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Nestlé Assago, ecco l’accordo che ferma i tagli a 112 esuberi

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La vertenza beverage più seguita del 2026 chiude con un’intesa. Nella notte tra l’1 e il 2 luglio, presso la sede di Assolombarda, azienda e sindacati hanno siglato l’accordo sulla gestione degli esuberi legati al piano di riorganizzazione di Nestlé nella sede di Assago (Milano). Il numero forte dell’intesa è uno solo: gli esuberi scendono a 112, contro i 185 annunciati ad aprile e i 140 dell’ultima stima.

La trattativa è stata condotta da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil insieme al coordinamento delle Rsu. Il percorso, partito a fine maggio (quando i tagli erano già scesi da 185 a 145), ha portato a una progressiva riduzione dell’impatto occupazionale e alla definizione di strumenti condivisi per la tutela dei lavoratori coinvolti. Gli esuberi italiani rientrano nel piano globale da 16.000 uscite annunciato a ottobre 2025 dal CEO Philipp Navratil, come avevamo raccontato ad aprile.

Oltre alla riduzione dei numeri, l’accordo prevede una gestione più graduale delle uscite. I tempi sono stati allungati e scaglionati lungo tutto il 2027, fino a comprendere il primo trimestre del 2028. Il confronto è passato anche da un’audizione presso la commissione lavoro della Regione Lombardia.

Sul fronte degli strumenti, Nestlé si è impegnata ad accompagnare alla pensione i lavoratori in esubero entro un periodo massimo di 7 anni, con un’integrazione della retribuzione pari al 70% e la copertura dei contributi previdenziali. Sono previste inoltre uscite volontarie incentivate pari a 4 anni di retribuzione totale, a cui si aggiunge un servizio di ricollocamento professionale. Completano il quadro le misure di ricollocazione interna, con confronti periodici tra le parti per verificarne la fattibilità.

L’intesa è stata valutata positivamente dalle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori di Assago, che hanno dato il via libera al testo.

Il caso Nestlé conferma un dato di metodo che va oltre la singola sede: in una fase di ristrutturazioni diffuse nel largo consumo, la trattativa sindacale resta lo strumento capace di ridurre sensibilmente l’impatto sociale dei piani globali, dimezzando in questo caso il numero delle uscite rispetto alle stime iniziali.

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