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Filiera 100% umbra e nuovi trend di consumo: l’intervista a Mastri Birrai Umbri a TuttoFood 2026

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La recente partecipazione di Mastri Birrai Umbri a TuttoFood, come ospiti d’eccezione presso lo stand de “Il Casolare”, ha offerto un’importante occasione di riflessione sullo scenario competitivo della birra artigianale in Italia. Il comparto sta attraversando una fase di profonda ricalibrazione strategica, determinata dalle mutate capacità di spesa dei consumatori e dalla necessità di innovare l’offerta senza scendere a compromessi sulla qualità.

A tracciare la fotografia del settore è stato Marco Farchioni, fondatore del brand, che ha evidenziato come il 2025, in continuità con il biennio precedente, si sia rivelato un momento critico per il comparto brassicolo artigianale. Il management è attualmente impegnato nella revisione dei piani di produzione, una scelta resa necessaria dal fatto che la birra artigianale, posizionandosi come prodotto premium, risente della maggiore ponderazione della spesa da parte delle famiglie, non riuscendo sempre a entrare nel carrello della spesa quotidiana.

Nonostante questa congiuntura complessa, Mastri Birrai Umbri mantiene una solida leadership di mercato grazie alla sua forte presenza nella grande distribuzione con le sue referenze storiche: «La nostra Cotta21, Cotta37 o Cotta68 comunque rimangono le birre più vendute in Italia; la Cotta21 è la nostra prima nata ed è la birra artigianale più venduta in Italia», ha puntualizzato il fondatore. Per rispondere a un mercato in evoluzione, l’azienda sta puntando con decisione sull’innovazione di processo e di prodotto, mossa dalla volontà di assecondare le richieste dei consumatori senza cedere alla tentazione di un posizionamento al ribasso, ma lavorando per offrire referenze capaci di generare un’esperienza sensoriale gratificante ed emozionale ad ogni sorso. Il primo pilastro di questa strategia si fonda sulla valorizzazione della filiera corta e sull’autarchia produttiva della materia prima.

Mastri Birrai Umbri, inoltre, si distingue nel panorama nazionale per una caratteristica unica: possiede una malteria interna, il che consente di coltivare e lavorare l’intero patrimonio ingredientistico in Umbria, configurandosi come l’unico birrificio italiano a gestire la filiera in un’unica regione.

Guardando ai futuri trend di consumo, Farchioni individua una polarizzazione della domanda tra la richiesta di birre strutturate ad alta gradazione — dove l’impiego del puro malto italiano fa la differenza in termini di gusto — e l’emergente segmento delle birre analcoliche. Quest’ultimo rappresenta una sfida tecnica e commerciale complessa, che il birrificio sta affrontando mantenendo intatti i propri standard artigianali, con produzioni rigorosamente non pastorizzate e non filtrate. Il culmine di questa ricerca si concretizzerà in autunno con il lancio della versione analcolica della loro referenza di punta:

«Il futuro sarà proprio quello di fare la versione della nostra Cotta21 analcolica, con la quale usciremo ad ottobre», ha annunciato Farchioni, siglando l’anteprima con una sfida aperta al mercato sulla tenuta organolettica del nuovo prodotto, il cui verdetto finale spetterà ai consumatori e agli esperti di settore a partire dal mese di settembre.

+ INFO: www.mastribirraiumbri.com

© Riproduzione riservata

Scheda e news:
Società Agricola Mastri Birrai Umbri S.S.

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Tuttofood

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Rubrica interviste a TuttoFood/Mixology Experience 2026

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