Identità Golose alza il sipario sulla gastronomia in chiave olimpica con il debutto del format La cucina di Montagna, un progetto che raccoglie e sintetizza il cammino di Identità Golose portandolo simbolicamente in alta quota. Un omaggio alle cucine d’altitudine, concepito come una salita: un viaggio tra purezza, misura e forza espressiva, elementi che da sempre caratterizzano la gastronomia di montagna.
Milano incontra Cortina

Il debutto del progetto andato in scena lunedì 26 gennaio 2026 a Identità Golose Milano non poteva che partire da qui, alla vigilia delle Olimpiadi invernali 2026, con una cena che ha idealmente unito Milano e Cortina d’Ampezzo. Protagonisti della serata Alessandro Negrini (Il Luogo Aimo e Nadia, Milano, 1 Stella Michelin) e Riccardo Gaspari (SanBrite, Cortina D’Ampezzo, 1 Stella Michelin), entrambi interpreti di una cucina profondamente legata alla montagna. Milano-Cortina, 350 km di distanza, le due località simbolo di questi giochi olimpici diffusi, unite nel naming e in un fil rouge che vede anche la cucina come chiave univoca di interpretazione, con la montagna sullo sfondo.
Racconto d’alta quota

Con La cucina di Montagna, Identità Golose inaugura un nuovo racconto gastronomico, una chiave di lettura per interpretare identità, sostenibilità e cultura del cibo. La cena ha proposto quattro piatti come istantanee di gastronomia d’alta quota: raffinata, essenziale, identitaria. Gaspari ha aperto il percorso con Salmerino, beurre blanc di trota e brunoise di bieta, un piatto di equilibrio tra leggerezza e tecnica, abbinato a Diverso Spumante Metodo Classico Le Guaite di Noemi. Un abbinamento azzeccato con un pesce d’acqua dolce che è stato uno dei piatti più apprezzati del menù.
Pizzocchero Piatto Tribale

“Il pizzoccherro è un piatto tribale- ha esordito Negrini- In Valtellina è una cosa seria, ho voluto portare questo piatto simbolo della nostra provincia, un piatto che unisce e divide al tempo stesso. Mi ricordo qualche anno fa che preparai un pizzocchero con le cime di rapa e ci fu una vera e propria insurrezione nazionalpopolare e venni richiamato dall’Accademia del Pizzochero”. Questa volta Negrini ha presentato una versione rigorosamente tradizionale: asciutti, meno burrosi, completati con un tocco di Pestèda fermentata due anni, capace di amplificare la profondità gustativa del piatto e dare una marcia in più. In abbinamento Ar.Pe.Pe Valtellina Inferno Fiamme Antiche Docg, perché anche il vino come ricordato dallo chef caspoggino di origine, può fare la differenza grazie ai tanti produttori che in valle stanno lavorando alla grande.
Re della foresta

Il percorso è proseguito con Cervo, funghi e salsa verde firmato Gaspari, accompagnato in modo inusuale ma coerente da un caffè Single Origin Flor de Oro in Cold Brew, 1895 Coffee Designers by Lavazza. “Un abbinamento non scontato- afferma Gaspari- che ha esaltato il cervo che per me è un piatto iconico del territorio, che sugella nel piatto il re della foresta. Il territorio è pronto, siamo carichi ed entusiasti in vista di un appuntamento unico per Cortina dove ospiteremo eventi al ristorante con sponsor e delegazioni. C’è qualche polemica su alcune opere infrastrutturali che saranno pronte dopo l’evento ma lo si sapeva, sarà importante l’eredità che lasceranno sul territorio”.
Tocco di neve

Chiusura affidata al dessert Castagna, mela e panna, omaggio alla neve e all’immaginario olimpico, abbinato al cocktail Bernina a base di whiskey, Tio Pepe e mela. “Finalmente in questi giorni è arrivata la tanto attesa neve in Valtellina, ci aspettavamo qualche fiocco anche a Milano che avrebbe dato un po’ più di atmosfera. La Valtellina è la montagna dei lombardi, per me è casa e sono orgoglioso di rappresentare il mio territorio in serate come questa. Il Distretto agroalimentare della Valtellina ha lavorato molto bene, non è solo una somma di Consorzi – vini, formaggi, bresaola, mele, pizzoccheri DOP e IGP – ma una scelta culturale prima ancora che economica. Quando un territorio decide di unirsi, lo fa con un obiettivo preciso: migliorare la qualità della vita e il valore per tutta la comunità, non per il singolo, in questo caso per la Valtellina”.

INFO www.identitagolosemilano.it


