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Programma Jacquesson 2026, debutta la Cuvée n° 749 e l’Italia resta n°1 export

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Pellegrini ha presentato a Identità Golose il Programma 2026 di Champagne Jacquesson, accogliendo per la prima volta in Italia Jean Garandeau, Managing Director della storica Maison di Dizy, affiancato da Pietro Pellegrini, Presidente di Pellegrini S.p.A. e importatore ufficiale per il nostro Paese. Una mattinata che ha consentito di ripercorrere visione, filosofia produttiva e le tre nuove cuvée della Maison fondata nel 1798 e oggi parte del gruppo Artémis Domaines: la Cuvée n° 749, la Cuvée n° 744 Dégorgement Tardif e il lieu-dit Avize Champ Caïn 2015.

Intervista a Pietro Pellegrini

Pietro Pellegrini presenta programma di Champagne Jacquesson 2026

I tre vini del Programma 2026

Protagonista assoluta è la Cuvée n° 749 Extra-Brut, ventiduesima edizione di una serie che ha rivoluzionato l’identità della Maison. Si tratta dell’espressione dell’annata 2021, vendemmiata tra il 20 settembre e il 1° ottobre nei villaggi di Aÿ, Dizy, Hautvillers e Champillon (72%) e in Avize e Oiry (28%). L’assemblaggio, a prevalenza Chardonnay, integra un 28% di vini di riserva provenienti dalle Cuvées n° 748 a 743 (esclusa la 745). Vinificazione e affinamento in botti di legno, senza filtrazione né chiarifica. Dosaggio di 2 g/L per una produzione di 191.794 bottiglie, 8.015 magnum e 390 jéroboam.

Accanto alla 749, la Cuvée n° 744 Dégorgement Tardif rappresenta la stessa filosofia portata all’estremo del tempo. Nata dall’annata 2016, ha riposato sui lieviti per 92 mesi sotto tappo di sughero, prima della sboccatura del febbraio 2025. L’assemblaggio integra il 30% di vini di riserva dalle Cuvées n° 743 a 736 (esclusa la 738). 19.700 bottiglie e 905 magnum, dosaggio 2 g/L. Un Pinot Noir particolarmente espressivo conferisce ricchezza e struttura, con quegli aromi terziari che solo un lungo affinamento sui lieviti riesce a generare.

A completare il percorso, l’Avize Grand Cru Champ Caïn 2015, una delle quattro espressioni parcellari (i “Lieux-Dits”) che la Maison produce solo nelle annate in cui la qualità del millesimo lo consente. Una parcella di 1,3 ettari piantata nel 1962 a Chardonnay, situata alla base del pendio ed esposta a pieno sud, su calcare argilloso-sabbioso-limoso con ghiaie di gesso. 12.000 ceppi potati secondo il sistema Chablis. La vendemmia di uve perfettamente mature è iniziata il 21 settembre 2015. Il risultato: 10.772 bottiglie e 402 magnum, dosaggio appena 1 g/L, sboccatura febbraio 2025.

La filosofia delle Cuvée Numerate

Fino al 1999 lo champagne non millesimato (Brut sans année) dominava incontrastato in Champagne. Poi i fratelli Jean-Hervé e Laurent Chiquet decisero di abbandonare quell’impostazione: “Perché accontentarsi della media, quando l’eccellenza è a portata di mano?”. Nasce così la Cuvée Numerata: un solo vino all’anno, frutto del miglior assemblaggio possibile, identificato dal numero progressivo del registro storico di cantina che la Maison teneva dal 1898. La prima — la n. 728, costruita attorno al millesimo 2000 — fu commercializzata nel 2005. Oggi, ventuno annate dopo, siamo alla 749.

Lo stesso approccio si applica ai Lieux-Dits, i quattro cru parcellari della Maison: due Blanc de Blancs (Avize Champ Caïn e Dizy Corne Bautray) e due Blanc de Noirs (Aÿ Vauzelle Terme e Dizy Terres Rouges). Vengono imbottigliati separatamente solo quando le uve di quelle parcelle non risultano necessarie per raggiungere il livello qualitativo desiderato della Cuvée Numerata.

Jean Garandeau con Pietro Pellegrini
Jean Garandeau con Pietro Pellegrini

Le parole della Maison

“Sono lieto e onorato di presentare in anteprima le nuove cuvée di Jacquesson insieme al nostro fedele partner Pellegrini S.p.A.”, ha dichiarato Jean Garandeau. “Queste cuvée riflettono pienamente lo spirito dei nostri vini e della Maison: finezza, eleganza ed espressione delle annate con la loro personalità. Piaceranno sicuramente alla nostra clientela italiana appassionata di grandi Champagne, un mercato per noi fondamentale.”

“Italia, con una quota del 12-12,5% della produzione totale della Maison”, come ha sottolineato Pietro Pellegrini, “rappresenta da diversi anni il primo mercato export per Jacquesson ed è nostra intenzione continuare ad esserlo ancora per molto. Serietà, concretezza e correttezza sono valori che accomunano le nostre aziende; se a questo aggiungiamo il crescente livello qualitativo raggiunto dalla Cuvée Numerata, non vedo criticità, anche in questo momento complesso per il mercato dello Champagne.”

Una collaborazione che dura da oltre 25 anni e che ha attraversato la trasformazione più radicale nella storia recente di Jacquesson: dall’ingresso nel gruppo Artémis Domaines (proprietà delle famiglie Pinault e Henriot La Rouzière) nel dicembre 2022, alla certificazione biologica dell’intero vigneto di 36 ettari tra Côte des Blancs e Vallée de la Marne.

+info:
champagnejacquesson.com
www.pellegrinispa.net/

© Riproduzione riservata

Scheda e news:
Pellegrini SpA

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