nei paesi esportatori, anche se il prezzo del petrolio ha iniziato a diminuire dal mese di settembre. Il livello dei prezzi dei concimi sono un ostacolo al rinnovo degli investimenti per aumentare la produzione. Uno studio sull’evoluzione dei prezzi dei concimi utilizzati nella coltivazione del caffè è in corso per valutare l’impatto.

In dicembre le esportazioni di caffè sono state di 8,9 milioni di sacchi, il che porta a 96,6 milioni di sacchi il volume delle esportazioni totali per l’anno civile 2008, con un leggero aumento dello 0,26% rispetto al 2007 che aveva fatto registrare un volume esportato di 96,4 milioni di sacchi. Manteniamo la nostra stima preliminare sul consumo mondiale di caffè che per l’anno 2008 dovrebbe collocarsi intorno ai 128 milioni di sacchi contro 125 dell’anno precedente. Il consumo interno nei paesi esportatori è stato di 33,2 milioni di sacchi nel 2007 contro 88,9 nel 2006. Il consumo dei paesi importatori è stato di 91,8 milioni di sacchi nel 2007 contro 89,8 del 2006. Si ricorda che la dinamica dei consumi mondiali è determinata essenzialmente dai paesi non-membri dell’organizzazione e dai paesi esportatori, di cui la maggior parte è impegnata in programmi di promozione del consumo interno. Per quanto riguarda i mercati tradizionali dell’Europa e degli Stati Uniti, i caffè specialità giocano un ruolo sempre più determinante a favore dello sviluppo dei consumi. I prezzi al dettaglio sono aumentati in tutti i paesi, ad eccezione di Gran Bretagna e Norvegia.

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IN CONCLUSIONE: occorre notare che i fattori fondamentali continuano ad essere favorevoli al mantenimento dei prezzi malgrado il clima di instabilità dovuto alla crisi finanziaria ed economica di cui l’impatto sul settore mondiale del caffè non si è ancora esplicata. A breve termine i problemi di disponibilità di caffè in Colombia e America Centrale apportano un sostegno al mercato. Per quanto riguarda le prospettive future, con il ribasso della produzione brasiliana, gli stock mondiali subiranno una forte pressione nel corso del 2009, dal momento che nei paesi produttori il loro livello è già il più basso mai registrato da molti anni. Inoltre non è ancora possibile valutare l’impatto dei possibili cambiamenti di prezzo dei concimi e altri materiali per la produzione.

Per accedere alla relazione originaria dell’ICO in lingua inglese, completa anche di tabelle e grafici, confrontare:
dev.ico.org/documents/cmr-0109-e.pdf

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