Due anni di attesa, un annuncio storico quello del 23 luglio 2026 di Nestlé che ha chiuso il dossier più delicato del suo portafoglio relativo al business delle acque, affidandone la metà al fondo di private equity statunitense Platinum Equity. Dalla partnership nasce Peranel, joint venture paritetica che riunisce l’intero business di acque e bevande premium del gruppo di Vevey. Enterprise value: 4,9 miliardi di euro, pari a circa 5,6 miliardi di dollari e 4,5 miliardi di franchi svizzeri. Alla chiusura Nestlé incasserà proventi netti in contanti per circa 2,8 miliardi di franchi svizzeri, pari a circa 3 miliardi di euro (3,42 miliardi di dollari), mantenendo il 50% della nuova entità.
Oltre 30 brand in 120 Paesi, con le italiane in prima fila
Peranel parte come player globale già strutturato nel segmento dell’acqua minerale premium e dell’idratazione funzionale, con più di 30 marchi distribuiti in 120 Paesi. Nel portafoglio entrano S.Pellegrino e Acqua Panna, ambasciatrici dell’acqua italiana nel fine dining internazionale, la storica frizzante francese Source Perrier, il brand globale Nestlé Pure Life, diverse acque premium locali e una gamma crescente di bevande di idratazione funzionale.
La società conserverà un team interno di ricerca e sviluppo, la stessa struttura che ha firmato circa 120 lanci di prodotto dal 2022 a oggi, con una pipeline di novità già in lavorazione. Un dettaglio che dice molto sulla natura dell’operazione: non si tratta della dismissione di un ramo in difficoltà.
Quartier generale a Parigi, alla guida resta Muriel Lienau
La nuova società avrà sede a Parigi e sarà guidata da Muriel Lienau, attuale CEO del business acque di Nestlé, in azienda da oltre trent’anni, alla testa di un management team confermato. L’entità Nestlé Waters and Premium Beverages era stata costituita a gennaio dell’anno scorso, sempre sotto la sua direzione, come primo passo del percorso di separazione avviato nel 2024.
“Questo annuncio segna un traguardo importante per i nostri team e un nuovo, entusiasmante capitolo nell’evoluzione della nostra attività. Sono grata per il continuo supporto di Nestlé e felice di essere affiancata da Platinum Equity in questo percorso ambizioso”, ha commentato Lienau.
Perché Nestlé cede metà di un business in crescita
L’accordo dà forma concreta alla strategia annunciata due anni fa, quando il gruppo aveva dichiarato l’intenzione di dotare acque e bevande premium di una struttura dedicata, più agile e capace di crescere per linee interne ed esterne in una categoria sempre più competitiva. Un percorso che era entrato nel vivo con l’annuncio della cessione del 50% a un partner finanziario, passando poi per una selezione che ha visto in corsa anche il fondo CD&R accanto a Platinum Equity e che nelle ultime settimane si era ristretta alla sola candidatura del fondo statunitense.
“Grazie alla partnership con Platinum Equity, Peranel sarà meglio posizionata per eseguire la propria strategia con maggiore agilità”, ha dichiarato Philipp Navratil, CEO di Nestlé. “Con un focus rafforzato, sarà ben equipaggiata per perseguire le proprie ambizioni di crescita di lungo periodo, consolidando questo portafoglio unico di brand internazionali e locali con investimenti continui in innovazione, premiumizzazione, eccellenza operativa e sostenibilità.”
Sul fronte del fondo, il co presidente Louis Samson si è detto onorato della fiducia ricevuta: “Portiamo al tavolo energia ed expertise di business uniche e, unite alle loro capacità di sviluppo prodotto, esecuzione e marketing di livello mondiale, crediamo che la nostra joint venture crei una partnership potente e una squadra molto forte.” Samson ha definito Peranel un investimento cardine per il fondo e un’operazione che certifica la maturità raggiunta dalla piattaforma europea di Platinum Equity, con capacità di dealmaking e operative in regione comparabili a quelle nordamericane.
Più esplicito sul potenziale della categoria il managing director Igor Chacartegui: “Stiamo investendo in alcune delle aree a più rapida crescita del mercato beverage, sostenute da trend di lungo periodo legati a salute, benessere, idratazione e prodotti premium. Peranel rappresenta una straordinaria collezione di brand iconici che i consumatori conoscono e di cui si fidano in tutto il mondo.” Chacartegui ha anche anticipato l’intenzione di mettere a disposizione le capacità di M&A del fondo per rafforzare e affinare il portafoglio esistente, confermando che la crescita per acquisizioni è parte del piano.
Platinum Equity, fondata nel 1995 da Tom Gores, gestisce circa 48 miliardi di dollari di asset e un portafoglio di una sessantina di società operative, con oltre 550 acquisizioni completate in trent’anni. Sull’operazione Peranel ha lavorato il team europeo con base a Londra, assistito da Bank of America come advisor finanziario e da Latham & Watkins come advisor legale. Il track record di partnership analoghe include Ball Corporation, Caterpillar, Danone, Emerson Electric, Kohler e Telstra.
I numeri e la tabella di marcia
La divisione ha archiviato un primo semestre 2026 in crescita, con vendite per 1,78 miliardi di franchi svizzeri e una crescita organica del +5,1%, di cui real internal growth +1,6% ed effetto prezzo +3,5%. Il dato riportato sconta un impatto negativo del 6,7% dai movimenti valutari. Il margine UTOP è salito di 20 punti base al 9,5%, sostenuto dalla leva sulla crescita e dal controllo dei costi, che hanno più che compensato l’aumento dei costi di packaging e distribuzione.
Il secondo trimestre segna un’accelerazione ulteriore: 1,02 miliardi di franchi di vendite, crescita organica +6,6%, RIG +2,2% e prezzo +4,4%, trainata dal Nord America, dai brand internazionali e da un meteo favorevole in Europa, in continuità con la spinta già registrata nel primo trimestre da Sanpellegrino e Maison Perrier. Numeri che vanno letti nel contesto del gruppo, che nel semestre ha chiuso con una crescita organica del +3,6%: il business acque è cresciuto quasi al doppio della media Nestlé, superato solo dal caffè. La cessione del 50% appare quindi una scelta di allocazione del capitale, non una ritirata da un ramo in difficoltà.
L’operazione è soggetta alle procedure di consultazione sindacale e alle autorizzazioni regolatorie applicabili. Il closing è atteso entro la prima metà del 2027, quando Nestlé incasserà i proventi netti previsti.
Per il mercato dell’acqua premium l’operazione ridisegna gli equilibri: nasce un operatore focalizzato esclusivamente sulla categoria, con capitale di private equity alle spalle e mandato esplicito alla crescita anche per acquisizioni. Per l’Italia significa che due delle etichette più esportate del comparto, S.Pellegrino e Acqua Panna, entrano in una struttura pensata per correre più veloce.
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