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Dopo un 2009 che ha risentito fortemente della crisi economica mondiale, Federico Castellucci, direttore Generale dell’ OIV (Organizzazione Internazionale del Vino) ha indicato che il volume degli scambi internazionali di vino nel 2010 ha raggiunto oltre 92 milioni di hl, ovvero un aumento del 6,7% rispetto al 2009. “Per la prima volta negli ultimi 15 anni, questa ripresa ha interessato maggiormente i paesi europei tradizionalmente esportatori rispetto ai paesi dell’emisfero sud e dagli Stati Uniti”, ha dichiarato Castellucci. Le esportazioni di Italia e Germania sono aumentate rispettivamente di 1.400.000 hl e di 300.000 hl, mentre quelle di Spagna e Francia hanno recuperato le perdite subite nel 2009.

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Tra i paesi dell’emisfero sud, quelli che hanno resistito meglio alla crisi in termini di volume sono stati: il Cile, la Nuova Zelanda e l’Australia. “Nel contesto della crisi economica mondiale, questa evoluzione positiva del mercato mondiale del vino è da attribuirsi essenzialmente a un’importante crescita degli scambi di vino sfuso e delle riesportazioni, in particolare nell’ambito di scambi intercontinentali”, ha affermato Federico Castellucci, ricordando che “oggi circa il 40% dei vini si consumano al di fuori dei loro paesi di produzione”.

L’altro elemento positivo per il settore è la fine della tendenza alla diminuzione del consumo. Questa tendenza ha avuto inizio nella seconda metà del 2008 ed è proseguita nel 2009. Nel 2010, il consumo mondiale di vino rimane stabile rispetto al 2009, per un totale di 236.300.000 hl. Ad eccezione della Spagna, dove continua a diminuire, tutti i paesi europei tradizionalmente produttori hanno visto il loro consumo stabilizzarsi rispetto al 2009. Il consumo extra-comunitario sembra, allo stesso modo, mantenersi sullo stesso livello del 2009.

Per quanto riguarda i vigneti mondiali (7.550.000 ha),prosegue la riduzione delle superfici vitate, con una perdita di 65.000 ha. Questa contrazione si deve fondamentalmente alla riduzione di 64.000 ha di vigneti dell’Unione Europea (UE), in seguito alle estirpazioni realizzate nel quadro della nuova organizzazione comune del mercato (OCM). La Spagna, i cui vigneti diminuiscono di 31.000 ha, conosce la maggiore contrazione tra i paesi europei nel 2010, seguita dall’Italia, che perde 14.000 ha, dalla Francia, dove la superficie viticola si riduce di 12.000 ha, dalla Bulgaria, dall’Ungheria, dal Portogallo e dalla Grecia.

+info: www.oiv.org/it/accueil/index.php

Per una più ampia panoramica sull’industria vinicola internazionale si rimanda alla nota di congiuntura mondiale OIV del marzo 2011:
www.beverfood.com/v2/smartsection+item.itemid+262+k+organizzazione-internazionale-del-vino-nota-di-congiuntura-mondiale-marzo-2011.htm

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