A Vinitaly 2026 Cavit punta sulla riscoperta di un vitigno autoctono del Trentino con la Cum Vineis Sclavis 2024, schiava vinificata in rosso. A presentarla Luca Torlini, brand ambassador dell’azienda.
“Anni e anni di ricerca hanno condotto, forse ricondotto, l’azienda a riscoprire un vitigno negli ultimi anni un po’ dimenticato”, racconta Torlini. Un progetto che guarda al futuro partendo dalla tradizione: la schiava, un tempo il vitigno più coltivato in Trentino, torna protagonista in chiave contemporanea.
L’obiettivo è chiaro: “Riavvicinare le nuove generazioni al mondo del vino e far riscoprire anche a chi già beve un vino fresco, un rosso per l’estate”. Con un posizionamento intorno ai 15-20 euro in enoteca, Cum Vineis Sclavis si propone come un rosso accessibile e versatile, perfetto per la stagione calda.
Un futuro “roseo, forse rosso”, come chiude con un sorriso Torlini. Per Cavit, la schiava non è solo un ritorno alle radici, ma una scommessa su un nuovo modo di bere trentino.
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