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illycaffè – Scocchia tra PPWR e sovranità digitale europea

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Un regolamento europeo entrato in vigore il 12 agosto e già al centro del dibattito industriale. Al Meeting di Rimini, Cristina Scocchia, amministratore delegato di illycaffè, ha usato il nuovo PPWR sugli imballaggi come punto di partenza per un intervento più ampio sulla competitività delle imprese europee. Il filo del ragionamento parte da un problema operativo concreto e arriva fino alla sovranità tecnologica del continente.

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PPWR, 1.800 referenze e costi in aumento

Il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) è applicabile dal 12 agosto. Un obiettivo che Scocchia definisce condivisibile, ridurre i rifiuti e aumentare la riciclabilità, ma con criticità su tempi e modalità.

“Alle aziende viene chiesto di adeguarsi mentre alcuni criteri tecnici sono ancora in fase di definizione”, ha spiegato Scocchia. Per illycaffè questo significa intervenire su circa 1.800 referenze, con un aggravio di costo degli imballaggi stimato vicino al 10%, oltre ai costi legati alle scorte e ai possibili adeguamenti futuri.

Il punto, secondo l’amministratore delegato, è il momento in cui questo sforzo arriva. “Nessuno chiede sconti sugli obiettivi della sostenibilità. Chiediamo però realismo sulle condizioni”, ha aggiunto Scocchia, sottolineando come la sostenibilità non debba trasformarsi in un ostacolo alla competitività.

Arabica su dell’80%, la tazzina si ferma al 24%

Il secondo fronte è quello della materia prima. Rispetto al 2021, il prezzo medio della tazzina al bar è aumentato del 24%, mentre nello stesso periodo il costo del caffè Arabica è cresciuto dell’80%, passando da circa 170 centesimi di dollaro per libbra a circa 305 centesimi nei primi mesi del 2026.

Sul caffè verde, Scocchia invita a guardare le medie e non i picchi. La soglia dei 400 centesimi è stata toccata nel 2025 solo per circa un mese, mentre la media dell’anno si è attestata intorno ai 368 centesimi per libbra. Oggi la quotazione è di 330 centesimi, inferiore ma con una riduzione contenuta. In questo scenario illycaffè ha deciso di assorbire una quota significativa degli aumenti anziché scaricarli a valle.

Il rito resta solido. I dati FIPE indicano che nei primi cinque mesi del 2026 le visite ai bar sono stabili rispetto al 2025, con circa 2 miliardi di accessi.

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Dalla competitività alla sovranità digitale

Dal caso specifico Scocchia allarga lo sguardo all’Europa. “La vera sfida per l’Europa non è solo superare l’inverno energetico, ma evitare di scivolare in una periferia economica irrilevante”, ha dichiarato l’amministratore delegato di illycaffè, chiedendo un mercato unico dei capitali completo, costi energetici più bassi e una regolamentazione che accompagni l’innovazione.

Il passaggio finale tocca la dipendenza tecnologica. Per oltre vent’anni, ha osservato Scocchia, l’Europa ha affidato alle Big Tech americane parte della propria infrastruttura digitale, dal cloud ai sistemi operativi. “Un continente che dipende da tecnologie e infrastrutture sviluppate altrove rinuncia a una parte della propria autonomia”, ha concluso.

Con questo intervento illycaffè si colloca tra le voci industriali che chiedono a Bruxelles maggiore realismo, legando un problema di costi operativi a una questione più ampia di competitività e sicurezza strategica del sistema europeo.

INFO: www.illy.com

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