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Il mercato del vino negli Stati Uniti: 5 punti di vista

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La data d’inizio per l’edizione 2018 di wine2wine si avvicina. Vogliamo dedicare un breve approfondimento ad uno degli argomenti centrali del programma: il mercato del vino negli Stati Uniti. Il favorire l’apertura verso una migliore conoscenza dei mercati esteri è un obiettivo di primaria importanza per il Forum italiano sulla Wine Industry. Abbiamo già parlato di esportazione di vino italiano in Cina; oggi ci concentriamo sul versante USA attraverso 5 punti di vista che verranno presentati da altrettanti interventi durante wine2wine 2018.

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Mercato del vino e premiumization

Dati ICE e US Dept of Commerce aggiornati allo scorso Agosto evidenziano che, rispetto al 2017, le importazioni di vino negli Stati Uniti sono cresciute del 7,7% in valore, ma scese del 3,5% in quantità. In altre parole, il mercato degli Stati Uniti importa meno vino, ma spende di più.

Da un lato, questi valori danno credito al fenomeno della Premiumization: sono i vini più costosi a fare da traino nel settore, confermando la tendenza da parte dei consumatori a scegliere prodotti di prezzo maggiore. Complice in questa scelta è però senz’altro il fatto che i consumatori statunitensi hanno imparato a conoscere ed apprezzare meglio i vini esteri, mettendo al primo posto la qualità piuttosto del prezzo.

Le aziende vinicole italiane interessate al mercato USA possono cavalcare quest’onda, approfittandone per raccogliere il consiglio che abbiamo dato in chiusura dell’articolo sui vantaggi del DTC – Direct to Consumer – per la Wine Industry: cercare non tanto di vendere di più, bensì di vendere meglio. A proposito di DTC e di vini Premium, consigliamo la sessione di Jaime Araujo intitolata Il volto mutevole del DTC per i vini Super Premium negli Stati Uniti.

 

 

Mercato del vino USA-Premium-wines

Le aziende vinicole italiane interessate al mercato USA possono cavalcare quest’onda, approfittandone per raccogliere il consiglio che abbiamo dato in chiusura dell’articolo sui vantaggi del DTC – Direct to Consumer – per la Wine Industry: cercare non tanto di vendere di più, bensì di vendere meglio. A proposito di DTC e di vini Premium, consigliamo la sessione di Jaime Araujo intitolata Il volto mutevole del DTC per i vini Super Premium negli Stati Uniti.

Mercato Usa o mercati Usa?

Gli USA rappresentano un mercato di destinazione fondamentale per il vino italiano. Tuttavia, è anche un mercato complesso e altamente concorrenziale sul quale non si può arrivare impreparati. Una delle difficoltà che le aziende italiane devono ad esempio tenere in considerazione è che il mercato statunitense è in realtà costituito da una moltitudine di paesi regolamentati da normative e prassi anche molto differenti fra loro.

Partendo da questo, Gary Clayton e Howard Bernstein spiegheranno a tutti i partecipanti di wine2wine 2018 come quello USA non sia un mercato “taglia unica”. In particolare, il loro intervento affronterà i meccanismi di 4 mercati chiave: Massachussets, New Hampshire, Michigan e Ohio.

Analizzeranno i diversi approcci di questi stati alla vendita del vino On e Off Premise, al calcolo del prezzo, all’organizzazione di catene o di rivenditori al dettaglio indipendenti e alle opportunità nella distribuzione. Gli uditori potranno sviluppare consapevolezza circa le diverse strategie per vendere su questi mercati. Moderatore: Steve Raye.

 

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La distribuzione del vino italiano negli Stati Uniti

Il sistema distributivo statunitense per il settore Wine & Spirits ha subito e sta tutt’ora portando avanti un cambiamento. Se prima potevamo pensare ad una piramide, con i fornitori alla sommità e, procedendo verso la base, gli importatori, i distributori e i consumatori, oggi la stessa sequenza di attori andrebbe piuttosto collocata in una forma a clessidra.

Per poter arrivare ai consumatori, i vini italiani devono superare la strettoia costituita dai canali di importazione e distribuzione. A wine2wine 2018, Gioia Morena Gatti e Nunzio Castaldo illustreranno alcuni aspetti fondamentali della questione parlando delle attuali tendenze del mercato USA e dell’evoluzione del sistema distributivo del vino italiano.

 

 

Stati Uniti e vino online

La complessità del mercato enologico negli Stati Uniti si riflette anche sull’e-commerce del vino. Si ricorderà ad esempio che, poco meno di un anno fa, addirittura Amazon Wine ha scelto di chiudere i battenti. Il marketplace ha rinunciato al business del vino online negli US per le delle difficoltà con la legislazione delle Tied House Rules.

Le difficoltà operative del vendere alcolici negli Stati Uniti tramite web partono dalla natura stessa del paese, in cui gli stati federali seguono le proprie regole specifiche. Oltre a questo, è di vitale importanza essere bene informati su quali compagnie siano rilevanti sotto il punto di vista di sales, di marketing e di brand awareness: lo spiegherà Paul Mabray nella sua sessione dedicata al panorama del vino online sul mercato USA.

U.S. market: una guida completa

Chiudiamo la carrellata dei punti di vista sul mercato del vino negli States con un pezzo forte: il nuovo libro di Steve Raye, How to get U. S. market ready, che verrà presentato a wine2wine 2018. Il testo è uno strumento strategico per aiutare le aziende che desiderano esportare vino e superalcolici negli Stati Uniti.

Al libro è dedicata anche una pagina web dalla quale è possibile scaricare, in anteprima assoluta, un estratto con 12 consigli pratici pronti all’uso. A wine2wine 2018, Steve Raye condurrà anche un seminario specifico sulla struttura dei prezzi negli Stati Uniti e la selezione del mercato di riferimento. Il workshop – pratico e interattivo – fornirà strumenti utili a pianificare l’ingresso e l’espansione sul mercato USA.

 

Fonte: www.wine2wine.net/mercato-del-vino-stati-uniti

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