Carlo Carnevale
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Miscusi suona la quarta: adesso entrano i fondi

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Casa, passione, tradizione: uno, più uno, più uno. Il risultato vuol dire Italia, la traduzione in un piatto significa pasta. E la realizzazione dell’addizione ha un nome preciso, nato meno di due anni fa da due menti nemmeno trentenni: Filippo Mottolese e Alberto Cartasegna, gli artefici del movimento che al momento è sulla (e nella) bocca di tutti. Miscusi, il concept che unisce storia e divertimento garantendo qualità e tempistiche. E che punta a espandersi ancora dopo l’apertura del quarto locale, con l’ingresso della società di gestione di Angelo Moratti.

ALL-IN – Miscusi vince una scommessa non banale soprattutto in una città come Milano, in un momento storico che guarda spesso e volentieri all’estero e alla moda transitoria. All-in sulla pasta, uno dei tratti distintivi della storia e della filosofia italiana, che vengono rivoluzionate dal concetto emergente del fast casual: non sciatto come può essere a volte un fast food, non serrato come un qualsiasi ristorante per la pausa pranzo prima di rientrare di corsa in ufficio. Gusto, praticità e sapori di casa: Miscusi permette di scegliere la trafila di pasta preferita a partire addirittura dalla farina fino ai condimenti, tradizionali o innovativi che siano (burrata, crema di bufala, ricotta di pecora, rema di pistacchi, basilico, nduja, noci, mandorle). Il tempo della cottura, al dente, e si arriva a tavola.

MORATTI – L’apprezzamento dei clienti, che riempiono quotidianamente i quattro punti vendita (Cinque Giornate, Stazione Centrale, Isola e l’ultimo, il più grande con 142 coperti, in Colonne di San Lorenzo), ha fatto da traino per l’interesse di un colosso come il fondo MIP I, lanciato da Milano Investment Partners, sgr partecipata da Angel Capital Management di Angelo Moratti e di cui sono azionisti l’amministratore delegato Stefano Guidotti, Igor Pezzilli e Paolo Gualdani. I numeri sono le chiavi: in 20 mesi Miscusi ha raggiunto un fatturato superiore ai 4,5 milioni di euro con un tasso di crescita medio mensile del 20% e una redditività del singolo ristorante vicina al 30%. Quasi automatica quindi la decisione di siglare un round di investimento da 5 milioni di euro, con un duplice obiettivo già ben definito: espandere la realtà italiana con l’approdo a Firenze e Torino (in primis) ed esportarla all’estero. In pole position la Spagna, ritenuta la più vicina alla cultura enogastronomica, e non solo, del Belpaese.

MIXOLOGY – Tradizione, certo, senza però trascurare quello che sembra essere un vero e proprio colpo di timone per la maggior parte delle realtà ristorative italiane. Il quarto locale di Miscusi, aperto lo scorso 23 novembre, avrà infatti un proprio cocktail bar, un angolo dedicato alla mixology per permettere agli amanti del genere di consumare un drink prima, durante e dopo l’ebbrezza di un tuffo nella storia con un piatto di pasta fatta in casa. “Un team giovane, forte e molto ambizioso che merita supporto e accompagnamento nel processo di espansione globale”, ha spiegato Paolo Gualdani, partner di Mip e già ‘architetto’ con Angel Capital Management dell’accordo Starbucks-Princi.

Fonte: wine.pambianconews.com; flawlessmilano.com

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