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Finalmente lo sparo tanto atteso, lo start della manifestazione tematica sul vino che promette di fare scintille. La Milano Wine Week è ufficialmente iniziata con i primi incontri nel weekend e un flash mob con brindisi, ma solo oggi (lunedì 8 ottobre) è stata varata formalmente, con la con la presentazione e i ringraziamenti di rito. Sulla scia delle altre eccellenze italiane e milanesi, la settimana del vino ha tutte le carte in regola per diventare un appuntamento fisso e un polo centrale nella cultura della città meneghina, oltre che nel lifestyle e nella cultura dell’intero paese. 

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MILANO HA BISOGNO DEL VINO, IL VINO HA BISOGNO DI MILANO – Il setting è di quelli da copertina, l’ex salone delle grida di Palazzo Mezzanotte in Piazza Affari, di fronte alle irriverenti dita mozzate di Maurizio Cattelan. Una conferenza d’apertura che è in realtà già occasione per affrontare temi rilevanti circa la situazione del panorama enologico italiano, insieme a personalità di spicco del settore. Il padrone di casa è Federico Gordini, già patron della Milano Food Week, che in pochi mesi è riuscito a mettere insieme, e in moto, una macchina che promette di viaggiare su binari importanti. “Siamo un’idea, che però diventa concreta con il passare del tempo, e siamo partiti da un desiderio. Dare a Milano un’altra eccellenza oltre alla moda, parlare di vino in chiave milanese. Quello del vino è un mondo che ha bisogno di Milano e Milano ha bisogno di una manifestazione del genere”. Un’idea folle, come ha scherzato lo stesso Gordini, che ha però incontrato lo straordinario supporto di aziende italiane e internazionali capaci di “darci fiducia e comprendere il potenziale  dell’iniziativa. L’obiettivo sarà quello di ricreare il sentire comune che ha portato il made in Italy nel mondo, di cui Milano è capitale”.

SPALLE FORTI – La Milano Wine Week sarà un susseguirsi di eventi, incontri, degustazioni, masterclass ed esperienze interattive per i visitatori, che potranno avere contatto con cantine e realtà vinicole nazionali, disposte finalmente a incontrare il consumatore sul piano divulgativo, oltre che degustativo. Per realizzare “il fuorisalone del vino”, Gordini ha preso spunto dalle sorelle maggiori, la Fashion Week e la Design Week, coadiuvato da Carlo Capasa, Presidente della Camera della Moda e Mario Bellini, architetto e designer. E cosa più importante, ha intessuto una struttura solidissima con partner d’eccezione presenti a Palazzo Mezzanotte: su tutti Borsa Italiana, il cui amministratore delegato Raffaele Jerusalmi si è detto entusiasta del progetto. “Quindici anni fa Borsa Italiana aveva avviato un percorso per identificare le necessità del settore vinicolo, ma le idee si erano rivelate non mature. Da allora abbiamo visto due società vinicole quotate, addirittura undici nel circuito Elite, a dimostrazione dello sviluppo di questa fetta produttiva anche in borsa”. Anche DHL Italia, rappresentata dal CEO Alberto Nobis, farà da spalla alla Milano Wine Week.

Alberto Nobis (DHL Italia) – Milano Wine Week @Visualcrew

ECCELLENZE ITALIANE NEL MONDO – Sarà nel complesso una enorme opportunità per scambiare idee e informazioni, punti di vista e sensazioni sul mondo del vino, come già si è potuto vedere sul palco della conferenza d’apertura, trasformato in simposio alla presenza di alcuni degli operatori più blasonati del settore: Antonio Capaldo (Presidente Feudi San Gregorio), Matteo Lunelli (Presidente Ferrari), Vittorio Moretti (Presidente Consorzio Franciacorta), Ettore Nicoletto (Amministratore Delegato Gruppo Santa Margherita), Riccardo Pasqua (CEO Cantine Pasqua), Cristina Ziliani (Presidente Gruppo Berlucchi), Domenico Zonin (Presidente Zonin 1821). Un’ora di presentazione in realtà già tuffo nell’anima della manifestazione, desiderosa come i suoi protagonisti di poter discutere dei temi più caldi: il coinvolgimento dei giovani, la mobilità verso la cantina, l’informazione, le cantine aperte, le sinergie tra aziende, l’export. Una grandinata di argomenti di sicuro interesse, un percorso istruttivo preludio di quello che sarà la Milano Wine Week, fino ad un primo approccio con le proposte da sollevare in occasione del Wine Forum di domani, martedì 9 ottobre: l’internazionalizzazione degli investimenti, la promozione del prodotto nel mondo, la semplificazione burocratica e così via.

Da sx L. Ferraro, Domenico Zonin, Cristina Ziliani, Riccardo Pasqua, Ettore Nicoletto, V. Moretti, Matteo Lunelli, Antonio Capaldo e F. Gordini (foto @Visualcrew)

RACCONTARE IL VINO – L’anfitrione, alla conferenza come per tutta la settimana, è Luciano Ferraro, giornalista del Corriere della Sera e primo sostenitore dell’iniziativa di Gordini: “È un evento necessario e utile al vino italiano e a Milano. Serviva una manifestazione che fungesse da contenitore per altre centinaia, non solo di degustazione ma anche e sopratutto per raccontare e comprendere. Milano sarà capitale e città aperta del vino italiano, che si conferma un prodotto di enorme spessore culturale, pur essendo un paradosso: si beve poco in Italia, ma si esporta moltissimo all’estero, grazie alla capacità delle aziende di fare sistema nel mondo. E noi vogliamo raccontarlo”. Si è bravissimi a fare, forse un po’ meno a raccontare quello che viene ben descritto dalle tre F di Milano: food, fashion, furniture, ovvero lo storico slogan del buono, bello e ben fatto. Ma la Milano Wine Week è pronta, quasi destinata, a dimostrare che questa storia verrà tramandata al meglio.

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