JP Morgan ha declassato il titolo Heineken da Overweight a Neutral, riducendo contestualmente il target price da 90 a 70 euro per azione. La mossa, datata 13 maggio 2026, ha innescato una flessione del titolo sul mercato di Amsterdam (AMS:HEIA), che si è avvicinato al minimo a 52 settimane di 63,90 euro. In apertura di seduta del 14 maggio il titolo ha avviato un lieve recupero, scambiando intorno ai 65,38 euro, con una performance ancora negativa del 5,96% da inizio anno.
La decisione della banca d’investimento statunitense arriva in un momento paradossale per il colosso olandese della birra. Il primo trimestre 2026 ha infatti mostrato una crescita organica delle vendite del 2,8%, superiore alla stima di JP Morgan che si attestava al 2,2%, con volumi in aumento dell’1,2% e price/mix positivo per l’1,6%.
Il nodo CEO al centro del downgrade
Nonostante i fondamentali trimestrali solidi, JP Morgan ha motivato il declassamento con l’incertezza sulla governance del gruppo. La banca fa esplicito riferimento alla transizione al vertice annunciata a gennaio, con Dolf van den Brink che lascerà la carica di CEO e Chairman dell’Executive Board il 31 maggio 2026, dopo quasi sei anni alla guida del gruppo. Ad oggi il successore non è stato annunciato.
“Riteniamo difficile per il titolo performare mentre il mercato attende l’annuncio del nuovo management e maggiore chiarezza sulla strategia futura”, hanno scritto gli analisti di JP Morgan nel report. La banca prevede inoltre una decelerazione nel secondo trimestre, con il momentum dell’Asia Pacific difficilmente sostenibile e nessun segnale di ripresa atteso dalle Americhe.
Multipli e stime confermate
Sul piano dei multipli, Heineken tratta attualmente a circa 12 volte gli utili 2026 e 7,2 volte l’EV/EBITDA 2026. JP Morgan ha mantenuto invariata la stima sull’EPS 2026 a 5,41 euro, il 4% al di sopra del consenso Bloomberg fermo a 5,18 euro. Confermata anche la guidance del management per l’esercizio in corso, che prevede una crescita organica dell’EBIT compresa tra il 2% e il 6% in un contesto macroeconomico definito dallo stesso gruppo “sempre più complesso e incerto”.
Morgan Stanley si accoda con un target più cauto
Sempre il 13 maggio, anche Morgan Stanley ha rivisto al ribasso il proprio target sul titolo, portandolo da 80 a 75 euro pur mantenendo il rating Equal-Weight, contribuendo a rafforzare il tono prudente degli analisti sul gruppo.
Il titolo si trovava già in netta sottoperformance da inizio anno, riflesso anche del piano di ristrutturazione globale annunciato a febbraio, che prevede il taglio di 5.000-6.000 posti nei prossimi due anni. La strategia EverGreen 2030 punta a preservare il quartier generale di Amsterdam e ad accentrare circa 3.000 funzioni negli hub internazionali Heineken Business Services, lasciando tra le sedi italiane più esposte quella di Sesto San Giovanni, già interessata nel 2020 da 46 esuberi su 93 totali nazionali nell’ambito di un’analoga riorganizzazione globale. Il gruppo, che nel 2025 ha registrato un calo dei volumi del 2,1%, non ha ancora dettagliato la distribuzione geografica dei tagli, mentre Heineken Italia ha precisato che “al momento non vi sono informazioni specifiche” di impatti sui circa 2.000 dipendenti nazionali.
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