| Categoria Notizie Vino | 1117 letture

Indagine sui giovani CONSUMATORI DI VINO: i millennials cinesi sono più ricchi e disposti a pagare di più, quelli USA sono più affezionati


Giovani Business Strategies Wine Monitor Affezionati Ricchi Indagine Vino Cinesi Pagare Consumatori Disposti Studi E Ricerche Millennials Assaggiatori Vino

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInEmail this to someone

Divisi da un oceano, da culture differenti e da un diverso approccio al vino. Sono i Millennials cinesi e americani, la “Generazione Y” più osservata dal mondo del marketing sotto la lente di una nuova survey comparativa, realizzata in occasione di Vinitaly dall’Osservatorio Paesi Terzi Business Strategies, in collaborazione con Nomisma-Wine Monitor, che ha indagato stili e modalità di consumo del vino dai giovani nei due Paesi. Tante le differenze ma ancor di più i punti in comune, a partire dalla curiosità verso un prodotto ormai sempre più globale.

 

wine-and-millenialsSi parte dai consumi, che rappresentano la differenza principale: solo il 12% dei Millennials cinesi ha bevuto vino negli ultimi 12 mesi, contro il 62% dei coetanei americani. Sul fronte delle preferenze il vino italiano si posiziona ai primi posti, sono il 22% infatti i giovani consumatori cinesi che ritengono che il vino italiano abbia qualità superiore a quello francese, e sale al 35% la percentuale dei sostenitori del vino italiano tra i 21 e 35 anni negli Stati Uniti. Solo il 10% in Cina e il 4% negli Usa pensa che il vino italiano sia mediamente di qualità inferiore a quello francese. Per il 32% dei Millennials cinesi è il vino il prodotto bandiera del made in Italy, scelto dal 32% degli intervistati e seguito da moda (28%), arredamento e design (12%) e prodotti alimentari (9%). Eleganza (29%), qualità (24%) e tradizione (16%) sono le prime associazioni di idee che il vino suscita. Una brand reputation che fa ben sperare per il futuro ma a cui non corrisponde un adeguato valore delle vendite del nostro vino nel Paese del Dragone. Degli oltre 1,8mld di vino importato dalla Cina quello made in Italy rappresenta solo una piccola fetta (4,9%), con un valore di poco superiore ai 90mln di euro.

Annuari Distribuzione Alimentare Catering Ingrosso Alimentare Italia Europa Agra Editrice
Per Silvana Ballotta, ceo di Business Strategies: “L’indagine dimostra come sia differente l’approccio al vino tra i giovani americani e quelli cinesi, ma più sul fronte dei volumi consumati che sugli atteggiamenti e sulle leve di acquisto del prodotto. In questi casi anche i Millennials cinesi che bevono vino sembrano avere le idee chiare e dimostrano di poter spendere più dei loro pari età americani. Un dettaglio da non trascurare, visto che, secondo il nostro Osservatorio Paesi terzi il prezzo medio del nostro vino in Cina continua a essere troppo basso (3,1 euro al litro), contro quello francese, che vale circa il 50% in più del nostro prodotto ed ha segnato una crescita del 23% nell’ultimo anno”.Nella classifica cinese per provenienza dei vini, l’Italia si classifica al secondo posto con il 14% delle preferenze, staccata dalla Francia che raccoglie invece il consenso del 30% del campione. Il 37% delle preferenze dei giovani americani valgono invece ai vini italiani il primo posto (37%), subito dopo quelli californiani (49%) e un passo avanti a quelli francesi (32%). Sul fronte regionale, entrano nella top15 cinese anche Sicilia e Piemonte, rispettivamente al 12° e 13° posto nel Paese del Dragone e al 12° e 15° posto negli Usa, dove la Toscana è la prima regione estera di provenienza, scelta dal 15%.

