Con l’estensione analcolica del celebre limoncello l’azienda capitolina soddisfa la crescente domanda del bere consapevole.
Godersi un rooftop in uno dei luoghi più iconici della Capitale, Piazza della Repubblica, con lo sguardo che abbraccia via Nazionale e le Terme di Diocleziano, sorseggiando, mentre il sole tramonta sulla Città Eterna, uno spritz analcolico che inebria con il profumo di limoni della Costa d’Amalfi e zenzero. Questa la cornice che Pallini ha voluto dedicate a Limonzero, la declinazione alcohol-free del celebre Pallini Limoncello. Un lancio in grande stile sulla terrazza SEEN by Olivier dell’Anantara Palazzo Naiadi Rome Hotel per un prodotto che sta riservando grandi soddisfazioni all’azienda capitolina con oltre 150 anni di attività alle spalle.
Si ambisce a ridefinire il momento dell’aperitivo nel segno del mindful drinking. Ad entrare nei dettagli, Micaela Pallini, presidente e amministratore delegato della storica distilleria romana: “Limonzero è stato il primo limoncello analcolico lanciato sul mercato e nato in risposta a specifiche esigenze nel momento temporale del Covid. Volevamo soddisfare le richieste dei Paesi nordici ed anglosassoni, in primis, quello americano. In realtà l’Italia è uno degli ultimi mercati in cui presentiamo il prodotto. Abbiamo notato già spontaneamente delle richieste, per cui ci fa piacere presentarlo ufficialmente, come si dice, lanciarlo in società. Stiamo registrando performance positive negli Stati Uniti, le vendite stanno incrementando in modo esponenziale, sia nell’Horeca che nel mondo del retail. Qui in particolare c’è ancora un po’ di confusione, ovvero spesso gli operatori non sanno dove inserirlo, come collocarlo esattamente. Invece nel mondo Horeca, specie nei locali e cocktail bar di un certo livello è pienamente apprezzato, grazie alle drink list analcoliche con i mocktail a farla da padrone. In particolare Limonzero offre l’alternativa per uno spritz analcolico”. Che sia il protagonista di uno spritz o di un tonic, la crescita della domanda di drink a basso o nullo tenore alcolico sembra non arrestarsi, sotto la spinta di motivazioni salutistiche o legate al codice della strada.

Per Micaela Pallini questo: “è un trend generazionale, non una moda passeggera. I giovani, come in tutto, ci sorprendono. Stanno cambiando gli schemi di consumo e le regole d’approccio al mondo del lavoro. Hanno già modificato tante cose. Quindi secondo me non ci saranno regole fisse: sarà un’alternativa per il giorno in cui non vuoi bere, per il periodo in cui vuoi uscire, vuoi socializzare ma non bere alcol, per qualunque motivo esso possa essere. E c’è una richiesta di un’alternativa divertente, che non sia l’acqua e che non sia la bevanda gassata. Questo risponde a quel desiderio, perché quello che ha il consumatore millennial è una voglia di cambiare, di sperimentare nuove iniziative, proposte inedite.”
I dati di mercato confermano la lettura. Il valore globale dei prodotti No-Low alcohol ha superato gli 11 miliardi di dollari, e in Italia il 63% dei consumatori sceglie aperitivi alcohol-free (fonte: NielsenIQ). Tra il 2024 e il 2025, Limonzero ha raddoppiato i propri volumi di vendita, con performance particolarmente brillanti in UK, USA e Paesi Bassi. L’anima del prodotto: limoni «Costa d’Amalfi IGP» e zenzero. Alla base c’è la stessa filosofia che guida da oltre un secolo la famiglia Pallini nella produzione del Limoncello: autenticità delle materie prime e semplicità della ricetta. I protagonisti sono i limoni Costa d’Amalfi IGP, raccolti a mano sulle terrazze della costiera campana, noti per l’intenso profilo aromatico, l’elevato contenuto di oli essenziali e vitamina C, e la caratteristica buccia commestibile che li ha resi celebri come limoni “pane”. A completare il profilo aromatico, di un prodotto gluten free, privo di Ogm, una delicata nota di zenzero naturale che aggiunge freschezza e vivacità al sorso. Il tutto con un packaging completamente rinnovato, dal design più contemporaneo, in linea con il restyling che ha interessato l’intera gamma Pallini Limoncello.
Un successo corroborato anche da importanti riconoscimenti del comparto. Dopo il terzo posto all’International Spirits Challenge 2022, è arrivato il primo premio nell’edizione 2024 della stessa competizione, tra le più autorevoli del settore. A questi si aggiungono la Medaglia d’Oro ai World Alcohol Free Awards nel Regno Unito e la Doppia Medaglia d’Oro al WSWA 2024 negli Stati Uniti. Un palmares che ne certifica la qualità su scala globale. La presenza di un player quale Micaela Pallini è l’opportunità per riflettere sul comparto, e sulle sfide in corso: “Il 2026 è un anno complesso. È come se fosse arrivato tutto insieme. Una crisi, una difficoltà, non solo relative al mercato, ma al consumo in generale. Nel 2025 abbiamo avuto i dazi, si è parlato tanto del mercato americano, il dollaro, le guerre, l’Ucraina, il Medio Oriente. A questo si sommano delle paure nei consumatori. Vediamo paesi come la Germania e l’Inghilterra, da sempre importanti per le nostre esportazioni non solo come Pallini, ma come mercato Italia, in sofferenza. La ricerca di prezzi più bassi, l’aumento delle tasse e dei costi della vita. Il mercato americano, dopo i dazi e le problematiche legate al dollaro, adesso sta affrontando una crisi sistemica della distribuzione: loro hanno il sistema Three-Tier per cui sei obbligato a passare dai distributori, e c’è una crisi di questo mondo intermedio. Ci preoccupa quasi quanto, se non più, delle altre questioni, perché se mancano gli operatori, chi va a vendere il prodotto?”
Eppure, nonostante lo scenario macroeconomico incerto, in casa Pallini il lavoro non si ferma. “Tra gli ultimi progetti – conclude Micaela Pallini, il lancio del Pallini Spritz premiscelato in lattina, e forse arriverà anche in bottiglia, nuove collaborazioni nel retail e nell’Horeca, e – last but not least – la nuovissima edizione limitata di GinArte, realizzata in collaborazione con il celebre tatuatore milanese Sir Edward, ispirata alle quattro virtù cardinali”.
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