La denominazione Morellino di Scansano DOCG segna un nuovo traguardo nel proprio percorso di valorizzazione: la menzione Superiore è stata definitivamente pubblicata in Gazzetta Ufficiale, rendendo pienamente operative le modifiche al disciplinare di produzione approvate dall’Assemblea dei soci nel 2025.
L’annuncio è arrivato oggi dal Consorzio Morellino di Scansano a Firenze, in occasione di Chianti Lovers & Rosso Morellino, l’evento annuale dedicato alle anteprime delle nuove annate che ha riunito stampa, operatori e buyer internazionali. Il Morellino era presente con 13 aziende e 22 etichette in degustazione, un contesto simbolico e strategico per comunicare un risultato che rafforza il posizionamento della denominazione.
Le parole del presidente Guicciardini Calamai
“La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale rappresenta un risultato importante per tutta la denominazione” ha dichiarato Bernardo Guicciardini Calamai, Presidente del Consorzio Morellino di Scansano. “Con la menzione Superiore rafforziamo il nostro percorso di valorizzazione, continuando a puntare su una sempre maggiore selezione e identità. È un segnale concreto della volontà di continuare a investire sulla qualità e sulla riconoscibilità del nostro Sangiovese della costa, offrendo al mercato una garanzia di coerenza e valore.”
Cosa prevede il nuovo disciplinare
La menzione Superiore identifica una tipologia che prevede un impiego minimo dell’85% di Sangiovese, con la possibilità di utilizzare altri vitigni a bacca nera non aromatici fino a un massimo del 15%. Rispetto alla versione Annata, le rese massime sono più contenute e il periodo di affinamento più lungo. Il tempo minimo di immissione al consumo è fissato al 1° gennaio del secondo anno successivo alla vendemmia, un percorso pensato per favorire maggiore struttura e complessità espressiva, mantenendo le caratteristiche di freschezza ed equilibrio che definiscono il Morellino di Scansano.
Una tipologia che esisteva già nella pratica
“Con il Superiore non nasce un nuovo vino, ma abbiamo scelto di dare identità a una tipologia che di fatto già esisteva” ha aggiunto Guicciardini Calamai. “Molte delle aziende consorziate producono già da tempo un vino intermedio tra le tipologie identificate come Annata e Riserva, ma che non era mai stato identificato e raccontato dettagliatamente. Con questo passo ne ufficializziamo l’identità.”
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