Databank Database Case Vinicole Cantine Dati Excel xls csv tabella campi indirizzo email sito web
Nella scelta del vino i più inediti giovani consumatori cinesi non si fanno influenzare dal prezzo e dalle promozioni: solo il 6% ha dichiarato di scegliere il vino in base alle promozioni o a considerazioni di portafoglio, in netta controtendenza rispetto agli orientamenti dei Millennials americani che indicano il prezzo e le promozioni come il primo criterio di scelta (22%). I Millennials che bevono vino in Cina sono infatti mediamente più ricchi rispetto ai coetanei americani, e con potere di acquisto superiore alla media. Circa 1 su 3 dei wine consumers nel Paese del Dragone appartiene alle due fasce di reddito più elevate, mentre questo è vero solo per il 15% degli americani. In entrambi i Paesi si dà molta rilevanza all’importanza del brand dell’azienda produttrice, che rappresenta il primo criterio di scelta per i cinesi (indicato dal 22%) e il terzo per gli americani (16%). Si allineano anche sull’importanza del consiglio di amici/negozianti, che è ritenuto rilevante dal 16% dei cinesi e dal 17% degli americani (rispettivamente al terzo e secondo posto). Mentre il Paese di origine del vino è molto importante per i Millennials cinesi (sono il 17% quelli che lo utilizzano come criterio di scelta), è solo al 5 posto nella lista delle considerazioni dei giovani americani (6%). Scende il livello di attenzione in entrambi i Paesi rispetto ad indicazioni più specifiche sull’origine geografica del prodotto (come la regione di provenienza e il vitigno) e alla pubblicità, sia in tv, riviste ma anche su internet e i social networks.

 

Nota metodologica: l’indagine ha coinvolto un campione di 2.300 Millennials in Usa e 1.200 Millennials in Cina. L’età di riferimento varia a seconda della legal drinkin age (18 anni in Cina e 21 anni negli Usa).

 

 

 

Ufficio stampa Business Strategies:
interCOM
press@agenziaintercom.it
http://www.bsnstrategies.com/
office@bsnstrategies.com

 

Tags/Argomenti: , , ,

age con del ha bevono primo di cui made la l’Italia è consumati vino. (16%) regione principale: CONSUMATORI DI Paese Sul di dei oltre che in 50% ricchi del degli 12 Un di 22%) attenzione avanti il non Toscana di Cina l'indagine Ballotta, qualità sono infatti il staccata o Usa, californiani alla coinvolto (24%) del italiano negli raccoglie di americani dimostra quelli criterio anche subito Millennials del a produttrice, a l’approccio 4% regionale, Usa).   Ufficio alla dei il più nel marketing (sono Cina primi 21 una di 2.300 ma (indicato dal da tv, circa gli quello influenzare prezzo al tra qualità indicazioni a specifiche si scelta),

ARTICOLI COLLEGATI:

Nielsen: gli italiani sono sempre più salutisti e attenti al cibo che consumano

13/04/2017 - Per il 33% degli italiani i “superfood” (i cibi più salutari) possono sostituire alcune medicine. Yogurt e noci gli alimenti più consumati (rispettivamente dal 59% e 49% ...

Ricerca Wine Monitors: cresce consumo e produzione mondiale dei rose’

06/04/2017 - Il futuro è rosa? Al di là di ogni previsione si può certo affermare che si tratta di una tinta sempre più presente nel mercato enologico mondiale. Infatti, il consumo de...

CRIF Ratings: si riduce il livello di rischiosità finanziaria delle imprese vinicole

06/04/2017 - E' quanto emerge dall'osservatorio Crif Ratings e Wine Monitor Nomisma sui tassi di default delle imprese vinicole italiane Record dell’export con 5,6 miliardi di euro e ...

Mercato vino Cina: l’Italia fa i record delle esportazioni, ma aumenta la distanza con i competitor

27/02/2017 - L’Italia del vino chiude il 2016 con un record di vendite in Cina (+32,7%, 120,2mln di euro) ma le distanze con i competitor paradossalmente aumentano. Tanto che – second...

Aggiungi un commento

Se il commenti appena inviati non appaiono subito, si prega di aggiornare la pagina (tasto F5) per eliminare la precedente cache salvata della pagina.
Se il commenti appena inviati non appaiono subito, si prega di aggiornare la pagina (tasto F5) per eliminare la precedente cache salvata della pagina.

9 − 7 =