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Drinks International Cocktail Report 2026, il Negroni guida le preferenze globali dei classici

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Il Negroni si conferma uno dei cocktail classici più forti e trasversali a livello internazionale. È quanto emerge dal Drinks International Cocktail Report 2026, che ha analizzato le preferenze dei migliori bar del mondo sulla base di un sondaggio condotto in oltre 25 Paesi. A ciascun locale coinvolto è stato chiesto di indicare i 10 cocktail classici più venduti, con l’obiettivo di misurare non solo il successo globale delle singole ricette, ma anche la loro distribuzione geografica e le differenze tra i vari mercati.

Il dato più significativo riguarda proprio il Negroni, che non risulta soltanto uno dei drink più venduti in assoluto, ma anche quello con la presenza più estesa tra i Paesi analizzati. Secondo il report, più della metà dei bar intervistati lo colloca tra i primi 3 cocktail classici più richiesti. La sua forza non dipende quindi solo dal successo in pochi mercati consolidati, ma da una diffusione ampia, che attraversa Europa, Asia e America Latina. Nella mappa pubblicata dal report, il Negroni risulta il cocktail più popolare in diversi mercati, tra cui Italia, Portogallo, Slovacchia, Cipro, Messico, Singapore, Hong Kong e Cina. Questa distribuzione conferma la capacità del drink italiano di parlare a pubblici molto diversi, mantenendo un’identità riconoscibile e allo stesso tempo adattandosi a culture di consumo differenti.

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Un altro grande classico analizzato è il Margarita, che mostra però un andamento più frammentato. Il cocktail a base tequila risulta particolarmente forte in mercati come Francia, Brasile, Sudafrica e Australia, mentre negli Stati Uniti, pur essendo un mercato storicamente centrale per la tequila, non emerge come scelta dominante. Il report interpreta questa dinamica come possibile effetto dell’evoluzione dei gusti statunitensi verso drink più secchi, amari o spirit-forward, come Old Fashioned, Negroni e Martini.

L’Old Fashioned mantiene invece un profilo più concentrato e legato a mercati maturi, dove il consumatore appare più orientato verso cocktail essenziali, con forte centralità del distillato. Il drink viene indicato come prima scelta in Danimarca, Argentina e Corea del Sud, oltre a comparire tra le preferenze principali in altri mercati. La sua presenza conferma il peso dei cocktail dal carattere classico, minimale e costruiti intorno al whisky.

Il Dry Martini si conferma invece come cocktail da intenditori, con una posizione solida in Paesi dal consumo più evoluto. È indicato come prima scelta nel Regno Unito, in Perù e in Giappone, e compare tra i drink più rilevanti anche in mercati come Stati Uniti, Francia e Australia. Secondo il report, cresce in generale l’interesse verso il Martini, segnale di una domanda sempre più attenta a cocktail essenziali, tecnici e legati alla qualità dell’esecuzione.

Tra i cocktail più interessanti per dinamica di crescita si segnala anche l’Espresso Martini, che risulta il 5° classico più venduto nella classifica complessiva. La sua diffusione non appare più limitata a pochi mercati, ma coinvolge aree diverse come Europa, Scandinavia, Nord America e Sudafrica. Il dato conferma la tenuta internazionale di un cocktail che negli ultimi anni è tornato al centro dell’attenzione, sostenuto anche dal legame con il caffè e da un profilo più accessibile rispetto ad altri classici.  Completano la top ten, il Daiquiri al sesto posto, in crescita l‘Aperol Spritz in settima posizione, segue il Paloma in ottava piazza, mentre al 9° e 10° posto due ricette iconiche come Whiskey Sour e Manhattan

Il report evidenzia il peso delle preferenze locali. Pur in un mercato dominato da pochi grandi classici globali, alcuni cocktail mantengono un forte radicamento regionale. È il caso della Caipirinha in Brasile, del Pisco Sour in Canada, dell’Irish Coffee in Irlanda e dello Zombie nell’Isola di Man. Questi esempi dimostrano che, accanto ai cocktail capaci di imporsi su scala mondiale, esistono ancora drink fortemente legati alla cultura e alle abitudini dei singoli mercati. Tra

Il quadro restituito da Drinks International mostra un mercato dei cocktail classici molto competitivo, ma ancora guidato da ricette iconiche e riconoscibili. Il Negroni emerge come il simbolo più evidente di questa fase: un cocktail nato in Italia, precisamente a Firenze, ma ormai stabilmente inserito tra i riferimenti della miscelazione internazionale. La sua forza sta nella capacità di unire semplicità, identità e versatilità, caratteristiche che lo rendono competitivo tanto nei bar dei mercati maturi quanto in quelli in crescita.

INFO www.drinksint.com

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