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Svolta Nestlé, addio a tutti i coloranti artificiali nel mondo entro fine 2026

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La corsa alla clean label accelera e coinvolge uno dei più grandi gruppi alimentari al mondo. Nestlé ha annunciato che entro la fine del 2026 eliminerà tutti i coloranti artificiali dall’intero portafoglio globale, un’operazione che secondo le stime riprese dalla stampa italiana toccherebbe circa 2.000 marchi in 95 Paesi, Italia compresa. Il passo estende su scala mondiale la transizione già completata di recente sul mercato statunitense.

Ad annunciarlo è stato Stefan Palzer, Chief Technology Officer del gruppo, in un’intervista esclusiva a Reuters dalla sede svizzera di Vevey. “Entro la fine dell’anno avremo l’intero portafoglio globale di Nestlé privo di coloranti artificiali”, ha dichiarato Palzer, sottolineando che non si è trattato di una scelta scontata. “Abbiamo dovuto svolgere un intenso lavoro di ricerca e sviluppo, perché è necessario valutare tutte le soluzioni naturali, testarle durante la produzione e verificarne la durata di conservazione”, ha spiegato il manager, aggiungendo che l’azienda ha investito per anni nella transizione.

Il piano prevede la sostituzione degli additivi sintetici, molti dei quali derivati dal petrolio, con alternative di origine naturale, senza modificare gusto, qualità ed esperienza di consumo secondo quanto afferma l’azienda. La riformulazione riguarda alcuni dei marchi più noti anche in Italia, tra cui Baci Perugina, Smarties, KitKat, Galak, oltre alle linee cereali Fitness e alle bevande come Nesquik. Palzer ha ammesso che il cambio di rotta si è rivelato più complesso del previsto, in particolare nell’individuazione dei sostituti naturali per alcune tonalità come il blu e il marrone.

Alla base della decisione c’è la crescente domanda dei consumatori di etichette più semplici, ingredienti riconoscibili e meno additivi sintetici. “Lo abbiamo fatto perché i consumatori non apprezzano gli ingredienti artificiali. Vogliono ricette più semplici”, ha osservato Palzer. La transizione USA, completata a giugno con la rimozione di tutti i coloranti FD&C certificati, era stata avviata in risposta anche al mutato quadro normativo statunitense.

Un anno fa l’amministrazione Trump, attraverso la campagna Make America Healthy Again promossa dal segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., aveva annunciato l’intenzione di vietare l’uso di otto coloranti alimentari sintetici a partire dalla fine del 2026. In quello scenario diversi grandi gruppi, tra cui General Mills, Kraft Heinz e Campbell’s, hanno avviato programmi di riformulazione.

Con l’estensione globale Nestlé si pone di fatto come apripista su scala internazionale, aumentando la pressione competitiva sui rivali. Mars, ad esempio, ha già scelto coloranti naturali per prodotti iconici come le M&M’s, riconoscibili proprio per i loro colori accesi.

La partita si gioca ora sul terreno tecnico. Riformulare migliaia di ricette senza perdere colore, stabilità a scaffale e coerenza organolettica resta la sfida più delicata, in un mercato in cui la percezione di naturalità è diventata un fattore competitivo tanto quanto il gusto.

 

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