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Nestlé Waters, asta in corso per 5 miliardi. In gioco S.Pellegrino, Panna e Levissima

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Nestlé ha avviato un processo strutturato per la cessione della divisione acque minerali premium, con una valutazione intorno ai 5 miliardi di euro e la possibilità che il gruppo mantenga una quota di minoranza. Il perimetro comprende marchi storici come Perrier, S.Pellegrino e Acqua Panna. Secondo fonti finanziarie internazionali, il gruppo sta raccogliendo in queste settimane le offerte preliminari da una rosa di fondi di private equity, con Rothschild & Co nel ruolo di advisor finanziario e un pacchetto di finanziamenti bancari già in preparazione per supportare l’operazione.

L’operazione rientra nel più ampio piano di rifocalizzazione di Nestlé, che punta a concentrare risorse sulle categorie core a maggior valore aggiunto, mentre le acque minerali hanno sofferto negli ultimi anni margini inferiori e un contesto reputazionale più complesso. Nel mirino sono finiti in particolare alcuni dossier legati a Perrier e Vittel, che hanno contribuito a rendere il business Waters meno strategico rispetto ad altre aree del portafoglio.

Dal rumor alla trattativa, cronologia 2024-2026

Nel novembre 2024 Nestlé ha annunciato che dal 1° gennaio 2025 la divisione Waters sarebbe diventata un’unità di business indipendente, guidata da Muriel Lienau: un segnale che tipicamente precede operazioni di cessione o spin-off. Le prime indiscrezioni su una possibile vendita della divisione acque premium circolavano già nel 2025, con fonti di mercato che parlavano di un’asta da avviare a inizio 2026 e di una valutazione intorno ai 5 miliardi di euro. In quella fase venivano già citati possibili interessati come il fondo francese Pai Partners e i fondi americani Clayton Dubilier & Rice (CD&R) e One Rock Capital, oltre ad altri grandi operatori globali del private equity.

Tra fine 2025 e gennaio 2026, la stampa finanziaria italiana e internazionale ha confermato l’avvio del processo: secondo fonti di mercato, Nestlé avrebbe incaricato Rothschild di organizzare il carve-out del business acque, mentre le banche preparano linee di credito per 2-3 miliardi di euro a supporto dell’acquisizione, su multipli stimati in circa 4-6 volte un EBITDA di area 500 milioni. Al momento, tuttavia, manca ancora un comunicato ufficiale di Nestlé che annunci un accordo firmato o un acquirente selezionato: si tratta di una fase intermedia, con data room aperta e offerte non vincolanti in raccolta.

Perché Nestlé vende le acque

La divisione acque minerali ha rappresentato per anni un pilastro del portafoglio Nestlé, ma la redditività risulta meno brillante rispetto alle categorie ad alto valore aggiunto come caffè, nutrizione e pet food, su cui il gruppo ha concentrato gli investimenti negli ultimi piani industriali. A questo si aggiunge la crescente pressione regolatoria e reputazionale sulle risorse idriche, con controversie e inchieste che hanno colpito marchi come Perrier e Vittel in mercati chiave.

In parallelo, Nestlé ha avviato un importante programma di efficienza e ristrutturazione, che prevede migliaia di esuberi a livello globale entro il 2027 e una revisione del portafoglio di attività non core. In questo contesto, la cessione (anche parziale) della divisione Waters consentirebbe di liberare capitale, ridurre l’esposizione a un business più esposto a volatilità regolatoria e concentrarsi su segmenti con maggior potenziale di crescita e di margine.

Sanpellegrino, Panna, Levissima e le bibite storiche, cosa cambia per l’Italia

Per l’Italia il cuore del dossier è il gruppo Sanpellegrino, che oggi controlla tre grandi brand di acque minerali di origine italiana: S.Pellegrino, Acqua Panna e Levissima. S.Pellegrino e Acqua Panna rappresentano i marchi simbolo del posizionamento premium e della ristorazione di alto livello, con una forte presenza nell’Ho.Re.Ca. internazionale, mentre Levissima è una delle acque più diffuse nella grande distribuzione italiana.

Ma il perimetro italiano non si limita alle acque. Sanpellegrino S.p.A. controlla anche lo storico portafoglio di bibite e aperitivi del gruppo: dall’Aranciata (lanciata nel 1932) al Chinò (1958), fino a Limonata, Cedrata, i mixer come Tonica e Ginger Beer, e gli aperitivi analcolici Sanbittèr e Gingerino. Un patrimonio di marchi iconici che rappresenta una quota significativa del fatturato della divisione italiana.

Un eventuale passaggio del controllo (totale o parziale) a un fondo di private equity non cambierebbe nel breve la “italianità” delle sorgenti e dei siti produttivi, ma potrebbe avere effetti significativi su governance, strategie di prezzo, investimenti su export e portafoglio prodotti. Un azionista finanziario potrebbe spingere per un’ulteriore valorizzazione del posizionamento premium, una maggiore selettività sugli investimenti non strategici e, nel medio periodo, possibili operazioni di consolidamento con altre acque europee.

I fondi in corsa e gli scenari possibili

Secondo le indiscrezioni di mercato, tra i candidati più accreditati figurano il francese Pai Partners e i fondi statunitensi CD&R e One Rock Capital, già citati nel 2025 come interessati al dossier Waters. Non viene esclusa la partecipazione di altri grandi operatori globali del private equity, attratti da un business stabile, ricorrente e con importanti marchi internazionali.

Tra gli scenari ipotizzati dagli analisti, il più citato è quello di una cessione di una quota di maggioranza con Nestlé che mantenga una partecipazione di minoranza, replicando in parte lo schema già visto nel gelato con la joint venture Froneri. Questo modello consentirebbe alla multinazionale svizzera di restare legata ai marchi storici, monetizzando al tempo stesso una parte significativa del valore creato nel segmento delle acque minerali e lasciando al partner finanziario il compito di guidare una fase di crescita e razionalizzazione.


Timeline del dossier Nestlé Waters

  • Novembre 2024 – Nestlé annuncia che dal 1° gennaio 2025 la divisione Waters diventerà un’unità di business indipendente, guidata da Muriel Lienau
  • Luglio 2025 – Prime ipotesi su un’apertura di Nestlé a nuovi investitori in Sanpellegrino
  • Autunno 2025 – Rumor su una possibile asta 2026 per il business acque minerali premium
  • Dicembre 2025 – Articoli italiani e internazionali indicano un perimetro intorno ai 5 miliardi e i primi fondi interessati
  • Gennaio 2026 – Secondo la stampa finanziaria, processo formalmente avviato, advisor Rothschild, banche in campo per il finanziamento e fondi di private equity in corsa
  • Oggi – In assenza di un comunicato ufficiale Nestlé sul closing, l’asta è in corso con offerte preliminari e due diligence sul perimetro Waters

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