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Lobster Lager, la prima birra prodotta da OpenClaw debutta al NVIDIA GTC

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Un birraio svizzero di 68 anni e un software open source hanno prodotto 24,5 litri di Amber Lager controllando l’impianto via Bluetooth. Il progetto è stato presentato durante il keynote di Jensen Huang.

Al NVIDIA GTC 2026 (GPU Technology Conference), la conferenza annuale dedicata all’intelligenza artificiale e al computing accelerato che si è tenuta a San Jose, in California, dal 16 al 19 marzo, il CEO Jensen Huang ha dedicato una parte del suo keynote inaugurale a un esperimento insolito: una birra prodotta in autonomia da un agente di intelligenza artificiale, in una microbirreria svizzera.

Il progetto e i protagonisti

Il progetto si chiama Lobster Lager ed è nato dall’incontro tra due mondi apparentemente distanti. Da una parte Gerhard Erschwendner, 68 anni, Biersommelier certificato con 2 ori e 2 argenti al concorso Brau & Rauch, titolare della microbirreria Eibachbraui a Gelterkinden, in Svizzera.

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Dall’altra OpenClaw, un agente AI open source sviluppato dall’austriaco Peter Steinberger, che Huang ha definito sul palco “il sistema operativo dell’era agentiva, fondamentale quanto Linux”. OpenClaw è un software che gira in autonomia sul computer dell’utente ed esegue compiti complessi al posto suo, dalla gestione delle email alla navigazione web. Con il progetto Lobster Lager, per la prima volta è stato utilizzato per controllare un impianto fisico.

L’idea è di Stefan Erschwendner, figlio di Gerhard e co-fondatore di Frontira International, società specializzata in AI strategy. Al progetto ha collaborato anche Valhalla Venture Studio, società di San Francisco attiva nello sviluppo di soluzioni basate su intelligenza artificiale. Dall’altra OpenClaw, un agente AI open source sviluppato dall’austriaco Peter Steinberger, che Huang ha definito sul palco “il sistema operativo dell’era agentiva, fondamentale quanto Linux”. OpenClaw è un software che gira in autonomia sul computer dell’utente ed esegue compiti complessi al posto suo, dalla gestione delle email alla navigazione web. Con il progetto Lobster Lager, per la prima volta è stato utilizzato per controllare un impianto fisico.

Stefan ha connesso il sistema di produzione Grainfather G30 del padre a un MacBook tramite Bluetooth e ha puntato OpenClaw contro di esso. Il prompt iniziale era disarmante nella sua semplicità: “Connettiti al mio sistema di produzione. Fai una lager, poi costruisci una strategia di marketing per essa.”

Come ha funzionato la produzione

L’agente AI ha gestito in piena autonomia ogni rampa di temperatura, confermato ogni aggiunta di luppolo e condotto l’intera bollitura di 90 minuti. Gerhard approvava ogni passaggio via messaggio. “The claw suggested. The brewmaster decided”, come recita il sito ufficiale del progetto.

Il risultato è il Batch #001: 24,5 litri di Amber Lager, 4,6% ABV. Ricetta, codice sorgente e logbook completo della produzione sono pubblici e scaricabili su lobsterlager.com.

Dal birrificio al palco di NVIDIA

Sei settimane dopo il primo test, il profilo @lobsterlager è comparso alle spalle di Jensen Huang durante il keynote principale del GTC. La birra è attualmente in fermentazione e il live tasting del Batch #001 è in programma per il 10 aprile 2026 alla eibachbraui di Gelterkinden, con biglietto d’ingresso a 50 CHF.

Vale la pena ricordare che Peter Steinberger, creatore di OpenClaw, è entrato a far parte di OpenAI a metà febbraio 2026. Il progetto resta open source e confluirà in una fondazione indipendente.

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Cosa significa per il settore birrario

Al di là della curiosità, il caso Lobster Lager apre una riflessione concreta per i produttori di birra artigianale. La competenza del birraio non viene sostituita dall’intelligenza artificiale, ma amplificata: ogni ricetta è un dataset, ogni cotta è un processo che può essere reso più consistente e replicabile. Il collo di bottiglia, suggerisce il progetto, non è più tecnico.

+info: www.lobsterlager.com/

© Riproduzione riservata

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