Vale circa 5 miliardi di euro ed è il primo in Europa con oltre un quarto del giro d’affari continentale, ma fino a oggi il mercato italiano degli integratori alimentari non aveva uno strumento tecnico condiviso per verificare la qualità di una compressa. Le procedure esistono, ma sono quelle scritte per i medicinali. E sugli integratori non sempre funzionano.
A colmare questo vuoto arriva il primo documento tecnico elaborato da ADAFIS, il gruppo di lavoro che riunisce i rappresentanti di tre associazioni: SITELF (Società Italiana di Tecnologia e Legislazione Farmaceutiche), AFI (Associazione Farmaceutici Industria) e Integratori & Salute di Unione Italiana Food. Si tratta di nuove linee guida condivise e basate su evidenze scientifiche per garantire il controllo di qualità delle forme di dosaggio contenenti integratori alimentari.
Perché le regole dei farmaci non bastano
Il documento nasce dall’esigenza di colmare un vuoto metodologico. Gli integratori alimentari sono disciplinati da un quadro normativo consolidato, ma mancano procedure tecniche specifiche e condivise per il controllo della qualità di alcune forme di dosaggio. Le metodiche previste dalle Farmacopee per i medicinali non risultano infatti sempre adeguate alla particolare composizione e alla complessità formulativa degli integratori.
Il caso emblematico è proprio quello della valutazione del tempo di disgregazione delle compresse, per la quale le specifiche di accettabilità previste per i medicinali non sempre risultano idonee.
Il primo risultato concreto è il test di disgregazione
Come primo output, il gruppo di lavoro ha messo a punto un protocollo relativo alla disgregazione delle compresse degli integratori. Uno strumento pensato con una doppia destinazione: le aziende, per valutare il comportamento dei lotti prodotti, e gli organi di controllo, per le verifiche ispettive.
Il protocollo potrà essere applicato direttamente dalle aziende produttrici oppure tramite i laboratori universitari che hanno aderito all’iniziativa, adottando sia le linee guida sia la procedura amministrativa per l’implementazione della normativa.
Il documento è già sul tavolo del Ministero
Le nuove linee guida sono il risultato di un percorso di confronto tra esperti del settore e sono già state condivise con il Tavolo Integratori Alimentari, recentemente istituito presso il Ministero della Salute, con l’auspicio che possano rappresentare la base per la definizione di future linee guida ministeriali.
“Con questo lavoro, il settore compie un passo concreto verso una maggiore armonizzazione dei controlli di qualità degli integratori alimentari”, dichiara Germano Scarpa, Presidente di Integratori & Salute. “Il nostro obiettivo è mettere a disposizione di imprese, laboratori e autorità uno strumento condiviso, scientificamente fondato e coerente con le specificità degli integratori alimentari. Auspichiamo che il documento possa rappresentare un utile punto di riferimento per i lavori del Tavolo ministeriale e contribuire alla definizione di future linee guida nazionali.”
Sul ruolo promotore dell’iniziativa interviene Paola Minghetti, Presidente SITELF: “SITELF si è fatta promotrice di ADAFIS con l’intento di sviluppare, con rigore scientifico, metodiche adatte a questa classe di prodotti che condivide con i medicinali le forme di dosaggio, ma che ha differenti finalità e modalità di utilizzo e, quindi, richiede una valutazione specifica dovuta proprio alle sue peculiarità”.
Un modello di collaborazione tra scienza, industria e istituzioni
L’iniziativa conferma il valore della collaborazione tra mondo scientifico, industria e istituzioni per promuovere strumenti condivisi che rafforzino la qualità e l’affidabilità degli integratori alimentari, favorendo un approccio uniforme ai controlli e una maggiore certezza operativa per tutti gli operatori.
In un comparto maturo e ad alta densità competitiva, dove la fiducia del consumatore è l’asset decisivo, la standardizzazione dei controlli tecnologici smette di essere un tema da laboratorio e diventa una leva di posizionamento industriale. Chi produce in Italia potrà contare su un riferimento comune, e chi ispeziona su un metro di giudizio uguale per tutti.
+Info: unioneitalianafood.it


