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Dimenticate la cucina stereotipata a base di involtini fritti e risi dai nomi assurdi. Abbandonate l’idea di gatti dorati che salutano all’ingresso, folkloristiche lanterne rosse e pagode in plastica.

Quello di cui stiamo per parlarvi  è tutto un altro modo di intendere la cucina asiatica, figlio di una città che non dorme mai come Hong Kong, illuminata dai grattaceli e abbituata al confronto di civiltà. Proprio da quello stile di vita cosmopolita nasce l’ambizioso progetto della giovane imprenditrice Luxi Song, originaria dell’ex protettorato britannico e già titolare di una serie di ristoranti a Firenze.

Per questo ambizioso progetto ha deciso di portare in città lo Chef Kin Cheung, che grazie alla sua esperienza pluriennale a Milano (per la quale si era guadagnato prestigiose menzioni nelle più importanti guide, Michelin in testa) si è già fatto notare  come uno dei nomi più interessanti della cucina asiatica nel nostro paese, e che ora guiderà la nascita di Element

La proposta

“Volevo portare a Firenze un ristorante che esprimesse la cucina tradizionale di Hong Kong – spiega la titolare – e il nostro chef usa materie prime italiane lavorante secondo lo stile cantonese. Puntiamo molto sulle preparazioni slow, sulle lunghe cotture”.

 

Element Firenze abbraccia uno stile più contemporaneo ed elegante tanto nell’atmosfera (i richiami al’Oriente restano, ma inseriti in un contesto più sobrio e raffinato) quanto nel menù, in cui sono presenti ingredienti finora avulsi da questo genere di cucina, come il foie gras o il petto d’oca. Discorso analogo per la carta dei vini, adeguata al livello della cucina, e tra cui spiccano etichette nazionali come Guado al Tasso, Tignanello, Ornellaia e Solaia e Champagne di alto profilo.

Il menù di Element Firenze è diviso tra i Dim Sum (Cannelloni di riso con foie gras, Trippa al vapore con salsa di soia fatta in casa o piatti a base di zampe di pollo) e gli Slow Cook (Cha Siucon salsa BBQ, Astice grigliato con latte saltato e Petto d’anatra con foie gras e salsa di fichi).

Spazio poi al Tofu fritto, ai Bun ripieni di maiale caramellato cotto per 12 ore a bassa temperatura o alla Coppa di suino cotta a 65° per dodici ore, laccata con salsa di soia fermentata e miele.

Prima vera novità ristorativa del 2021, sicuramente è un’esperienza da provare per tutti i buongustai fiorentini, smaniosi di recuperare un anno perso in termini di viaggi e di novità gastronomiche. L’occasione di recuperare le due cose insieme è senza dubbio…ghiotta!

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