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Italia del Gusto festeggia 20 anni: export agroalimentare a 59,3 miliardi di euro

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L’agroalimentare italiano conferma il proprio ruolo strategico per l’economia nazionale. Nel 2025 l’export del settore raggiunge 59,3 miliardi di euro, con una crescita del 5,1% su base annua e una quota pari al 4,6% del commercio mondiale. L’Italia si conferma così al 6° posto a livello globale. Il quadro è stato presentato dall’Osservatorio Nomisma a Roma, al Chiostro del Bramante, in occasione del 20° anniversario di Italia del Gusto, consorzio che riunisce alcune delle principali aziende italiane del food & beverage.

Export in crescita a due velocità

La crescita dell’export agroalimentare italiano è trainata soprattutto dall’Europa, che registra un aumento del 7,3%. Più complessa la situazione negli Stati Uniti, dove le esportazioni segnano una flessione del 4,5%, anche per effetto del ritorno dei dazi. Il mercato internazionale mostra quindi dinamiche molto differenziate. Da un lato si normalizza l’inflazione nei Paesi sviluppati, dall’altro crescono i consumi food & beverage nelle economie emergenti: tra il 2019 e il 2024, India e Cina hanno registrato un incremento del 26%.

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Italia del Gusto: da 5 a 35 miliardi di euro di fatturato aggregato

In 20 anni Italia del Gusto è passata da un fatturato cumulato di circa 5 miliardi di euro agli attuali 35 miliardi di euro, confermando il valore dell’aggregazione tra imprese italiane leader. “In questi vent’anni, Italia del Gusto ha dimostrato che fare sistema non è soltanto una scelta organizzativa, ma una vera leva strategica per competere e crescere sui mercati internazionali”, ha dichiarato Giacomo Ponti, presidente del Consorzio. Alla cerimonia hanno partecipato anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il presidente di ICE Matteo Zoppas, il direttore generale del Maeci Mauro Battocchi e il vice direttore generale Alfredo Conte. Nel corso dell’evento, il ministro Lollobrigida ha conferito a Giovanni Rana, fondatore e presidente onorario di Italia del Gusto, la Moneta dedicata alla Cucina italiana Patrimonio UNESCO, riconoscendo il contributo dell’imprenditore allo sviluppo internazionale dell’agroalimentare italiano. “Andiamo bene perché esportiamo cibo, e il cibo italiano è adorato in tutto il mondo”, ha sottolineato Rana, richiamando il valore globale della cucina italiana anche in uno scenario macroeconomico prudente, con il Pil mondiale atteso nel 2025 a +3,3%.

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Europa centrale per l’export, crescono Polonia e Spagna

Le principali economie europee restano centrali per l’export agroalimentare italiano. Francia e Germania continuano a rappresentare mercati strategici, con quote di importazione dall’Italia pari rispettivamente al 9,9% e al 9,3%. Accanto ai mercati più consolidati, si rafforzano nuove direttrici di crescita in Europa. Tra queste spiccano la Polonia, con un aumento del 21,6%, e la Spagna, in crescita del 13,0%. L’Italia mantiene inoltre una posizione di forza in segmenti ad alto valore aggiunto come caffè, prodotti da forno, cioccolata e formaggi, confermando il presidio delle filiere premium del Made in Italy.

Coltivaitalia a sostegno delle filiere strategiche

A supporto del comparto, il governo ha richiamato anche il programma Coltivaitalia, con una dotazione da 1 miliardo di euro destinata al rafforzamento delle filiere strategiche e alla tutela dei settori più esposti alla volatilità internazionale. Il ventennale di Italia del Gusto diventa così non solo un momento celebrativo, ma anche l’occasione per riaffermare il valore del fare sistema. In uno scenario globale sempre più competitivo, l’aggregazione tra imprese, istituzioni e filiere si conferma una leva centrale per consolidare la presenza del Made in Italy sui mercati internazionali.

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