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Tutte le vie verso la supply chain “smart”. Le aziende tedesche di intralogistica hanno raggiunto nel 2015 un volume d’affari di oltre 20 miliardi di Euro. L’intralogistica diventa così un fattore economico fondamentale in Germania.

Anche nell’industria della birra, delle bevande e degli alimenti liquidi si tratta di un elemento chiave da due punti di vista: da un lato apre ulteriori margini di razionalizzazione, dall’altro emergono modelli di business completamente nuovi grazie alla logistica “intelligente”. Le soluzioni tecniche che stanno dietro a questo fenomeno saranno in mostra a drinktec 2017, il salone internazionale per l’industria delle bevande e del liquid food, dall’11 al 15 settembre a Monaco di Baviera. Che cosa significa esattamente “intralogistica”? Sostanzialmente l’intralogistica, come la logistica, riguarda i flussi di materiali e merci. Non si tratta però dei flussi che si sviluppano lungo le strade e altre vie di trasporto, bensì all’interno di edifici. Da un lato, le merci vengono imballate in casse e ceste o avvolte in fasci di pellicola, quindi messe su bancali in base agli ordini e preparate per la spedizione. Dall’altro lato, ci sono materie prime o semilavorati che devono essere trasferiti dal magazzino alle aree di lavorazione.

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Veloce e flessibile fino al lotto singolo

Nel corso degli anni questo flusso di merci interno alle aziende si è trasformato da “male necessario” a importante fattore di creazione di valore per le imprese. Infatti, solo chi riesce a gestire il capitale immobilizzato in modo veloce, flessibile e senza sprechi può battere la concorrenza. La parola chiave è velocità. Ordinare oggi e consegnare domani? In molti casi non è più sufficiente. La consegna in giornata (Same Day Delivery) è ormai un must soprattutto nel commercio online di alimenti. Le catene di fornitura devono essere quindi capaci di adeguarsi, perché i mercati cambiano in continuazione. Inoltre, i quantitativi diventano sempre più piccoli. Il lotto singolo (Batch One) è un obiettivo concreto. Questo significa che il numero di confezioni per i produttori di bevande o alimenti liquidi aumenterà di conseguenza. E con esso la necessità di confezionare, pallettizzare e trasportare con la massima efficienza la varietà di prodotti richiesta dai clienti.

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Imballare ed etichettare è un’esigenza

In questo contesto bisogna rivalutare i ruoli della produzione e della logistica, come spiega Thomas Lehmann, amministratore delegato di BMS Maschinenfabrik GmbH: “Le grandi aziende puntano a realizzare tutto in linea. Possono lavorare facilmente lotti molto grandi, che giustificano la conversione di un’intera linea di riempimento e confezionamento.” Per le piccole e medie imprese, che a drinktec rappresentano circa il 60 percento degli operatori in visita, Lehmann propone una soluzione alternativa: “Il prodotto può essere confezionato con la massima efficienza in casse standard, che vengono poi trasferite a un centro logistico dove si possono predisporre le confezioni per il trasporto o la vendita su un impianto di reimballaggio/riconfezionamento compatto e altamente flessibile.” Questa soluzione offre diversi vantaggi: ottimizzazione dei trasporti, maggiore efficienza e riduzione dei costi di conversione nella bottiglieria, migliore pianificazione grazie al riconfenzionamento mirato con data di scadenza effettiva e nessun “impolveramento” della confezione. Secondo Lehmann, in alcuni casi la stessa strada dovrà essere seguita da un’altra fase del processo. “Anche l’etichettatura potrebbe essere demandata alla logistica. L’impianto di reimballaggio si occupa in questo caso del disimballaggio delle bottiglie e inserisce nell’imballaggio per la spedizione, ad esempio, le bottiglie etichettate “just in time” per il mercato dell’esportazione.” A proposito di spedizioni di bevande: a drinktec si potranno vedere soluzioni altrettanto interessanti per le bottiglie riciclabili. Ci saranno ad esempio casse per bevande compatibili con diverse varianti di multipack con vuoto a rendere. Un’altra soluzione, particolarmente diffusa in Austria, sono i cosiddetti Carrier Trays. Questi vassoi piatti vengono caricati con bottiglie standard o multipack, quindi accatastati e infine consegnati al punto vendita direttamente come “sostituti degli scaffali”. Inoltre i Carrier possono essere utilizzati per restituire i vuoti una volta venduta la merce.

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Nuovi impulsi dall’Industria 4.0

Ma torniamo all’intralogistica. Le soluzioni di informatica e automazione sono da tempo parte integrante di questo settore. Luigi Panzetti, amministratore delegato dell’italiana System Group, dichiarò già in occasione di drinktec 2013: “Nel mondo delle bevande cresce l’interesse per i sistemi di automazione e le aziende investono sempre di più. Crediamo che questa fiera offra le migliori opportunità di incontrare clienti del settore e discutere di strategie per gli sviluppi futuri, promuovendo l’evoluzione e l’efficacia della tecnica di automazione.” Attualmente il comparto riceve nuovi stimoli da uno degli sviluppi tecnologici più diffusi a livello mondiale. “L’Industria 4.0 sta guadagnando sempre maggiore attenzione da parte degli utilizzatori,” dice Schmel, direttore generale della sezione della VDMA che si occupa di trasporti e intralogistica. Questo significa, né più né meno, che nell’industria delle bevande e del liquid food aumenta costantemente l’interesse per soluzioni connesse e automatizzate. Alcune di queste “idee 4.0” sono già da tempo diventate realtà nell’intralogistica: dai sistemi di trasporto che definiscono i percorsi all’interno dell’azienda, ai robot pallettizzatore che riconoscono e colmano le posizioni vuote in tempo reale. Sono solo due esempi di soluzioni di intralogistica che, grazie a tecnologie informatiche innovative, si trasformano in “fornitori di servizi” interni all’impresa e svolgono il loro lavoro in piena autonomia.

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Internet delle Cose, l’anello mancante

Come si evolveranno le cose? Il futuro appartiene sicuramente alla piena connettività e integrazione dalla materia prima al cliente, cioè alla “supply chain intelligente”. Tutto ciò sarà possibile grazie all’Internet of Things. Esistono già 20 miliardi di oggetti in tutto il mondo con un proprio indirizzo IP e un chip o sensore a bordo, collegati a Internet. Possono quindi essere localizzati e identificati, ma possono anche interagire autonomamente fra loro. Accade così che il frigorifero, informato da un’app meteo di una serata con clima tropicale, ordina autonomamente la birra preferita e il cibo per una grigliata, la cui produzione e consegna vengono organizzate in maniera autonoma all’interno delle aziende produttrici. Non si tratta di una visione così remota. Alcuni mesi fa il primo camion autoguidato negli Stati Uniti ha consegnato 2.000 cartoni di birra Budweiser a una distanza di 120 miglia. Certo, si tratta di logistica esterna e non di intralogistica. Ma anche per questa disciplina a drinktec si potranno scoprire tendenze attuali e sviluppi futuri. Per questo motivo drintktec è molto interessanti anche per la aziende di commercio. Un interesse rafforzato dalla concomitanza con la principale fiera del commercio specializzato tedesco di bevande e “convenience food”, PRO FachHANDEL. Nel 2017 la manifestazione si svolgerà per la prima volta parallelamente a drinktec a Monaco di Baviera. PRO FachHANDEL occuperà il padiglione B0 e il foyer del Centro Congressi Internazionale ICM nel centro fieristico. “Con questa collaborazione,” sottolinea Alexander Berger, presidente di GES e responsabile dell’organizzazione di PRO FachHANDEL, “la fiera assume ancora maggiore rilevanza per i visitatori e gli espositori di tutto il settore del commercio specializzato. PRO FachHANDEL, con le sue aree speciali Newcomer-Market e Bier Live, si integra perfettamente con il programma collaterale di drinktec.”

+ info:
Ufficio stampa Debora Cavallotti
debora.cavallotti@blusfera.it
tel. 02.36531203

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